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A est l'Adriatico; a ovest il mar Tirreno. In mezzo, l'Italia centrale, percorsa dagli Appennini, coperti da grandi boschi. Ma ecco anche l'"Italia delle colline", verde di campi coltivati, con i suoi borghi arroccati sulle alture e ancora circondati da mura secolari, con le città d'arte e i ricordi di antichi popoli. Qui non troveremo le grandi fabbriche e le industrie tipiche del nord: la gente ha conservato con gelosia tradizioni, abitudini e mestieri di un tempo. Gli Appennini sono montagne relativamente "giovani", come le Alpi: le loro rocce sono però più tenere di quelle alpine, perciò più soggette all'erosione. Il profilo degli Appennini è più tondeggiante e basso di quello alpino.
Mare, colline, montagne boscose: questa è la fisionomia dell'Italia centrale, un tempo paradiso per orsi, lupi, falchi, cinghiali, cervi e linci. Gli animali trovavano rifugio nelle grandi foreste di latifoglie e nelle zone paludose che, come in Maremma, si spingevano fino alla costa. Oggi l'opera dell'uomo ha ridotto lo spazio vitale di molte specie animali: solo l'istituzione dei parchi, come quello nazionale d'Abruzzo, ha salvato lupi e orsi (scomparsi definitivamente da altri paesi d'Europa, come la Francia) dall'estinzione. Nel parco d'Abruzzo si può vedere l'orso bruno marsicano: d'inverno, però, va in letargo, dopo aver fatto scorpacciata, in estate-autunno, di frutta e vegetali, che gli faranno da necessaria riserva durante i mesi più freddi.

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