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L'Etiopia è uno stato dell'Africa orientale che confina con il Sudan a Ovest, con l'Eritrea a Nord, con la Somalia e la Repubblica di Gibuti a Est e con il Kenya a Sud. Storicamente l'Etiopia è nota anche come Abissinia. L'Etiopia è il 27° stato per grandezza. La speranza di vita è di 49 anni, una delle più basse del mondo. La religione principale è quella ortodossa ed etiopica. Le lingue più parlate sono: Amarico, Somalo, Arabo, altre lingue locali. Fra le lingue europee le più conosciute sono l'inglese e l'italiano. Le città principali sono: Addis Abeba (la capitale), Gondar, Axum e Lalibela chiamata anche“ottava meraviglia del mondo”. Una parte particolare dell'Etiopia è il triangolo di Afar detto anche "la porta per l'Inferno" o "la terra del diavolo. Il fiume Awash è l'unico fiume che scorre nel triangolo di Afar. La pioggia manca per gran parte dell'anno. Il cuore del paese è costituito da un elevato altopiano, noto come Altopiano etiopico, che occupa quasi la metà del territorio e presenta un'altitudine media di quasi 2000 m, e picchi che, in alcuni casi, superano i 4500 m (Ras Dascian, 4.620 m). Attraversato dalla Rift Valley, che si estende da sud-ovest a nord-est - nella sua parte settentrionale è inciso dalle gole di numerosi fiumi e ospita il lago Tana, da dove nasce il Nilo Azzurro. Nell'estremità nordorientale l‘Altopiano termina in una scarpata che domina la depressione della Dancalia; i versanti occidentali digradano più dolcemente verso il deserto del Sudan, mentre a sud segue il corso del fiume Omo e scende verso il lago Turkana (o lago Rodolfo), la maggior parte del quale si estende nel confinante Kenya. In poche parole potremo dire che il territorio etiopico è per lo più montuoso.

Il nord-ovest dell'Etiopia è una sorta di grande riserva d'acqua, il cui potenziale idroelettrico è poco sfruttato; sono poco utilizzate anche le possibilità di irrigazione. Tutta la sezione occidentale fa parte del bacino del Nilo: il fiume principale del paese è appunto il ramo del Nilo di maggiore portata, che nasce dal lago Tana e ne esce precipitando con ripide cascate in una lunga gola . Nella parte centrale del paese si incontrano i bacini dell'Awash, dell'Omo e dei laghi della Fossa dei Galla.
La vegetazione rispecchia la varietà delle diverse zone climatiche. Nelle zone meno elevate crescono specie tipiche della savana, mentre nelle valli e nelle gole si incontra una rigogliosa vegetazione che comprende quasi tutte le specie africane; la zona temperata è caratterizzata da prati e pascoli, mentre i rilievi più elevati ospitano in prevalenza una vegetazione di tipo arbustivo. La fauna è rappresentata soprattutto da animali di grossa taglia:giraffe, leopardi, ippopotami, leoni, elefanti, antilopi e rinoceronti; comuni sono inoltre la lince, la iena, lo sciacallo e numerose varietà di scimmie. Tra gli uccelli si citano aironi, pappagalli, pernici e alcuni rapaci, come l'aquila, il falco e l'avvoltoio. Sugli altopiani il popolamento ha in buona parte distrutto la flora originaria: per soddisfare il fabbisogno di legname, sono stati piantati ovunque eucalipti, alberi che ormai caratterizzano il paesaggio; della vegetazione originaria si conservano, sotto i 1.800 m, cespugli e boscaglie sempreverdi. L'Etiopia ha istituito 16 riserve naturali che tutelano nel loro insieme ecosistemi molto differenziati. Il territorio più protetto è quello della Fossa dei Galla, mentre alle grandi latitudini sono stati creati solo i due parchi nazionali dei monti Balé (4.307 m) e Simen (4.430 m).
Il clima del paese varia in base all'altitudine. Nella fascia tropicale, situata al di sotto dei 1830 m, si registrano temperature medie annue di circa 27 °C e la piovosità è scarsa (510 mm). Nella fascia subtropicale, che include gran parte dell'altopiano , si registra una temperatura media di 22 °C. Le precipitazioni si verificano con maggiore frequenza tra giugno e settembre; altri mesi relativamente piovosi sono febbraio e marzo. Le piogge essendo scarse vi sono frequenti siccità che hanno gravi conseguenze per la popolazione. Sotto i 15.000 m, nelle regioni settentrionali, il clima si fa più caldo e secco e consente solo un popolamento di pastori nomadi; nelle regioni meridionali invece, data la vicinanza all'equatore, i bassopiani sono caldi e umidi.
La bandiera dell’Etiopia è costituita da un distintivo ufficialmente lanciato il 28 Agosto 2009 e da una base tricolore . La loro base tricolore è stata utilizzata dal 19° secolo . I colori vengono interpretati in modi diversi. Il simbolismo ufficiale:
- Verde sta per la fertilità del suolo del paese.
- Giallo per l'amor di patria.
- Rosso è sinonimo di forza e ci ricorda il sangue che è stato versato nella lotta contro gli oppressori e nemici .
