LA CINA

TERRITORIO
L’immenso territorio si divide in due regioni diverse tra loro per caratteristiche geografiche e insediamenti umani: la Cina orientale, con pianure fertili e popolatissime, e la Cina occidentale, resa inospitale dalla presenza di alte montagne, altipiani, deserti, e quasi del tutto disabitata.
I rilievi sono concentrati per lo più nella zona nordoccidentale del territorio: a nord la catena del Grande Kinghan; a ovest i monti Grandi Altaj e il gigantesco arco di montagne formato dai monti del Tian Shan,del Pamir, e dalle catene del Karakorum e dell’Himalaya, tra le quali si dipartono perpendicolarmente i monti Kunlun Shan che costituiscono il limite settentrionale del Tibet, il più vasto ed elevato altipiano cinese.

Gli altri due grandi altipiani sono il Sinkiang a nord-ovest e l’Altopiano del Loess a nord-est.

A nord, circondate dalle catene del Kunlun e del Tian Shan, ci sono le distese sabbiose del deserto di Taklimakan. Altre regioni desertiche sono la Zungaria e la Mongolia cinese dove troviamo il deserto del Gobi.
La Cina orientale, la cosiddetta Cina Propria, comprende le vaste pianure percorse dal fiume Giallo (Huang He) e dal fiume Azzurro (Chang Jiang) e un’ampia zona collinare nella sua parte meridionale.
I principali fiumi sono lo Huang He (Fiume Giallo) e il Chang Jiang (Fiume Azzurro).
L’Huang He nasce dalle pendici del Kunlun, nel Tibet e durante il suo corso erode il terreno trascinando con sé enormi quantità di loess che gli danno la caratteristica colorazione gialla.
Il Chang Jiang nasce anche lui in Tibet. E’ il maggiore corso d’acqua della Cina ed è collegato all’Huang He dal Canale Imperiale costruito nel 1200.
I laghi sono veri e propri piccoli mari interni isolati: il Dongting e il Poyang svolgono la funzione di immensi bacini-serbatoi per il Chang Jiang.

CLIMA
Sono molti i climi che troviamo in Cina, in relazione alla latitudine, al rilievo, alla lontananza dal mare.
Nella parte meridionale, attraversata dal Tropico del Cancro, sono sensibili le influenze dei monsoni: le piogge sono abbondanti in estate, le temperature medie sono sempre elevate e l’escursione termica annua è contenuta.
Più a nord le differenze stagionali di temperatura sono più marcate e le precipitazioni estive più abbondanti.
In Manciuria le temperature medie diventano nettamente più basse: qui si fanno sentire gli influssi del nord; l’escursione termica annua è consistente e in inverno il termometro scende anche a 20°C sotto lo zero.

Verso l’interno l’elemento dominante del clima è l’aridità: nella Cina occidentale troviamo infatti i deserti freddi, caratterizzati, oltre che dall’assenza di precipitazioni regolari, da forti escursioni termiche annue. Le medie raggiungono i -15°C d’inverno e i +33°C d’estate.

POPOLAZIONE
Il miliardo e oltre di abitanti della C. (numero per il quale il paese è al primo posto nel mondo) si divide in cinesi propriamente detti (Han), che rappresentano oltre il 93% del totale, e altri cinquanta e oltre gruppi etnici (Tibetani, Mongoli, Manciù, Coreani, Miao, Yi, ecc.), che si differenziano gli uni dagli altri per religione, lingua, genere di vita, grado di evoluzione sociale ed economica, oltre che naturalmente per numero.
Genericamente parlando, la C. non è sovrappopolata: la sua densità media è infatti di soli 127 ab. per km². Ma circa il 90% degli abitanti vive su un sesto soltanto del territorio nazionale (Cina orientale). Basti considerare a tal proposito l'enorme sproporzione che esiste tra una regione, come il Tibet, con meno di 2 ab. per km² e i 2.174 ab. per km² di una municipalità come Shanghai.
A differenza di altri Stati asiatici (India), qui il rapporto città-campagna ha conservato un certo equilibrio: anche se la popolazione delle città ha raggiunto ormai il 33% del totale, ed esistono metropoli sovraffollate (Pechino, Shangai), molti cinesi vivono ancora nei tradizionali villaggi agricoli trasformati dalla rivoluzione in “comuni popolari”.
Esiste un’unica scrittura, di tipo ideografico, ma non un’unica lingua: gli Han ne parlano almeno tre nelle diverse zone del loro insediamento. Attualmente viene considerata lingua ufficiale il dialetto della capitale Pechino.

Le religioni tradizionali hanno oggi una diffusione limitata: il buddismo è praticato nel Tibet, il confucianesimo, nato in Cina 2500 anni fa, è per lo più un fenomeno del passato.


ECONOMIA
Dopo l'instaurazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, l'economia del paese ha attraversato una movimentata evoluzione che l'ha trasformata completamente. Il primo piano quinquennale (1953-1957) diede la priorità all'industria pesante: si sviluppò così una rete di nuovi impianti industriali, mentre l'artigianato forniva i beni di consumo necessari e l'agricoltura veniva progressivamente collettivizzata.
Le fonti energetiche, base dell'industria, sono grosso modo distribuite in tre settori, in ciascuno dei quali predomina una di esse. Il Sud, il Sud-Est e il Centro posseggono, grazie soprattutto al Chang Jiang, il 70% del potenziale idroelettrico del paese (che è il maggiore del mondo) e quasi tutte le maggiori dighe.
Il Nord e il Nord-Est sono ricchi soprattutto di carbone di cui la Cina è il primo produttore mondiale.
Tutta l'area settentrionale del territorio cinese è ricca soprattutto di petrolio.
Le altre risorse minerarie, notevolissime, unite agli enormi giacimenti di carbone garantiscono alla C. la possibilità di avere un'industria metallurgica e un'industria chimica poderose e ben diversificate. Tra i principali metalli estratti: ferro, tungsteno (di cui possiede i più ricchi giacimenti del mondo), antimonio, manganese, stagno, rame, zinco, piombo e cinabro.

Le tendenze dell'industrializzazione dopo il 1949 sono caratterizzate da: utilizzazione delle installazioni preesistenti, installazione di impianti nelle regioni poco industrializzate dell'Ovest, del Nord e del Sud-Est mediante la trasformazione dei grandi centri dell'interno in basi manifatturiere complete.

Un settore di notevole importanza per il futuro sviluppo dell’industria cinese è quello siderurgico, favorito dall’enorme disponibilità di carbone e di minerali di ferro.
I maggiori impianti sorgono nella zona del fiume Chang Jiang, a Taiyuan, a Shangai e a Pechino.
L’industria cinese è da poco tempo divisa in due categorie. La prima comprende l’industria dell’interno del paese, di proprietà statale. I manufatti di queste industrie sono di bassa qualità e non trovano acquirenti al di fuori delle zone di produzione. Lo stato le mantiene aperte anche quando sono in perdita, per evitare di effettuare massicci licenziamenti.
La seconda categoria di industrie comprende i centri della costa, le “zone economiche speciali”.
Qui sorgono industrie moderne di proprietà mista (stato, privati) che sfruttano la manodopera locale. La loro produzione di biciclette, tessuti e giocattoli è totalmente esportata all’estero e crea serie preoccupazioni agli altri paesi del Sud Est Asiatico, che non riescono ad essere concorrenziali con la Cina.

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