Ominide 82 punti

Stati Uniti

Gli Stati Uniti d’America sono una Nazione molto vasta, essi infatti, con una superficie di circa 2500 chilometri da nord a sud e di 4000 chilometri da ovest a est, sono il quarto Paese al mondo per estensione. Gli Stati Uniti comprendono oltre ai 48 stati continentali, l'Alaska (il più grande degli stati), le Hawaii e vari territori nell'Oceano Pacifico e nei Caraibi, compreso Porto Rico. Gli stati principali sono suddivisi in quelli della costa orientale (East Coast), il sud (South), il Midwest, la zona montana, e la costa occidentale (West Coast). La popolazione residente e di circa 290.000.000 di abitanti.

Il Grand Canyon

Confinano a nord con il Canada, a sud con il Messico, a ovest si affacciano sull’Oceano Pacifico, a est sull’Oceano Atlantico e per una parte del versante meridionale, sul golfo del Messico.

Territorio

Rilievi
Il territorio degli Stati Uniti si può dividere in tre zone: Est, Centro e Ovest.
A Est sorgono le montagne più antiche; esse sono basse ed hanno una forma levigata ed arrotondata. In questa zona troviamo alcune pianure costiere.
Nella zona centrale il fiume Mississippi e i suoi affluenti attraversano le Grandi Pianure.
A Ovest da nord a sud, vi sono i rilievi più recenti, più alti e dalle cime più aguzze, dove si manifestano ancora fenomeni vulcanici e sismici. Tali catene montuose separate dall’Altopiano del Colorado, sono la Catena Costiera, vicino alla costa occidentale e le Montagne Rocciose nella parte più interna del Paese. La cima più alta degli U.S.A. il monte Mckinley 6194 m., si trova in Alaska, anch’esso parte di questa regione montuosa.

Coste, isole e penisole
Gli Stati Uniti hanno uno sviluppo costiero notevole e dall’aspetto molto vario:
La costa del Pacifico è rocciosa (Baia di Seattle e Baia di San Francisco);
Le coste atlantiche sono molto articolate;
Penisola della Florida ha coste basse e sabbiose (Golfo del Messico).
Le isole Hawaii, di origine vulcanica, sono costituite da sette isole principali e da molte isole minori disseminate nell’Oceano Pacifico.

Fiumi e laghi
La posizione delle Montagne Rocciose separa due grandi bacini idrografici, uno che sfocia nell’Oceano Atlantico e nel Golfo del Messico, e l’altro che sfocia nell’Oceano Pacifico. Ad est troviamo il Mississipi, che attraversa lentamente da nord a sud il paese, con i suoi affluenti Missouri, Arkansas, Ohio e Tennessee, e con essi forma un’importante rete navigabile, prima di sfociare nel Golfo del Messico. Il Mississipi è il secondo fiume al mondo per lunghezza. Il golfo del Messico viene alimentato anche dal Rio Grande che scende dalle Montagne Rocciose, segnando con un profondo canyon, il tratto di confine con il Messico. I fiumi che sfociano direttamente nell’Oceano Atlantico scendono dal versante orientale degli Appalachi e rivestono una notevole importanza economica. Il più importante è l’Hudson che ospita nel suo estuario il porto di New York ed è un’importante via di collegamento tra il principale distretto industriale e i Grandi Laghi. I fiumi che sfociano nell’Oceano Pacifico sono il Columbia, lo Yukon e il Colorado, quest’ultimo ha scavato con l’erosione delle sue acque il famoso Grand Canyon; Tli fiumi sono gli unici di notevole sviluppo tra quelli utilizzati per le centrali idroelettriche. Tra i bacini lacustri di acqua dolce i più importanti sono i Grandi Laghi, 5 vasti bacini di origine glaciale, di cui uno interamente statunitense (Michigan) e 4 in parte canadesi (Superiore, Huron, Eire e Ontario). Questi, posti su livelli diversi, (le cascate del Niagara nascono da un dislivello di 90 m tra l’Eire e l’Ontario), occupano una superficie di 250.000 kmq e sono collegati tra loro da fiumi e canali artificiali. A Ovest ai margini del Grande Bacino si estende il Gran Lago Salato, ciò che resta di un antico mare interno.

