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CINA

TERRITORIO

La Cina, il paese più grande dell'Asia e il terzo del mondo, si estende dal centro all'estrema sezione orientale del continente. Si affaccia sul Mare del Giappone e sull'Oceano Pacifico, che da nord verso sud prende il nome di Mar Giallo, Mar Cinese Orientale, Mar Cinese Meridionale. Le coste sono molto articolate per la presenza di penisole, isole (Hainan, Hong Kong) e isolette, foci fluviali.
IL territorio, per le sue caratteristiche morfologiche, appare formato da due insiemi ben distinti: la Cina orientale (vale a dire La Cina "vera e propria", nucleo originario dell'antico impero), dove si allargano ampie zone collinari e sconfinate pianure solcate da grandi fiumi; la Cina occidentale (o esterna), nella quale predominano, invece, altopiani e massicci montuosi, con vaste conche aride e desertiche.

CARATTERISTICHE FISICHE

Il rilievo è in gran parte formato dall'altopiano del Tibet, il più vasto ed elevato della Terra (quasi 5.000 m di altitudine media), circondato dalle catene del Kunlun Shan, del Karakoram (K2, 8.616 m) e dell'Himalaya (Everest, 8.848 m). Più a nord, ai con¬fini con il Kirghizistan e il Kazakistan, si innalzano invece i monti del Tian Shan (Picco Ismail Samani, 7.495 m).
Nella parte settentrionale della Cina esterna, si aprono poi le ampie e aride depressioni della Zungaria e del bacino del Tarim, i deserti di Takla Makan e di Gobi, il tavolato della Mongolia Interna.
Nella Cina orientale, procedendo da nord si incontrano la fertile pianura della Manciuria e quella, di origine alluvionale, del bas¬opiano cinese, la più estesa del paese, attraversata dal grande fiume Huang He (o Fiume Giallo), con i suoi affluenti.
Una catena di modesti rilievi separa il bassopiano da un'altra pianura alluvionale, formata nei millenni dal più lungo fiume asiatico (5.800 km), il Chang Jiang (chiamato anche Yangtze Kiang o Fiume Azzurro), e dai suoi affluenti. Disseminata di Laghi e paludi e intersecata da una fittissima rete di canali (quasi 40.000 km di Lunghezza totale), essa si conclude in prossimità della costa con un'area collinare.
Terzo grande fiume della regione è l'Amur; esso segna per un lungo tratto il confine tra la Cina e la Siberia ed è quasi interamente navigabile, ad esclusione dei mesi invernali.

CLIMA

La suddivisione del territorio cinese in due regioni vale anche per il clima. Nella Cina esterna esso è continentale e poco favorevole al popolamento: precipitazioni molto scarse, fortissime escursioni termiche giornaliere e annue (nelle aree desertiche, d'estate si superano addirittura i 45 °C, d'inverno si scende fino a -40 °C), vegetazione piuttosto scarsa ovunque, presenza di imponenti ghiacciai fin nei fondovalle.
La Cina orientale risulta invece favorita da un clima che va dal temperato - freddo della Manciuria (con estati calde e molto piovose, inverni freddi e asciutti), al temperato del bassopiano cinese, al subtropicale e tropicale delle aree più meridionali, che sono soggette all’influsso dei monsoni (alta piovosità estiva, quando Le temperature oscillano tra i 20 °C e i 30 °C, precipitazioni più modeste e temperature tiepide nel periodo invernale).

STORIA

Isolato dal resto del mondo per quasi quattromila anni, l'impero della Cina — il "Celeste Impero" guidato da un sovrano discendente dagli dei, il "Figlio del Cielo" — cominciò a declinare in maniera inarrestabile verso la fine del XVIII secolo, quando fu costretto dalle potenze europee a concedere alcuni porti per i loro traffici commerciali. L'ingerenza straniera fece precipitare la crisi della monarchia cinese, già da tempo in atto: nel 1912 una rivoluzione pose fine all'impero, proclamando la repubblica.
La vita del nuovo Stato venne però presto turbata da una sanguinosa guerra civile, che ebbe come protagonisti Mao Tze Tung, capo del partito comunista, e Chiang Καί Shek, capo della destra nazionalista (Kuοmingtang). Il lungo conflitto (1927¬1949) si risolse con la vittoria dei comunisti e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, della quale Mao Tze Tung fu eletto presidente a vita. Chiang Kai Shek e i suoi seguaci si rifugiarono nell'isola di Formosa, oggi Taiwan, dove diedero vita alla repubblica presidenziale della Cina Nazionale.

