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Risorse ed economia-Islanda

Le uniche risorse del territorio islandese sono i mari molto pescosi e le sorgenti calde, originate dalla natura vulcanica del suolo e sfruttate per il riscaldamento. Gli islandesi hanno saputo adattarsi a questo ambiente difficile e oggi il tenore di vita è assai elevato. Gli interventi dello Stato, volti a incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, hanno evitato l'estendersi del fenomeno della disoccupazione. L'assistenza sanitaria è completamente gratuita e il sistema previdenziale è tra i più avanzati del mondo.
Data la conformazione del territorio, le aree coltivabili sono assai ridotte. I suoli sono poveri e il clima è troppo rigido per le coltivazioni, che sono infatti localizzate quasi tutte all'interno di serre riscaldate. Grazie allo sfruttamento dell'energia geotermica, in Islanda si producono pomodori, banane e angurie, con costi di produzione altissimi. E' diffusa la zootecnica, in particolare l'allevamento ovino.

Gran parte dell'economia si regge sulla pesca, che alimenta forti esportazioni. Si pescano soprattutto merluzzi e aringhe, mentre è cessata la pesca alla balena, un tempo fiorente.
L'industria alimentare è molto sviluppata e si basa sulla lavorazione del pesce e dei suoi derivati: olio e farina di pesce. Hanno un certo rilievo le industrie metallurgiche, per la produzione di alluminio e silicio.
Le comunicazioni sono molto difficili perchè gli ostacoli naturali sono notevoli. Manca totalmente la ferrovia; le strade sono in gran parte non asfaltate ed è possibile percorrere l'intero perimetro dell'isola in bus solo quando le piene dei fiumi non distruggono i ponti. Gli scambi commerciali tra le città islandesi e con gli altri Stati avvengono soprattutto via nave. All'estero l'Islanda esporta quasi unicamente il pesce e la bilancia dei pagamenti è in leggero passivo.

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