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AFRICA OCCIDENTALE

TERRITORIO

L'Africa settentrionale è una regione vasta circa 14 milioni di km2, che si estende a nord dell'equatore ed è bagnata a nord dal Mediterraneo, a est dal Mar Rosso e dall'Oceano Indiano, a ovest dall'Atlantico. Quasi due terzi di questo territorio sono occupati dal Sahara, il più vasto deserto del mondo (9 milioni di km2, circa 30 volte la superficie dell'Italia). Il territorio sahariane è formato in gran parte da un tavolato geologicamente molto antico, che si eleva dai 300 agli 800 m ed è interrotto da isolati massicci di origine vulcanica, come il Tibesti (3.415 m) e l'Haggar (2.918 m). Il Sahara è delimitato a nord-ovest dai monti dell'Atlante, una serie di catene montuose, sollevatesi durante il corrugamento alpino, che corrono parallele alla costa mediterranea; la sezione più elevata è quella sud-occidentale dell'Alto Atlante (Toubkal 4.165 m).
Le coste settentrionali sono caratterizzate dalla presenza di due ampie insenature: il golfo delta Sirte e il golfo di Gabes.
Nella parte meridionale, il deserto del Sahara sfuma in una fascia stepposa chiamata Sahel (che in arabo significa "bordo"), all'interno della quale si trovano il lago Ciad, il maggiore della regione, e il corso superiore del fiume Niger.

CARATTERISTICHE FISICHE

La parte orientale del Sahara è interrotta dalla valle del Nilo, il fiume più lungo del mondo (6.671 km). Il grande fiume africano, che nasce dal lago Vittoria, nel suo corso superiore attraversa il Sudan, dove assume il nome di Nilo della Montagna, poi di Nilo Bianco. A Khartoum il Nilo Bianco si incontra con il Nilo Azzurro, che proviene dall'altopiano etiopico, e quindi prosegue attraverso il deserto della Nubia, dove il suo corso
caratterizzato dalla presenza di cateratte. Ad Assuan, in Egitto, il fiume è stato sbarrato da una gigantesca diga che ha dato origine al lago Nasser, un bacino artificiale vasto 5.180 km2 (24 volte il lago Maggiore). Dopo aver attraversato tutto l'Egitto, il Nilo sfocia nel Mediterraneo, con un delta triangolare vasto 24.000 km2.
La parte nord-orientale del continente prende il nome di Corno d'Africa per la caratteristica forma della penisola somala, simile appunto al corno di un rinoceronte. Tale penisola, che si protende tra il golfo di Aden e l'Oceano Indiano, è costituita da un tavolato desertico che digrada verso la pianura costiera, orlata di dune e lagune. L'altra regione fisica del Corno d'Africa è l'acrocoro etiopico, un vasto altopiano dai versanti scoscesi.

CLIMA

Nell'Africa settentrionale predomina un clima sub¬tropicale arido, con una piovosità quasi ovunque inferiore ai 100 mm annui. Le temperature di queste zone sono molto calde in estate e miti in inverno. Nella fascia del Sahel e soprattutto nell'acrocoro etiopico, la piovosità aumenta fino a 500 mm annui, con precipitazioni che si concentrano in pochi mesi estivi.
Le coste settentrionali hanno un clima mediterraneo con discrete piogge invernali.
Gran parte dell'Africa settentrionale, come abbiamo visto, è occupata dal deserto, che dal Sahara si prolunga fino alla regione somala. Il Sahel è coperto dalla steppa e dalla savana spinosa, che diventa savana alberata sull'altopiano etiopico. Sui monti dell'Atlante cresce invece una foresta mediterranea.

