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Il bilancio energetico:situazione di emergenza?

L’Italia ha una dipendenza energetica da altri paesi che supera l’80%;l’energia e il gas hanno i prezzi tra i più alti d’Europa. Inoltre,sul piano ambientale,il grande ricorso ai combustibili fossili pone il nostro paese in una situazione difficile sia per quanto riguarda le emissioni di Co2,sia per i rischi di disastro ecologico dovuti alla elevata circolazione di petroliere e camion-cisterna.
La scelta di abbandonare la fissione nucleare dopo il disastro di Cernobyl del 1986 non è stata accompagnata da politiche che incentivino lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili,che oggi coprono il 7% circa dei consumi di energia,pur essendo l’unica vera risorsa disponibile nel paese:occorre infatti ricordare che l’Italia non ha significativi giacimenti di petrolio,gas naturale o carbone.
La situazione italiana sembra essere oggi di autentica emergenza. E’ dunque necessario tentare di risolvere i principali problemi del nostro sistema energetico,che in sintesi sono:la sicurezza degli approvvigionamenti;l’inquinamento ambientale;il prezzo dell’energia,che è legato alle oscillazioni di mercato dei combustibili fossili.

Le strategie che l’Italia intende adottare si basano essenzialmente sul risparmio energetico e sul maggiore sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.

Il primo obiettivo:l’importanza del risparmio energetico

L’Unione europea nel marzo del 2007 ha messo a punto una strategia d’intervento in campo energetico che si pone tre obbiettivi principali da raggiungere entro l’anno 2020: le emissioni di gas serra nell’atmosfera dovranno essere ridotte del 20% rispetto ai livelli del 1900;almeno il 20% dell’energia primaria dovrà essere prodotta con fonti rinnovabili;i consumi primari dovranno essere ridotti del 20%.
Proprio il risparmio energetico da raggiungere sia attraverso una maggior efficienza sia attraverso comportamenti consapevoli-sembra essere ,in particolare per il nostro paese,la scelta strategica più importante. Tra i principali campi di intervento individuati dal governo italiano, e per i quali sono previsti incentivi economici almeno fino al 2009,troviamo:la promozione di nuovi processi produttivi in grado di ridurre i consumi energetici nelle lavorazioni industriali;la sostituzione dei vecchi elettrodomestici che consumano circa il doppio di quelli di ultima produzioni;la riqualificazione di edifici pubblici e privati con interventi che consentono di ridurre la dispersione termica;la diffusione di veicoli a basso consumo di carburante.

Facciamo qualche esempio:
-se nel nostro paese fossero in circolazione solo le auto che riescono a percorrere 20km con un litro di benzina,ci sarebbe un risparmio pari al 6% dei consumi nazionali;
-in Italia esistono ancora 8 milioni di scaldabagno elettrici e la produzione di elettricità avviene utilizzando fonti primarie come il petrolio o il gas;in questo modo si consuma più del doppio di quanto richiesto da una normale caldaia a metano,poiché durante il processo di produzione dell’elettricità c’è una perdita di energia che si può quantificare attorno al 60%;
-secondo l’Enea (Ente per le nuove tecnologie,l’energia e l’ambiente) il 57,6% dei consumi domestici di una famiglia media italiana è rappresento dal riscaldamento della casa; con interventi strutturali di isolamento e con l’uso di caldaie di ultimo modello questa spesa potrebbe essere ridotta del 40%.

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