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Le fonti energetiche

Le fonti energetiche non rinnovabili a cui l'uomo attinge maggiormente sono carbone – petrolio – gas naturale – energia nucleare.

Il carbone e maggiormente diffuso in Europa in una fascia che va dal Regno Unito alla Polonia, l'impiego di carbon fossile si è ridotto notevolmente a causa dell'esaurimento di molti giacimenti, dell'aumento dei costi di estrazione e di trasporto, dell'alto tasso di inquinamento e per la forte concorrenza di altre fonti come il petrolio e il gas.
Tuttavia si stanno perfezionando delle tecnologie per ridurre i costi di trasporto ad esempio trasportandolo con carbondotti come fosse un liquido dopo averlo ridotto in polvere e unito all'acqua, si sta cercando anche di ridurre l'impatto ambientale cercando di elimare lo solfo presente nel carbone prima di entrare nel processo di combustione.

Il petrolio è il maggior combustibile fossile liquido ha bassi costi di estrazione ed è facilmente trasportabile inoltre è meno inquinante del carbone ed ha un potere calorifero maggiore.

Lo sfruttamento del petrolio insieme allo sviluppo dell'industria hanno portato all'invenzione del motore a combustione interna e dell'automobile.
I luoghi di produzione non coincidono con quelli di consumo i paesi più sviluppati utilizzano la maggior quantità di petrolio e la devono importare principalmente dal medio oriente.
Ad oggi la produzione si aggira intorno ai 3 miliardi di tonnellate l'anno che coprono un terzo del fabbisogno energetico .
I consumi di petrolio sono stabili nei vari paesi con un calo nei paesi in via di sviluppo.
Il petrolio si presta a vari utilizzi non solo per l'alimentazione di motori ma anche per produrre materiali sintetici .
Gli stati uniti sono i maggiori consumatori di petrolio e le attuali riserve dovrebbero bastare per altri quaranta anni e tutto ciò porterebbe ad un aumento dei prezzi, alla recessione economica ed all'utilizzo di altre fonti alternative.

Abbiamo poi i gas naturali che vengono utilizzati come fonte energetica da poco più di trenta anni ed è la fonte più dinamica, il suo utilizzo è in continua crescita per il basso costo di estrazione, la facilità di trasporto, l'alto potere calorifero ed meno inquinante di altri.
Le più rilevanti riserve sono concentrate nell'emisfero boreale soprattutto in siberia occidentale ma anche nel medio oriente e nel nord Africa, nei fondali del mare del nord e in Europa nei paesi bassi, regno unito, Germania e Norvegia.

Infine abbiamo l'energia nucleare che deriva dai processi di fissione atomica e si basa sull'utilizzo dell'uranio che è un minerale raro, ma non esiste il problema dell' esaurimento perché sono stati messi appunto dei reattori autofertilizzanti, cioè impianti in grado di produrre combustibile in quantità maggiori.

Oggi il nucleare non supera il 7% del fabbisogno mondiale, dopo l'incidente di Cernobyl alcuni paesi anno rallentato la produzione o addirittura abbandonata come l'Italia.
Anche se offre dei vantaggi dal punto di vista dei bassi costi, questi non compensano le difficoltà di smaltimento delle scorie radioattive, la sicurezza degli impianti elevata è i costi di costruzione delle centrali.

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