POPOLI, CULTURE

L'Africa settentrionale viene anche detta Africa Bianca perché è abitata da popoli di pelle più chiara rispetto ai Neri della regione subsahariana. Il principale gruppo dell'Africa Bianca è costituito dalle popolazioni che parlano lingue afroasiatiche e professano l'islamismo. Ne fanno parte in primo luogo gli Arabi, che rappresentano la maggioranza dei Nordafricani e che si sono sovrapposti agli antichi abitanti, dei quali oggi rimangono consistenti minoranze; queste sono costituite soprattutto dalle popolazioni berbere – stanziate nella regione dell'Atlante e nelle oasi algerine e libiche –, al cui ceppo appartengono anche i Tuaregh, che vivono attorno alle aree sahariane dell'Ηaggar.
Anche i popoli del Corno d'Africa, come i Somali, i Galla e gli Amara, appartengono alla famiglia linguistica afroasiatica, mentre nel Sudan meridionale, nel Ciad, nel Niger vivono popoli del gruppo linguistico nilo-sahariano.

STORIA

Dal IV millennio a.C., nella valle del Nilo si sviluppò una fiorente civiltà urbana, quella dei faraoni dell'antico Egitto, basata sull'agricoltura irrigua. Nel I millennio a.C., le coste nordafricane furono colonizzate dai Fenici e dai Cartaginesi, mentre l'Egitto faraonico passava sotto gli imperi persiano e alessandrino, venendo infine assorbito, con tutta la regione mediterranea dell'Africa, da quello romano.
Invece la regione sahariana, che nell'antichità aveva un clima meno arido e quindi una maggior copertura di steppa e savana, era abitata da cacciatori e da allevatori.
Durante il Medioevo e l'età moderna, a partire dal VII secolo, l'Africa settentrionale fu progressivamente conquistata e islamizzata dagli Arabi, che giunsero fino alla regione del Sahel, dove erano presenti i regni di Songhai, Kanem Bornu, Darfur e il regno d'Etiopia, l'unico di fede cristiana. Intorno all'anno Mille, tutta L'Africa mediterranea era unificata sotto il grande impero islamico. Saranno gli Arabi a dividere il Nordafrica islamizzato in due regioni: il Maghreb, cioè l’”Occidente” - comprendente gli attuali Stati di Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania - e il Mashreq, l’”Oriente”, comprendente l'Egitto e i paesi arabi del Medio Oriente. Nella regione sudanese, intanto, erano sorti alcuni potenti regni sudanesi, che fondavano la loro ricchezza sul commercio del sale, dell'oro e degli schiavi.
Nel secolo XIX, quando ebbe inizio la colonizzazione europea dell'Africa settentrionale, gran parte della regione mediterranea faceva parte dell'Impero Ottomano, mentre in Marocco e in Etiopia vi erano due regni indipendenti. Nel giro di un secolo, l’Africa settentrionale fu interamente colonizzata: alla vigilia della prima guerra mondiale, la Francia controllava tutta la parte occidentale; l'Inghilterra l'Egitto e il Sudan; l'Italia la Libia, la Somalia e l'Eritrea; la Spagna il Rio de Oro (poi Sahara spagnolo). Gli Stati della regione sono diventati indipendenti dopo la seconda guerra mondiale, tutti in modo abbastanza pacifico tranne l'Algeria, dove si è combattuta una sanguinosa guerra di liberazione tra Algerini e truppe francesi, conclusasi nel 1962.

