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Con il termine deserto (dal latino desertus, abbandonato) si indicano quelle regioni che si contraddistinguono per l'aridità del suolo e la secchezza dell'aria. Le zone desertiche rappresentano una parte considerevole del nostro pianeta, circa il 20% delle terre emerse. Il concetto di deserto non fa alcun riferimento alla temperatura. Infatti esistono due categorie: i deserti caldi e i deserti freddi, che si differenziano sia sul piano termico che per la loro posizione.
I deserti caldi occupano le fasce a cavallo dei tropici, dominate da aree di pressione che tengono lontane le masse d'aria umida provenienti dagli oceani. Di giorno le temperature possono anche raggiungere i 50°, mentre di notte il suolo si raffredda e può sfiorare anche lo zero. Queste forti escursioni termiche procurano la disgregazione delle rocce che lentamente si trasformano in sabbia. I deserti caldi appaiono infatti ai nostri occhi come un'infinita distesa di sabbia, apparentemente senza vegetazione. In realtà alcune piante esistono, anche se rare e distanziate nello spazio. Esse sono piante grasse resistenti alla siccità o arbusti a foglie spinose. La sabbia viene sollevata e accumulata dal vento insistente e fastidioso che forma le dune creando effetti ottici straordinari e mutevoli. In questo ambiente è il vento il padrone incontrastato che, libero da ostacoli naturali o umani, manifesta tutta la sua vigorosità. La fauna è composta da rettili, uccelli, scarafaggi, lucertole, vipere. Nonostante il deserto sia un luogo inospitale, c'è chi vi vive, come un i Tuareg e i Boscimani in Africa. Sono popolazioni nomadi che si spostano con le tende in cerca di acqua e pascoli per i loro dromedari, cammelli, capre, pecore. La vita sedentaria esiste solo nelle oasi, cioè dove vi è l'acqua.

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