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Le conseguenze dell’urbanizzazione e della crescita demografica

La forte crescita demografica e il crescente bisogno di ampliare i terreni coltivati, di produrre legname pregiato, di ricavare spazi abitativi e di lavoro, oltre ai cambiamenti climatici hanno profondi effetti distruttivi sulla diversità delle specie viventi, la cosiddetta biodiversità. Uno degli ambienti naturali più a rischio è quello delle foreste pluviali, estese in Africa centrale, Sud-est asiatico e America meridionale, dove la deforestazione procede a ritmi molto elevati. Le minacce alla biodiversità non riguardano solo la vegetazione: in tutto il mondo, infatti, molte specie animali sono a rischio di estinzione: un terzo degli anfibi, un quarto dei mammiferi e un decimo degli uccelli. Un’altra conseguenza è il crescente inquinamento del suolo che deriva dall'accumulo di rifiuti solidi e di scarichi liquidi prodotti da attività domestiche, agricole e industriali. Lo smaltimento dei rifiuti può diventare un’emergenza sanitaria ed economica: accade anche in Paesi sviluppati come l’Italia. Nelle aree più densamente abitate dei paesi sviluppati il suolo è soggetto a processi di degrado causati soprattutto dall'eccessiva cementificazione. I paesi poveri, invece, sono colpiti soprattutto dalla desertificazione provocata da fattori naturali e pratiche agricole scorrette: è un fenomeno che minaccia un quarto delle terre del pianeta e più di un miliardo di persone.

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