TENSIONI E CONFLITTI ETNICI

Dopo l'indipendenza, controversie territoriali sono sorte sia tra il Marocco e l'Algeria, sia tra la Libia e il Ciad. Ma il principale conflitto regionale riguarda il Sahara occidentale (ex Sahara spagnolo), occupato nel 1976 dal Marocco. Contro l'annessione marocchina lotta da anni il Polisario, un movimento che, con il sostegno dell'Algeria, ha proclamato la Repubblica araba saharawi. Una tregua armata imposta dall'ONU dovrebbe favorire 10 svolgimento di un referendum tra la popolazione per decidere il destino della regione. Il Marocco ha anche rivendicato la restituzione di Ceuta e Melilla, due enclave spagnole in territorio marocchino.
Il Corno d'Africa è stata un'altra delle regioni maggiormente scosse da conflitti e guerre regionali nella seconda metà del Novecento.
La prima guerra regionale ha avuto origine dall'annessione dell'Eritrea da parte dell'Etiopia nel 1962; l'evento ha provocato una lunga lotta armata tra il Fronte di Liberazione Eritreo (FLE) e l'Etiopia, governata prima dall'imperatore Ηailé Salassié, poi — in seguito al colpo di Stato militare del 1974 — dal dittatore Menghistu. Nel 1993, dopo la caduta del regime militare etiope, l'Eritrea ha proclamato l'indipendenza. Ma nel 1998 tra i due Stati è scoppiata una nuova sanguinosa guerra di confine iniziata con l'invasione da parte degli Eritrei della regione del Τigrè occidentale. Nel 2000, sotto l'egida dell'ONU, i due Stati hanno firmato la pace, ma permangono tuttora tensioni per la definizione dei confini.
Anche la Somalia, governata dal 1969 al 1991 dal dittatore Siad Barre, nel 1977 provocò lo scoppio di un conflitto con l'Etiopia, a seguito del tentativo di annettersi la regione dell'Ogaden. La sconfitto militare della Somalia ha avuto come effetto Ala caduta della dittatura e l'inizio di una lunga guerra civile tra le diverse fazioni, nella quale ha cercato di intervenire anche l'ONU con l'invio di truppe. Dalla guerra civile si è passati alla disgregazione dell'unità somala, con la secessione di due regioni, il Somaliland e il Puntland, non riconosciute dagli organismi internazionali.
Le maggiori tensioni presenti oggi nell'Africa settentrionale sono in gran parte create dai sostenitori dell'integralismo islamico, i quali affermano la necessità di subordinare le leggi ai precetti della religione musulmana e guardano con ostilità l'apertura dei paesi africani ai modelli stranieri.
Il terrorismo di matrice islamica ha compiuto numerosi attentati in Egitto, ma soprattutto in Algeria, dove, dopo la messa fuori legge del FIS (Fronte Islamico di Salvezza), è scoppiata una sanguinosa guerra civile, che è costata la vita a quasi 200.000 persone.
Altrettanto grave e sanguinosa un'altra guerra civile, quella cioè scoppiata nel Sudan per la politica di violenta islamizzazione delle popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale e di quella occidentale del Darfur. Gli interventi dell'esercito sudanese contro queste popolazioni hanno provocato un vero e proprio genocidio: in vent'anni i morti sarebbero stati più di 2 milioni.
Altri conflitti di natura etnica sono presenti in questa area: da decenni, infatti, le popolazioni berbere rivendicano il riconoscimento dei propri diritti linguistici e politici nei confronti dei governi del Marocco e dell'Algeria.

