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La struttura dell’industria europea

In Europa le imprese di grandi dimensioni sono 40.000 ma hanno un peso fondamentale nell’economia del continente e un ruolo dominante per la loro capacità di influenzare l’andamento economico generale e i mercati internazionali.
Molte grandi imprese europee sono potenti multinazionali, che hanno dimensioni limitate rispetto ai colossi statunitensi e giapponesi che dominano il mercato mondiale.
Le aziende di piccole e medie dimensioni costituiscono la struttura portante dell’industria europea: sono attualmente 20,5 milioni.
Le piccole e medie imprese sono caratterizzate da alcuni elementi specifici:
• Non richiedono grandi investimenti di capitale;
• Sono flessibili e rinnovano velocemente i macchinari e la gamma di prodotti che riescono a offrire;
• Spesso ruotano attorno a una grande industria come fornitrici di semilavorati e servizi;

• Infine anche queste aziende vengono coinvolte nel processo di globalizzazione.
Talvolta le piccole e medie imprese fornitrici di una grande industria di concentrano in un determinato territorio dando vita a un caratteristico insieme chiamato sistema locale.
In altri casi, invece, si formano sistemi produttivi locali nei quali molte piccole imprese operano nell’ambito di uno stesso settore produttivo.
Questi particolari sistemi, chiamati distretti industriali, caratterizzano in particolare alcune regioni italiane, soprattutto nel Nord-Est.
Gli organismi dell’UE hanno adottato una classificazione delle imprese che si basa su due indicatori: il numero di occupati e il fatturato. Sono perciò definite:
• Grandi imprese, quelle che hanno più di 250 dipendenti e un fatturato di oltre 40 milioni di euro;
• Medie imprese, quelle con 50-250 dipendenti e un fatturato fino a 40 milioni di euro;
• Piccole imprese, quelle con meno di 50 dipendenti e un fatturato fino a 10 milioni di euro;
• Microimprese, quelle che hanno fino a 10 addetti e 2 milioni di euro di fatturato.

Settori industriali
L’industria europea ha caratteristiche peculiari rispetto a quella delle altre aree:
• L’Europa è leader nel mercato per l’industria chimica;
• L’Europa è competitiva in settori a basso o medio contenuto tecnologico come l’alimentare, il tessile e il siderurgico;
• L’Europa è in ritardo nei settori ad alto contenuto tecnologico, in particolare nell’informatica, elettronica e biotecnologie.

Settore elettronico
Il settore elettronico è in continua evoluzione e presenta un elevato tasso di innovazioni.

Tuttavia, nei vari parchi tecnologici irlandesi sono insediate numerose aziende statunitensi, giapponesi, tedesche e francesi che rendono l’Irlanda il primo costruttore europeo di personal computer.
La posizione europea è relativamente migliore nel campo delle telecomunicazioni e nell’elettronica di consumo.

Settore chimico
L’Unione Europea è il primo produttore mondiale di prodotti chimici con in livello di esportazione doppio rispetto a quello delle imprese dell’America Settentrionale.
L’industria chimica è molto concentrata. Sono quattro i Paesi che dominano il mercato europeo:
• Per la chimica di base e la chimica fine, la Germania e la Francia;
• Per la produzione di medicinali e di beni di consumo, l’Italia e il Regno Unito.
All’interno dell’Unione Europea il settore che ha segnato i progressi più rilevanti è quello legato alla ricerca farmaceutica.

Industria metallurgica, siderurgica e meccanica
Tra le industrie di base hanno molta importanza quella metallurgica e quella siderurgica.
Le imprese di questi comparti hanno alcune caratteristiche specifiche:
• Hanno impianti di grandi dimensioni;
• Occupano un numero di addetti relativamente limitato;
• Richiedono notevoli investimenti di capitali.
Per quanto riguarda il settore meccanico il comparto automobilistico è molto importante.
Negli anni 70-80 le principali imprese europee hanno praticato una politica di fusioni e acquisizioni.
Le sei maggiori imprese attuali sono grandi multinazionali e totalizzano il 75% delle vendite.
Il mercato europeo è esposto alla concorrenza prodotta dalla forte penetrazione dei costruttori giapponesi e coreani: nonostante la politica protezionistica attuata dall’UE.

Altri settori
Il settore aerospaziale richiede ingenti investimenti nella ricerca per poter essere all’avanguardia e dipende soprattutto da decisioni politiche.
L’Europa è il secondo produttore mondiale, ma sempre molto distante dagli Stati Uniti.
Il settore impiantistico coinvolge diversi tipi di produzioni.
Fondamentale è una figura tipica di questo settore, il general contractor, che possiede competenze in diversi campi e organizza il consorzio che svolgerà il lavoro.

Settore tessile
Il settore tessile è caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese.
Nella maggior parte degli Stati europei l’importanza del settore tessile è progressivamente diminuita e si è verificata una massiccia delocalizzazione.

Settore ecologico
In tutta Europa sono sorte negli ultimi anni e continuano ad aumentare, aziende che appartengono a un nuovo settore: si tratta dell’industria ecologica.
Le aziende di questo settore producono strumenti di misurazione e di controllo dell’inquinamento dell’acqua, dell’aria e del rumore.
Un ramo dell’industria ecologica è legato ai processi di riciclaggio dei prodotti industriali.

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