Clima
Negli Stati Uniti il clima non varia solo da nord a sud ma anche da est a ovest:
La regione costiera orientale ha un clima oceanico (abbastanza piovoso e con temperature moderate molto diverse tra nord e sud);
La Florida ha un clima subtropicale (inverni miti ed estati calde e umide);

Le pianure interne hanno un clima continentale (inverni rigidi e asciutti e estati piovose);
La regione occidentale ha vari climi: si passa dal clima alpino delle cime più alte caratterizzato da inverni lunghi e rigidi e estati brevi e fresche, al clima desertico dei bacini interni (caratterizzato da vaste escursioni termiche), al clima mediterraneo della fascia costiera californiana (estati lunghe, asciutte e calde e inverni miti).

Storia
I primi abitanti e i primi immigrati (1492-1600)
Prima dell’arrivo degli europei gli Stati Uniti erano abitati dagli amerindi, poi chiamati indiani, suddivisi in circa 500 tribù le quali parlavano 21 lingue diverse. Dopo la scoperta dell’America alcune potenze europee quali Spagna, Portogallo e Francia, prepararono delle spedizioni di esploratori e di coloni che attraversarono l’Atlantico, e crearono insediamenti agricoli o commerciali nel Nord America. La Gran Bretagna, l’ultima delle potenze europee a essere giunta nel territorio americano, nel 1607 fondò il primo insediamento stabile: la Virginia. Tredici anni più tardi sulle coste del Massachusetts, sbarcarono dalla nave “Mayflower” un centinaio di dissidenti della Chiesa anglicana, i Padri Pellegrini: uomini e donne che cercavano un luogo dove poter liberamente praticare la propria fede. Le regole di convivenza di questa comunità costituirono le basi della futura nazione americana.

Nascono gli Stati Uniti (1700-1800)

In poco più di cento anni sorsero tredici colonie britanniche che raggiunsero la prosperità grazie alle colture di cereali, all’allevamento bovino e alle piantagioni di cotone e tabacco, coltivate a Sud dagli schiavi africani. L’imposizione da parte degli inglesi di nuove tasse provocò un grave malcontento tra i coloni che non potevano eleggere loro rappresentanti al Parlamento di Londra. Il governo inglese rifiutò di trattare con loro e alla fine decisero di combattere una guerra per ottenere l’indipendenza. Il 4 luglio 1776 i rappresentanti delle colonie proclamarono la propria indipendenza, che venne riconosciuta dalla Gran Bretagna, dopo una lunga guerra, nel 1783.

La conquista del West e l’abolizione della schiavitù (1800-1865)
La graduale espansione nei territori dell’ovest fu attuata da esploratori e da coloni in cerca di terre da coltivare; protagoniste furono le leggendarie carovane di pionieri alla ricerca di oro e bisonti. La “conquista del West” avvenne per ondate successive, fino alle coste del pacifico, anche a seguito di trattati e guerre vittoriose contro i nativi, francesi e spagnoli.
Tra il 1861 e il 1865 si svolse una cruenta guerra civile tra gli Stati Confederati del Sud e gli Stati dell’Unione del Nord, in nome dell’abolizione della schiavitù, che era la base della ricchezza dei proprietari terrieri del Sud. Gli Stati del Nord vinsero e gli schiavi liberati divennero la manodopera nelle industrie del Nord.

Il cavallo di acciaio (1865-1900)
Dopo la guerra civile gli Stati Uniti divennero nell’arco di cinquant’anni la massima potenza economica del mondo. Già agli inizi dell’Ottocento si erano formate grandi città industriali lungo gli Appalachi, un’area ricca di minerali e carbone. Grandi città come New York, Boston e Chicago si imposero come grandi centri economici e finanziari. Il treno fu un fattore decisivo per lo sviluppo economico della nazione americana. Nel 1868 venne completata la prima linea transcontinentale, che collegava la sponda atlantica a quella del Pacifico. Nel 1890 la rete ferroviaria degli Stati Uniti era più sviluppata di tutte quelle europee messe insieme.

L’unica grande potenza (1900-2000)
Nel XX secolo gli Stati Uniti sono diventati una grande potenza economica e militare. Il loro vittorioso intervento nella prima e seconda guerra mondiale, ha condizionato profondamente gli esiti dei due conflitti e i destini politici e economici di tutto il mondo. Dopo la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti e l’Europa occidentale si sono contrapposti all’Unione Sovietica in quella che è stata definita la Guerra Fredda. Il crollo del regime comunista nel 1989 e la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1992, hanno lasciato agli Stati Uniti il ruolo di un’unica grande potenza.

