L'Istria é entrata a far parte dell'ex Jugoslavia con i trattati di pace del 1947 ed è sempre stata divisa formalmente tra Slovenia e Croazia poiché le relazioni sociali, culturali ed economiche sono sempre state pacifiche tra gli Stati. Quando Slovenia e Croazia si sono divise dalla Federazione, l'Istria si è trovata impreparata. Dal punto di vista monetario la Slovenia ha il tallero e la Croazia la kuna; dal punto di vista sociale la Croazia viveva in un ambiente in guerra mentre la Sloveni viveva tranquillamente.
Fin dall'inizio in Istria vi abitavano Italiani, Croati e Sloveni che col crollo del partito unico si sono trovati a convivere col movimento regionalista per tutelare le minoranze e difendere le specificità del territorio. In seguito al processo di democratizzazione l'Istria è diventata italiana (nel 1991 infatti in Slovenia erano 3.000 Italiani mentre in Croazia erano 23.000, contro i 15.000 italiani totali nelle due regioni del 1981). Gli italiani presenti in Istria sono organizzati nell'Unione Italiana con l'intento di parità di trattamento nei due Stati (Slovenia e Croazia). Ora vi è il problema del confine lungo il fiume Dragona che ha creato due situazioni diverse:

-gli Italiani dell'Istria slovena a Capodistria, Isola e Pirano hanno riconosciuto il bilinguismo;
-agli Italiani dell'Istria croata hanno negato il bilinguismo perché la Croazia era sempre in guerra.

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