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Islanda

Costituita da un enorme altopiano con un'altezza media di 500 m, l'Islanda occupa il territorio dello stato più occidentale d'Europa. La regione è di origine vulcanica. Le faglie, risalenti al Quaternario, e l'azione dei ghiacci hanno dato forma alla morfologia dell' isola, che è percorsa da est a ovest da una catena montuosa, dalla quale nascono i principali fiumi, e ai numero fiordi che ne incidono la costa. La natura vulcanica influenza buona parte della vita economica e sociale del paese essendo i vulcani e i geiser fonti di energia di attrazzione turistica. Tra i molti vulcani attivi, i più importanti sono l'Hekla (1.477 m) e il Laki, il più grande vulcani lineare del mondo con 25 km di lunghezza e più di cento crateri. Le eruzioni hanno luogo sotto una spessa cappa di ghiaccio provocando imponenti disgeli.
D'altra parte, sull' isola sono presenti 250 zone geotermiche con più di 800 fonti tra fumarole e geiser. Tra questi, il più grande è il Deildartun Guhver, che ogni secondo lancia un getto di 200 litri di acqua in ebolizione.

In Islanda si trovano anche molti laghi e fiumi non navigabili grazie alle rapide correnti e alle molte cascate presenti sul territorio.
Il fiume più lungo del paese è il Pjorsà (230 km).

Vegetazione e clima
La vegetazione la cui crescita è stata contrastata per secoli dal clima, dall' atività vulcanica, dai ghiacciai e dall' uso dei terreni per il pascolo, ricopre solo un quarto della superficie islandese.
Grandi boschi di betulle sono stati oggetti di abbattimenti indiscriminato, ma oggi il Governo ha creato zone di riforestazione di conifere. Il resto della vegetazione è tipico della zona subartica con piante molto resistenti, muschi e licheni, anche se buona parte del paese è formata da paludi e da grandi aree di nuda roccia vulcanica. Per quanto riguarda il clima si possono distinguere a grandi linee due zone: quella settentrionale, influenzata dalle correnti artiche, è caratterizzata da un regime termico molto rigido; la zona meridionale, invece, dove le precipitazioni sono più abbondanti, gode della Corrente del Golfo e presenta pertanto un clima dalle caratteristiche più oceaniche.

Agricoltura
L'agricoltura islandese è molto condizionata dal clima. I principali prodotti sono le patate e i cereali che servono sia per l'alimentazione umana sia per la produzione di fieno e mangimi destinati al bestiame ovino e bovino. Sono presenti anche serre destinate alla produzione di ortaggi. L'attività più importante del settore primario, base dell' economia dell' isola, è comunque la pesca. Le principali catture sono rappresentate da merluzzi comuni, merluzzi gialli, aringhe e naselli. Nelle acque interne si trovano salmoni e trote.

Industria
La lavorazione dei prodotti ittici è la base dell' industria islandese.
Il pesce congelato da esportazione e la produzione di derivati come oli, farine e concimi occupano il 12 % della mano d'opera del paese.
La grande dipendenza dell'Islanda dai prezzi internazionali del pescato ha costituito un fattore decisivo nel ritardare il suo ingresso nell' Unione Europea. L'energia ottenuta dalle sorgenti termali, sfruttata per il riscaldamento e la produzione di elettricità, costituisce la seconda industria del paese.

Popolazione
Con un alto livello di vita e quasi senza disuguaglianze sociali, gli islandesi, che discendono da antichi coloni scandinavi, scozzesi e irlandesi, sono il 94,7% della popolazione. La densità è una delle più basse d'Europa; inoltre, gli abitanti sono distribuiti soprattutto sulla fascia costiera, con grandi aree del territorio pratimante disabitate. L'idioma ufficiale è l'islandese, nato dall' incrocio delle lingue dei colonizzatori, ma la maggioranza parla anche l'inglese e il danese. La religione principale è la protestante (90 % della popolazione); il Cattolicesimo rappresenta meno del 2% dei fedeli.

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