Popolazione
La popolazione americana supera i 280 milioni di abitanti ed è composta da gruppi etnici molto diversificati. Gli americani si considerano il risultato di un “melting pot”, termine che significa mescolanza di vari gruppi etnici. I principali gruppi etnici sono: i bianchi 75,1%; i neri africani 12,3%; i messicani 5,4%; gli asiatici 3,6%; i pellirosse 0,9%; i cinesi 0,7%. Il potere politico ed economico è in mano a un’élite piuttosto ristretta di popolazione bianca definita con il termine WASP (White Anglo-Saxon Protestant, cioè bianco di origine anglosassone protestante). Una comunità che ha dovuto lottare per sopravvivere è stata quella dei nativi americani; chi non è riuscito a inserirsi vive ancora nelle riserve in condizioni difficili a causa della forte disoccupazione (circa il 40% della popolazione) e dell’alto tasso di alcolismo.

Lingua e Religione

La lingua ufficiale è l’inglese, ma nel Paese molte sono le lingue parlate. Negli Stati Uniti del sud-ovest, dove la presenza latino-americana è in continuo aumento, si sente parlare in spagnolo che ufficialmente affianca l’inglese sia nel codice della strada, che nei tribunali e nelle scuole elementari.
Il cristianesimo è la religione più diffusa e più praticata (protestantesimo e cattolicesimo), ma è diffuso anche l’ebraismo: qui infatti, si trova la più grande concentrazione ebraica del mondo, quasi il doppio della popolazione d’Israele. Negli Stati Uniti si trovano minoranze islamiche, buddiste, induiste ecc.

Organizzazione dello Stato
Gli Stati Uniti sono composti da una repubblica federale di tipo presidenziale, composta da 50 Stati più un distretto federale dove sorge la capitale Washington. La Costituzione è in vigore dal 1789 e prevede ad ogni Stato ampi margini di autonomia (un governo e un’assemblea legislativa). La politica monetaria e la politica estera dell’Unione sono affidate al Congresso (composto dalla Camera dei Rappresentanti e del Senato) e al presidente degli Stati Uniti, che è capo dello Stato, del governo e delle forze armate.

Insediamenti e rete urbana

La popolazione statunitense è molto urbanizzata. Le grandi aree densamente popolate sono tre:
La costa atlantica fra Boston e Washington, dove si estende una vasta megalopoli, che unisce in un’unica gigantesca area urbana città come New York, Filadelfia, Boston e Baltimora e raccoglie quasi 45 milioni di abitanti;
La regione dei Grandi Laghi comprende Chicago, Detroit, Minneapolis e altre città minori;
La costa occidentale si estende da Los Angeles la capitale della California, a San Francisco.
Le altre regioni urbane si trovano nel sud del Paese e all’estremità nord-occidentale al confine con il Canada.

Città
Washington, è la capitale federale dal 1781: qui si trova il Campidoglio, sede del Parlamento, la Casa Bianca dove hanno abitato tutti i presidenti americani e il Pentagono, sede del Ministero della Difesa;
Chicago è il primo nodo ferroviario e stradale del mondo: per importanza economica è seconda solo a New York;
Detroit è famosa soprattutto per essere la sede di grandi fabbriche di automobili (Ford, General Motors e Chrysler);
Boston è considerata la più bella e la più colta delle città americane;
Los Angeles è la maggior metropoli della costa pacifica e capitale del cinema con il sobborgo di Hollywood;
San Francisco è il maggior porto per li scambi con l’Oriente. Il suo quartiere cinese (Chinatown) è la più grande “città asiatica” fuori dall’Asia.

Collegamenti
Lo sviluppo economico degli Stati Uniti sarebbe stato impossibile senza la realizzazione di una solida rete di comunicazione, date le vastissime dimensioni del Paese. La più efficiente è quella stradale e autostradale con oltre 6 milioni di km di strade asfaltate.
La circolazione marittima ha dimensioni vastissime sia lungo la costa dell’Atlantico sia del Pacifico. La rete di comunicazione meno attiva è quella ferroviaria.
Il sistema aeroportuale americano è il più sviluppato del mondo sia nei voli interni sia in quelli internazionali.

