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Nel greco antico, la parola arktos (letteralmente orso), indicava il Nord con riferimento alla costellazione dell'Orsa Minore che puntava a settentrione: oggi, il termine "artico" significa "che sta intorno al Polo Nord". Il Mar Glaciale Artico, vasto 14 milioni di km2 e profondo fino a 5.450 m presso le isole Svalbard, è coperto dalla banchisa, uno strato perenne di ghiaccio spesso tra i 2 e i 4 m. E' il freddissimo cuore dell'Artide, la calotta superiore del pianeta, compresa entro il sessantesimo parallelo nord. Intorno al Mar Galaciale si dispongono le terre artiche, spazzate da venti impetuosi, ammantate di neve e ghiaccio, che lasciano spazio alla tundra solo per poche settimane all'anno. Le temperature non superano mai i dieci gradi centigradi: eppure, fin da epoche molto antiche, gli Eschimesi seppero adattarsi alle durissime condizioni ambientali, facendone la loro patria.
Qui si estende la Groenlandia, il cui nome, "terra verde". fu dato da Erik il Rosso, il navigatore vichingo che esplorò nel X sec. Dopo la lunga notte invernale, in cui il sole non appare mai oltre Tortzzonte, sembra che ogni forma di vita si spenga nelle terre polari. D'estate il clima si raddolcisce di poco: il ghiaccio riflette il 90% dei raggi solari che vi cadono. Ma ciò è sufficiente per risvegliare la natura. L'acqua dolce prodotta dallo scioglimento di una parte dei nevai serpeggia in rigagnoli e stagni, abitati da colonie di insetti: compaiono macchie di licheni, muschi e alghe. Gli animali immagazzinano cibo ed energia, che li aiuteranno a sopravvivere nella stagione più dura. La morsa del gelo si allenta solo per otto settimane: le foche accumulano il grasso per difendersi dalle temperature bassissime, le volpi e gli ermellini indossano, per breve tempo, la "divisa" estiva. Poi la lotta della vita contro il freddo ricomincerà per un altro, interminabile inverno.

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