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Risorse ed economia-Irlanda

L'Irlanda è povera di risorse naturali: mancano le materie prime e i suoli fertili sono scarsi. Per secoli l'economia del Paese è dipesa da quella della Gran Bretagna. Negli ultimi decenni sono stati concessi incentivi e agevolazioni per il settore industriale. Inoltre, i fondi stanziati dall'UE hanno dato un notevole contributo alla ripresa economica dell'Irlanda, consentendo di rinnovare molte infrastrutture. Il Paese è passato velocemente da un'economia principalmente agricola a un'economia molto avanzata e dinamica, sostenuta dagli investimenti di grandi aziende di telecomunicazione e informatica.
Assai rilevante è l'allevamento di bovini, ovini e cavalli, che viene praticato nelle estese aree a prato e pascolo permanente che coprono circa il 49 % dell'intera superficie del Paese. L'agricoltura assorbe il 7% della popolazione attiva ed è ancora poco meccanizzata e poco produttiva. Si coltivano orzo ( usato per la produzione di birra e whisky), avena, frumento, patate e barbabietole da zucchero.

L'industria è localizzata prevalentemente nell'area intorno a Dublino. I settori più sviluppati sono quelli legati all'agricoltura: industria chimica ( produzione di concimi e fertilizzanti), tessile ( lanifici e cotonifici), distillerie e birrifici. Grande rilievo hanno assunto di recente le industrie ad alto livello tecnologico: l'elettronica, l'informatica, la produzione di apparecchiature mediche, la chimica- farmaceutica.
Le vie di comunicazione stradali e ferroviarie sono state potenziate negli ultimi anni, favorite anche dalla crescita del settore turistico che dispone di varie strutture ricettive. Il commercio, abbastanza attivo, ha ancore nel Regno Unito uno dei principali partner; si sono tuttavia intensificati gli scambi con gli altri Paesi dell'Unione Europea.

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