Ominide 4403 punti

Le direzioni dei flussi migratori

Si prevede che nei prossimi decenni, i flussi migratori, interni e internazionali, aumenteranno ancora: ogni anno circa 2,3 milioni di persone abbandoneranno il proprio paese per dirigersi sia nei paesi più sviluppati (migrazioni Sud-Nord) sia in altri Paesi in via di sviluppo (migrazioni Sud-Sud). Queste ultime rappresentano la principale novità: dal 2008 in poi, a causa della crisi che ha colpito l’Europa, con elevati tassi di disoccupazione e l’adozione di politiche migratorie più restrittive, i flussi verso il nostro continente si sono fortemente ridotti. Oggi il polo di maggiore attrazione per il resto del mondo è l’Asia, che è anche il continente da cui parte il maggior numero di migranti. In Africa si stima che più della metà dei migranti internazionali si sposti all'interno del continente: si tratta soprattutto di rifugiati spinti da guerre, persecuzioni, calamità naturali e altri disastri. In America, il flusso più imponente è diretto dai paesi latini verso gli USA e, in misura minore, il Canada. Inoltre quest’ultimo periodo è stato definito di “transizione urbana”: vale a dire che si sta passando da un mondo in cui prevale la popolazione rurale a un mondo in cui invece prevale la popolazione urbana. All'inizio del Novecento, infatti, viveva in città solo il 10% della popolazione mondiale; nel 1950 era il 29% e nel 2008, per la prima volta nella storia del mondo, i cittadini sono diventati più numerosi rispetto agli abitanti delle zone rurali. Nel 2050 si prevede che vivrà in città oltre il 67% della popolazione mondiale.

Registrati via email