STORIA - OGGI

Dopo la morte di Mao (1976), la Cina attenuò gli estremismi del passato regime mediante una nuova linea politica ed economica; le riforme, che dovevano trasformare radicalmente l'assetto economico del paese, furono però attuate con la repressione di ogni dissenso da parte di intellettuali, comunità religiose, minoranze etniche. La situazione esplose nella primavera del 1989, quando il governo mandò i card armati contro gli studenti in rivolta per le libertà civili e politiche: il massacro di piazza Tien An Men proνocò in tutto il mondo occidentale una dura reazione, che tuttavia si attenuò gradatamente in seguito a vari accordi diplomatici, dai quali scaturì anche una maggiore apertura politica del regime comunista verso l'estero.
Oggi il grande paese asiatico fa parte di alcune importanti istituzioni internazionali e dialoga con le altre potenze mondiali; tuttavia esso appare ancora piuttosto chiuso agli interventi esterni per quanto riguarda la questione dei diritti umani.
Lo sviluppo delle relazioni e degli scambi riveste comunque una importanza fondamentale per i processi di modernizzazione che stanno investendo la Cina in questo Terzo millennio, particolar¬mente sul piano economico e delle infrastrutture, tesi a superare progressivamente gli elementi di arretratezza che ne hanno a lungo frenato lo sviluppo complessivo. In tal senso, un'importante occasione e "banco di prova" sarà l'organizzazione delle Olimpiadi di Pechino del 2008.

STATO

La Cina è una repubblica popolare, definita dalla Costituzione del 1982 come "uno Stato plurinazionale socialista"; la sua direzione politica è appannaggio esclusivo del Partito comunista, che controlla l'intero apparato statale. È amministrativamente suddivisa in 24 Province, 3 Regioni autonome, 2 Regioni Speciali, 4 Municipalità.

STATO

Capitale Pechino
Forma di Governo Repubblica Popolare
Divisione Amministrativa 24 province,
3 Regioni autonome,
4 Municipalità, 2 Regioni speciali
Lingua Cinese mandarino
Moneta Yuan Renminbi
Rientrata in possesso dell'ex colonia britannica di Hong Kong (1997) e di quella ex portoghese di Macao (1999), la Cina rivendica invece tuttora la sovranità sull'isola di Taiwan e contende all'India il possesso di al-cune regioni di confine.
Il territorio cinese, infine, ρuò essere suddiviso nelle cinque macroregioni della Regione nordorientale, del Nord, del Centro, della Regione meridionale e della Cina esterna, che presentano alcune caratteristiche comuni (geografiche, storiche, economiche, culturali).

POPOLAZIONE

Primo paese al mondo per numero di abitanti, la Cina possiede circa un quinto delta popolazione mondiale.
La sua enorme crescita demografica, considerata necessaria allo sviluppo, si è realizzata fra il 1949 e il 1990, con il raddoppio dei 550 milioni di partenza. Oltrepassato il miliardo, la politica demografica cinese si 6, al contrario, indirizzata al controllo delle nascite ("Legge sul figlio unico"): nelle metropoli, però, si comincia a presentare il problema di una natalità sempre più bassa, come nei paesi occidentali, problema a cui le autorità stanno cercando di porre rimedio.
Circa due terzi dei Cinesi vivono ancora in villaggi e borghi rurali. Negli ultimi decenni, tuttavia, si è verificata una massiccia migrazione verso le aree urbane, che oggi non viene più osteggiata dallo Stato perché le industrie hanno crescente necessità di manodopera. Lo Stato, d'altra parte, sta realizzando la costruzione di 10.000 nuovi villaggi destinati ad accogliere 30 milioni di contadini, dando impulso alle attività agricole, ma anche ad iniziative industriali. Ciò dovrebbe diminuire il notevole divario ancora esistente fra le aree del paese che hanno beneficiato della recente crescita economica e le province più interne, dove permangono invece ampie sacche di povertà e sottosviluppo, corrispondenti all'8% delta popolazione totale, vale a dire a più di cento milioni di persone.
Oltre il 75% delta popolazione vive nelle pianure della Cina orientale e centrale, dove si concentrano tanto i grandi villaggi rurali quanto le aree urbane e sono localizzate le maggiori e più importanti città: della quarantina di metropoli milionarie del paese, solo una, Urumqi, si trova nella regione occidentale (Cina esterna) e deve il proprio sviluppo alla vicinanza di pozzi petroliferi e miniere di carbone.
Quasi tutti di antica fondazione, i grandi centri cinesi sono stati tuttavia modificati profondamente dall'intensa urbanizzazione degli ultimi decenni e in molti casi – particolarmente nella regione nord-orientale – hanno assunto l'aspetto caratteristico delle metropoli occidentali: imponenti centri direzionali e di servizi, con le sedi di compagnie commerciali e grandi imprese industriali, circondati da sobborghi e quartieri poveri.
Spiccano, nel panorama urbano cinese, due vere e proprie megalopoli a livello mondiale: Shanghai, che supera i 16 milioni e mezzo di abitanti, e la capitale Pechino, che sfiora i 14. Entrambe svolgono una funzione essenziale su scala nazionale – economico-industriale la prima, terziario-culturale la seconda, ma, mentre Pechino ha conservato l'originaria struttura della capitale imperiale, Shangai ha subìto negli ultimi decenni un'intensa ristrutturazione urbanistica, che ha portato alla sostituzione di molti suoi storici edifici con avveniristici grattacieli.
Altre metropoli di particolare rilievo, specialmente economico, sono poi Shenyang, polo industriale della Manciuria; Tientsin, sbocco portuale dell'area industriale pechinese; Nanchino, antichissima capitale del "Celeste Impero", oggi centro dell'industria automobilistica e delle telecomunicazioni; Xian, importante centro cotoniero; Canton sede di grandi industrie che, per La sua posizione a 60 km dalla costa del Mare Cinese Meridionale, fu una delle prime città della Cina conosciute dagli Europei, che vi impiantarono basi commerciali.

