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Le civiltà dell’India e della Cina

L’India settentrionale è attraversata dai fiumi Indo e Gange. Nel III millennio a.C. la pianura del Gange era una fittissima foresta; il fiume Indo scorreva tra regioni aride e inondava le terre periodicamente. La valle dell’Indo inizialmente venne abitata da popolazioni raccolte in villaggi; i Sumeri entrarono in contatto con queste popolazioni e trasmisero a esse le tecniche di canalizzazione delle acque del fiume; sorse così la prima civiltà urbana dell’India antica. Nella valle dell’Indo la prima civiltà urbana si sviluppò tra il 2500 e il 1700 a.C.; questa civiltà fluviale prende il nome dalla città detta Harappa che ebbe rapporti commerciali con le città sumere. Nella valle dell’Indo l’agricoltura si sviluppò grazie al controllo delle piene del fiume: si seminavano grano e orzo in primavera e cotone in autunno; la civiltà Harappa ebbe una propria scrittura pittografica. Nella società Harappa esisteva un sistema di spartizione delle risorse agricole; il fiume Indo costituiva la principale via di comunicazione. La parte più elevata della città era occupata da fortificazioni difensive, la parte restante invece dalle abitazioni (divise in quartieri disposti a schiera); tutto questo fa pensare all’esistenza di un’autorità centrale. Le uniche fonti sull’antica civiltà dell’Indo sono quelle archeologiche, per questo motivo sappiamo molto sulla vita materiale; secondo la maggioranza degli storici questa civiltà fini per un peggioramento delle condizioni ambientali, secondo altri invece essa fu travolta dalle invasioni di nuovi popoli, gli Arii. Nel II millennio a.C. alcune tribù guerriere penetrarono prima nella valle dell’Indo poi in tutta l’India settentrionale: erano tribù di lingua indoeuropea e imposero una divisione della società in gruppi considerati immutabili, le caste; le principali erano quattro (tutte riservate agli Arii):

- la casta dei sacerdoti;
- la casta dei guerrieri;
- la casta dei mercanti e degli artigiani;
- la casta dei contadini.

A partire dal VI secolo a.C., il centro della civiltà indiana si spostò verso il bacino del Gange, dove si realizzò una fioritura urbana (si affermò il regno della dinastia Maurya). Poi l’India tornò a dividersi in regni e principati indipendenti; rimasero sempre molto intensi i rapporti commerciali con la Mesopotamia e il Mediterraneo. Lungo la valle del Fiume Giallo, il clima è temperato e asciutto, adatto al miglio. Il fiume con le sue piene fertilizzava il terreno con un deposito alluvionale ricco di sostanze minerali (löss). Nella valle del Fiume Giallo sorsero così villaggi di agricoltori, che costruirono complesse opere di canalizzazione; nel I millennio a.C. con la diffusione del riso la Cina meridionale conobbe un forte sviluppo dell’agricoltura intensiva. Nella Cina settentrionale si svilupparono le prime forme di stato a partire dal II millennio a.C.; la capitale Anyang era una città molto vasta. Venne elaborato anche un sistema di scrittura ideografica che in origine fu usato solo per scrivere oracoli (domande per conoscere il futuro) su ossa di animali. All’inizio del I millennio a.C. la valle del Fiume Giallo si indebolì a vantaggio dei grandi proprietari terrieri; la Cina visse allora l’epoca dei regni combattenti (periodo di instabilità politica); si diffusero il taoismo e il confucianesimo. La lunga crisi finì quando Qin Shi Huang-di fondò la nuova dinastia imperiale dei Qin, dalla quale deriva il nome della Cina, e unificò in Nord e il Sud; i Qin attuarono un forte accentramento amministrativo (utilizzarono anche metodi brutali). Si costruì poi la Grande Muraglia che serviva per proteggere il paese.

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