POPOLAZIONE

Date le sue caratteristiche climatiche e ambientali, gran parte della regione nordafricana presenta una densità demografica motto bassa, con vaste aree del Sahara disabitate: Libia, Niger, Ciad e Mauritania hanno meno di 10 ab/km2. Le zone più densa¬mente popolate sono la valle del Nilo e la fascia costiera del Maghreb, dalla Tunisia al Marocco.
Gli Stati nordafricani sono caratterizzati da una forte crescita demografica, con tassi di incremento naturale superiori al 20mille e con una popolazione giovanile che in alcuni Stati supera il 40% (in Italia è meno del 14%).
Altra caratteristica demografica di questi paesi sono gli elevati flussi migratori verso l'Europa (dove sono presenti oltre 2 milioni di Maghrebini) e le nazioni più ricche della penisola arabica.
Negli ultimi decenni, anche nel Nordafrica, come nelle altre aree in via di sviluppo, si sono verificate una forte migrazione interna, dai villaggi alle città, e una crescita tumultuosa delle aree metropolitane, anche se in molti Stati la popolazione rurale supera ancora quella urbana.
Le maggiori città della regione si allineano per lo più lungo la fascia costiera mediterranea, che vanta una tradizione urbana risalente addirittura alla antica colonizzazione fenicia, greca e romana, in seguito consolidata dalla dominazione araba e dalla moderna colonizzazione europea.
Massima metropoli del Nordafrica, e dell'intero continente, è la capitale egiziana, Il Cairo, che ha più di 7 milioni di abitanti e un agglomerato urbano che ne accoglie oltre 16. Altre metropoli milionarie sono Alessandria, sempre in Egitto, il porto più importante della regione con oltre 3 milioni di abitanti, la città più popolosa del Marocco, Casablanca (2.500.000 abitanti), e la capitale Rabat, Algeri capitale dell'Algeria, quella della Libia Tripoli e quella del Sudan, Khartoum. Anche nel Corno d'Africa le maggiori metropoli sono le tre capitali Addis Abeba, Gibuti e Mogadiscio.
Le metropoli nordafricane conservano alcuni aspetti tradizionali, quali la medina, ovvero l'antico nucleo arabo (come quella di Tunisi o la celebre casbah di Algeri), le moschee, molto numerose al Cairo, i suq, cioè i mercati tradizionali. Tuttavia dovunque prevalgono le caratteristiche delle moderne metropoli di tipo occidentale (nuovi quartieri residenziali, grande viabilità, zone industriali e terziarie), ma anche alcuni aspetti tipici delle città dei paesi poveri, come le vaste bidonville presenti nella capitale egiziana e a Khartoum.

ECONOMIA

Nel Nordafrica la pratica dell'agricoltura è limitata ad alcune aree ristrette, dove vi è disponibilità di acqua, in particolare la fascia costiera della Tunisia, dell'Algeria e del Marocco: qui si coltivano cereali, olive, agrumi.
L'altra importante zona agricola si estende lungo la valle del Nilo, dove si possono ottenere anche tre raccolti all'anno di cereali, ortaggi, arachidi e cotone, di cui l'Egitto, assieme al Mali, è uno dei grandi produttori mondiali. La costruzione di un canale per il trasporto di acqua dal lago Nasser permetterà all'Egitto di estendere l'area coltivata alla fascia desertica di nord-ovest.
Nelle vaste regioni del deserto, le uniche aree coltivate sono quelle delle oasi, in cui si pratica la coltura degli ortaggi e della palma da datteri.
Assai più diffuso nel Nordafrica è l’allevamento nomade o seminomade di ovini, caprini e camelidi, soprattutto nell'area dell'Atlante, nelle steppe del Sahel, nel Sudan e sull'altopiano dell'Etiopia. IL Sudan possiede uno dei maggiori patrimoni mondiali di ovini e caprini (quasi 100 milioni di capi); molto consistente anche il numero dei bovini allevati in Etiopia e Sudan.
Nel Sahara sono presenti consistenti giacimenti di petrolio e gas naturale, attualmente sfruttati soprattutto in Algeria, Libia ed Egitto; l'Algeria è il quarto produttore mondiale di gas naturale, esportato in grande quantità anche in Europa. Un'altra risorsa mineraria, abbondante soprattutto in Tunisia, Marocco e nel Sahara occidentale, sono i fosfati, utilizzati per la produzione di fertilizzanti (il Marocco ne è il secondo produttore mondiale). Ricchi giacimenti di ferro sono invece presenti in Mauritania, mentre il Niger è il quarto produttore mondiale di uranio.
I poli industriali si concentrano nelle città costiere del Marocco, della Tunisia, dell'Algeria e dell'Εgitto, dove, accanto alle tradizionali industrie tessili e alimentari, operano anche moderni impianti chimici e meccanici.
Il turismo è un settore fondamentale dell'economia in Marocco, Tunisia ed Egitto, dove ogni anno affluiscono complessivamente più di 15 milioni di visitatori, attirati dagli importanti siti archeologici delle antiche civiltà fiorite nell'area mediterranea (Egiziani, Fenici, Greci, Romani, Arabi) e dalla bellezza delle coste nordafricane.

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