ECONOMIA

II boom economico della Cina, che oggi ne fa crescere il PIL quasi del 10% annuo, determina anche il rapido aumento dei suoi abitanti con un tenore di vita superiore a quello medio occidentale, sebbene grandi masse si collochino ancora a livelli di consumo molto modesti e, come abbiamo visto, una percentuale non irrilevante si trovi addirittura intorno alla soglia di povertà.
La Cina è, comunque, il più riccο fra i paesi in via di sviluppo, secondo in Asia solo al Giappone come potenza economica. Inoltre, benché la sua economia sia prevalentemente rivolta al l'immenso mercato interno, il paese esporta materie prime e prodotti (agricoli e industriali) in molti Stati, anche europei.
Superata la fase dell'industrializzazione pesante, da cui prese le mosse la sua crescita, la Cina ha dato impulso a quella leggera e allo sviluppo di tecnologie produttive moderne; un passaggio che, seppure non ancora completato, sta creando le basi per un'ulteriore espansione. Le enormi potenzialità cinesi cominciano a emergere, lasciando intravedere questo grande paese come uno dei protagonisti dell'economia mondiale in un futuro molto prossimo.
Grazie all'introduzione del libero mercato e allo sviluppo delle coltivazione intensive, la produzione agricola cinese è aumentata nonostante la modesta percentuale delle superfici coltivate (15%) sul totale nazionale. Il comparto, però, è ancora piuttosto arretrato, soprattutto per la scarsa utilizzazione di macchinari.
Quasi metà dei lavoratori cinesi, comunque, è occupata nel settore primario, che fornisce un quinto dei prodotti agricoli del mondo; si coltivano in particolare riso e frumento (per i quali è primo produttore mondiale), mais e piante industriali (cotone, semi oleosi, tabacco, tè). Consistente è anche l'allevamento, soprattutto di suini, polli, anatre, conigli; molto diffusa la tradizionale bachicoltura (maggior esportatore di bozzoli e di seta). Primaria importanza riveste infine la pesca, che contribuisce notevolmente all'alimentazione dei Cinesi.
L'industrializzazione della Cina si avvale delle imponenti risorse presenti nel sottosuolo (particolarmente della Mongolia e della regione nordorientale), che ne fanno una delle grandi potenze minerarie della Terra: le riserve di carbone, ferro, petrolio e gas naturale hanno favorito lο sviluppo di una potente industria siderurgica — la Baosteel di Shanghai è, ad esempio, la seconda acciaieria del mondo — e meccanica, che fornisce trattori e macchine agricole, autocarri e materiale ferroviario per modernizzare le campagne e migliorare le comunicazioni interne del paese.
Significativi sviluppi hanno registrato anche l'industria chimica, potenziata per la produzione di fertilizzanti, quella farmaceutica, quella high-tech. Legate alle produzioni agricole sono l'industria tessile, con cotonifici che coprono l'intero fabbisogno interno di tessuti, e quella alimentare, con riserie, mulini, oleifici, zuccherifici; notevole anche la lavorazione del tabacco. Si deve comunque rilevare che la crescita industriale cinese, che ha inserito il paese fra le potenze mondiali, è in stretto rapporto con l'apertura agli investimenti stranieri, realizzata in tempi relativamente recenti.
Il settore terziario, ancora fortemente legato al commercio, vede, infine, una certa espansione della finanza e delle banche e una rapida e consistente crescita del turismo.

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