Economia
La maggiore potenza economica mondiale
Gli Stati Uniti sono la più importante potenza economica mondiale: sono al primo posto nel settore agricolo e nell’allevamento, nel settore industriale, minerario e finanziario. I capitali americani sono presenti in tutto il mondo.
Un insieme di condizioni naturali e storiche hanno favorito la nascita di questa ricca economia: la disponibilità di vasti spazi naturali , in gran parte costituiti da terreni fertili; la presenza di giacimenti minerari; l’immigrazione di decine di milioni di persone, soprattutto giovani, animati dal desiderio di lavorare, di fare fortuna e di arricchirsi.
Caratteristiche dell’economia americana sono un grande sviluppo del settore terziario, un’intensa meccanizzazione dell’agricoltura e una continua innovazione tecnologica in ogni settore produttivo; sia le imprese sia lo Stato destinano grandi somme alla ricerca scientifica.
Americane sono alcune delle più importanti e potenti banche del pianeta, come americano è il luogo dove si investono grandi quantità di denaro: la Borsa di New York.
Anche se moltissime sono le imprese di piccole e medie dimensioni, quelle che dominano sono le multinazionali, società di grosse dimensioni, attive nei più svariati settori produttivi, che controllano imprese straniere e costruiscono impianti in tutto il mondo.

Popolazione attiva
Settore Stati Uniti Media Ue

primario 2% 8%
secondario 24% 28%
terziario 74% 64%


Agricoltura
Gli Stati Uniti sono la massima potenza agricola mondiale e oltre a soddisfare il fabbisogno alimentare interno, esportano in tutto il mondo. Predominano le aziende di grandi dimensioni, collegate all’industria alimentare.
Possiamo dividere il territorio in tre zone agricole. Le regioni del nord-est sono orientate al rifornimento delle città (producono latte, legumi, frutta e allevano volatili); quelle delle grandi pianure centrali sono specializzate nelle colture commerciali (mais, frumento, soia, foraggi); le regioni degli altopiani occidentali producono frumento. Infine alcune regioni agricole sfruttano le particolari condizioni climatiche: la California coltiva agrumi, la Luisiana canna da zucchero e riso, la Virginia tabacco e la Florida pompelmi.

Industria

Gli Stati Uniti hanno il primato assoluto nei settori dove è determinante l’apporto della ricerca scientifica: il settore farmaceutico, elettronico, informatico, aeronautico e aerospaziale.

Il primo sbarco sulla Luna nel 1969
L’industria militare poi è la più potente e sofisticata al mondo, così come le industrie automobilistiche: infatti le due principali società mondiali del settore, la General Motors e la Ford, sono statunitensi. L’area più industrializzata è quella compresa fra i Grandi Laghi e l’Atlantico.
Nel sud hanno avuto un notevole sviluppo la petrolchimica e l’aeronautica, ma sono anche altri settori: la Coca Cola in Georgia, aziende elettrochimiche in California, la Silicon Valley, l’area con la più alta concentrazione tecnologica del mondo, in California, la Microsoft a Seattle.

Risorse minerarie ed energetiche
Il sottosuolo è ricco di giacimenti minerari e di idrocarburi, che pongono gli Stati Uniti ai primi posti nelle principali produzioni di minerali. Schematicamente si può dire che il sud e l’Alaska hanno ricchi giacimenti di petrolio, l’est di carbone, la Florida di fosfati e l’ovest di minerali metallici.

Settore terziario
Nel settore terziario è occupato il 74% della popolazione americana. Negli ultimi decenni sono aumentati gli occupati in nuovi lavori, alcuni molto specializzati come gli addetti ai mass media, i manager, gli esperti di finanza, gli informatici; in altre occupazioni non qualificate sono impiegati gli immigrati giunti di recente.
Le attività finanziare e bancarie americane sono le prime nel mondo. Il commercio è molto sviluppato.
Il turismo, sia interno sia internazionale, sfrutta le bellezze naturali di questa terra e le architetture create dall’uomo.
Il settore cinematografico ha la sua capitale negli stabilimenti di Hollywood, alla periferia di Los Angeles. Le produzioni cinematografiche e televisive degli USA hanno quasi monopolizzato i mercati internazionali, invadendo i cinema e le emittenti TV di tutto il mondo.

Registrati via email