Bosnia ed Erzegovina

Repubblica (51.129 km2; 2.700.000 ab.; capitale Sarajevo) situata tra la Serbia a Est, il Montenegro a SE e la Croazia, che la racchiude a Nord e a W precludendole quasi per intero lo sbocco al Mare Adriatico, eccetto un breve tratto a S della foce della Narenta. Suoi confini naturali sono i f. Sava e Una a N, l'altopiano carsico del Montenegro a S, le Alpi Dinariche a W e il corso della Drina a Est.
Già Repubblica federata nell'ambito della Federazione iugoslava, ha proclamato la propria indipendenza nel 1992, atto che è all’origine dello scontro tra le tre etnie presenti sul territorio per il controllo dello stato, degenerato in una delle guerre più cruente avvenute in territorio europeo in questo secolo. Con l’accordo di Dayton (1995) il Paese ha sancito la propria integrità in una nuova e originale forma di unità politico-territoriale: Stato unico diviso in due entità, ciascuna dotata di un proprio Parlamento e governo, l’una croato-musulmana (Federazione croato-musulmana, 51% del territorio), l’altra serba (Repubblica serba, 49% del territorio). La Federazione croato-musulmana è guidata da un presidente e da un vicepresidente alternativamente croato e musulmano; il potere legislativo spetta al Parlamento, composto da Camera dei rappresentanti (140 membri) e Camera popolare (74 membri). Anche la Repubblica serba è guidata da un presidente e un vicepresidente, mentre l’Assemblea nazionale è composta da 140 membri. La presidenza centrale della Repubblica è formata da 3 membri, eletti a suffragio universale, in rappresentanza delle tre etnie (un musulmano, un serbo, un croato); presiede, a rotazione, colui che ha ottenuto la maggioranza dei voti. Il Parlamento centrale è formato da due camere: la Camera dei rappresentanti (42 deputati eletti a suffragio diretto, per due terzi croato-musulmani e per un terzo serbi), con sede a Sarajevo, e la Camera del popolo (5 delegati per ogni etnia), che si riunisce a Lukavica. L’esecutivo centrale è formato da un Consiglio dei ministri nominato dalla presidenza; alla sua guida vi sono due co-primi ministri (musulmano e serbo), affiancati da un vice primo ministro (croato). Nel dicembre 1997, in seguito alle pressioni del Consiglio internazionale per il rispetto degli accordi di Dayton, i rappresentanti delle tre etnie hanno firmato un accordo sul passaporto comune bosniaco, sulla cittadinanza e sul funzionamento del Consiglio dei ministri. Il Paese è amministrativamente diviso in 100 distretti. Lingua ufficiale è il serbo-croato, le religioni prevalenti sono la musulmana e la cristiana (ortodossi Serbi e Montenegrini, cattolici i Croati). Unità monetaria: dinaro bosniaco (suddiviso in 100 para).

Il territorio, costituito dalle regioni della Bosnia (a N) e dell'Erzegovina (a S), è prevalentemente montuoso e digrada a N verso la valle della Sava; comprende a W estesi altopiani carsici e le Alpi Dinariche, mentre la parte centrale è occupata da massicci e catene del sistema dinarico, le cui cime superano sovente i 2000 m (Ploca, 2228 m; Vranica, 2107 m). A S il rilievo è costituito da altopiani carsici, solcati da numerosi e vasti polja orientati da SW a NE. Il clima, di tipo continentale con influssi mediterranei, è caratterizzato da elevate escursioni annue della temperatura e da abbondanti precipitazioni, che variano dai 1000 ai 2500 mm annui. I principali corsi d'acqua (Drina, Bosna, Vrbas, Una) sono tutti tributari di destra della Sava, eccetto la Narenta, che sfocia nell'Adriatico.

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