L’economia etiope è sviluppata dal punto di vista del settore agricolo e gran parte degli scambi commerciali avviene a livello locale, con una limitatissima presenza sul mercato mondiale. L’agricoltura e l’allevamento, praticati con modalità fortemente arretrate, sono le forme di attività economica più diffuse; l’altopiano è particolarmente fertile e la diversità dei suoli, delle condizioni climatiche e di altitudine permettono una produzione assai diversificata. Grandi fattorie commerciali, molte delle quali gestite dal governo, forniscono, sia per esportazione sia per consumo interno, caffè (la coltura largamente più importante, che impiega circa un quarto della popolazione), cotone, tabacco, zucchero, frutta, verdura, semi oleosi, legumi e cereali, ma la siccità, cui negli ultimi anni si sono aggiunti i disagi causati dalla guerra civile, ha spesso costretto il paese a importare prodotti alimentari di base. Oltre ai bovini, in gran parte utilizzati per svolgere lavori pesanti, si allevano ovini e caprini (soprattutto per la pelle, la carne e il latte), animali da cortile e dromedari e asini. Sebbene esista un gran numero di giacimenti minerari, gli spessi strati di lava vulcanica rendono assai arduo il processo di estrazione.
Fin dall’antichità vengono estratti ferro, rame, zinco, piombo e sale e, in tempi recenti, sono stati scoperti diversi depositi di oro, platino, petrolio e gas naturale. Benché a partire dagli anni Sessanta si sia avuta una considerevole crescita della produzione industriale, aiutata anche dall’impianto di stabilimenti metallurgici e per la fabbricazione di beni di consumo, essa si basa principalmente sulla lavorazione di prodotti alimentari e sul settore tessile, del tutto dipendenti dall’agricoltura. Il principale polo manifatturiero è Addis Abeba. L’Etiopia ha un grosso potenziale per la produzione di energia.
L'Etiopia fu una delle "culle dell'umanità" come è dimostrato dai numerosi resti di preominidi ritrovati. Uno dei ritrovamenti più importanti e conosciuti è senza dubbio quello di Lucy, femmina di Australopithecus afarensis, il cui scheletro venne rinvenuto nel 1974 ad Hadar, nei pressi di Addis Abeba lungo il fiume Awash. Lucy è il più completo fossile pre-Homo mai trovato, essendo costituito da più di 60 segmenti ossei. Successivamente nei sedimenti del fiume Awash e dei suoi affluenti, un’equipe di ricercatori statunitensi, giapponesi ed etiopi, scoprì i resti di 17 individui che apparterrebbero alla più antica specie di ominide conosciuta: l'Australopithecus ramidus. I greci antichi parlano delle terre d'Etiopia nei loro libri classici. Geroglifici egizi testimoniano di relazioni commerciali con questa zona. Qui gli egizi trovavano spezie, incensi, resine e mirra. Sono diversi i nomi con cui si usò indicare questa regione e i suoi abitanti. Il termine "etiope" deriva dal greco "faccia bruciata" e nell'antichità venne utilizzato per indicare tutti i nativi africani.
L’Etiopia , durante il corso del tempo e della storia, è stata colonia italiana. Nonostante le proteste della comunità internazionale e le sanzioni economiche decise dalla Società delle Nazioni (antenata dell’ ONU) contro l’Italia, le forze italiane al comando del maresciallo Pietro Badoglio e del generale Rodolfo Graziani, in una breve campagna durante la quale gli invasori fecero uso di bombardamenti indiscriminati e in qualche caso anche di gas asfissianti, messi al bando dalle convenzioni internazionali, sconfissero l’esercito abissino, entrando ad Addis Abeba il 5 maggio 1936; l’imperatore Hailé Selassié I fu costretto a fuggire, trovando riparo a Londra. L’Etiopia fu unita ad Eritrea e Somalia formando l’impero coloniale dell’Africa Orientale Italiana, proclamato il 9 maggio sotto la corona di Vittorio Emanuele III. L'amministrazione italiana, che abolì la schiavitù, avviò vaste opere pubbliche e ridusse il potere dei ras locali, durò comunque per un periodo troppo breve per essere valutata in giusta misura rispetto alle altre dominazioni europee in Africa. Lo scoppio della seconda guerra mondiale, infatti, trasformò l'Africa Orientale Italiana in un teatro di scontri che si conclusero con l'occupazione inglese del 1941. La perdita definitiva delle colonie africane fu sancita dal trattato di Parigi del 10 febbraio 1947; la Somalia sarebbe stata affidata dall'ONU per dieci anni (1950-1960) all'Italia in amministrazione fiduciaria.
Mussolini proclama l'impero
9 maggio 1936: "L'Italia ha finalmente il suo impero...". Benito Mussolini annuncia al popolo italiano la costituzione della colonia dell'Africa Orientale Italiana. Le mire imperialistiche del regime fascista si erano indirizzate verso l'impero etiopico, già oggetto nel 1885 di una prima impresa coloniale italiana: nell'ottobre del 1935 forze militari al comando del generale De Bono (e in seguito condotte dai generali Badoglio e Graziani), invasero l'Etiopia e la conquistarono, occupando la capitale Addis Abeba il 5 maggio 1936. Dopo l'unione con la Somalia, l'Eritrea e una parte del Tigrè, l'Etiopia andava così a formare l'impero dell'Africa Orientale Italiana, ma sarebbe passata sotto il controllo degli inglesi durante la seconda guerra mondiale nel 1941.

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