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IL DEBITO PUBBLICO AMERICANO E IL RISPARMIO CINESE

Uno dei più delicati equilibri economici odierni riguarda l’internazionalizzazione dei debiti pubblici.
I governi spendono per offrire servizi ai cittadini,come la scuola,la sanità e l’assistenza sociale; acquistano immobili,macchinari,beni di consumo per far funzionare gli apparati statali.
Queste attività sono finanziate tramite le tasse, ma spesso le spese superano le entrate. La spesa in eccesso,chiamata ‘’deficit’’, viene finanziata chiedendo prestiti ai privati: essi trasferiscono denaro allo Stato in cambio di obbligazioni,ovvero impegni da parte dello Stato e restituire quanto ha avuto a prestito a una certa scadenza, e a compensare l’investitore con un interesse.
Il complesso di queste obbligazioni viene detto ‘’debito pubblico’’.
La globalizzazione dei mercati finanziari ha fatto sì che i governi dei Paesi che risparmiano meno potessero prendere a prestito risorse dai governi e dai cittadini dei Paesi che risparmiano di più.

I Paesi emergenti dell’Asia di norma hanno alti tassi di risparmio: producono più di quanto consumano, e quindi sono pronti a impiegare il loro capitali in prestiti all’estero.
Oggi quasi il 10% del debito pubblico americano è sottoscritto da investitori cinesi: questo conferisce alla Cina una certa misura di influenza economica sugli Stati Uniti, e potrebbe avere conseguenze destabilizzanti nel caso di un deterioramento dei rapporti tra i due grandi Paesi.

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