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LE GUERRE TRIBALI DI HUTU E TUTSI


Il territorio dei piccoli Stati del Ruanda e del Burundi è composto da altipiani posti a quote elevate,anche oltre i 2000metri,separati tra loro dalle grandi fratture della Rift Valley.
Il clima è equatoriale, meno caldo e umido grazie all’altitudine, è adatto alla coltivazione e all’allevamento e gli altipiani sono molto popolati,con densità medie più simili a quelle europee o asiatiche che non a quelle africane.
I primi abitanti a insediarsi nella zona furono i pigmei dediti alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei. Poi, dal sud arrivarono gli hutu,contadini che occuparono le aree più aperte degli altipiani confinando i pigmei nelle foreste verso il Congo. Nel 13°secolo, dalle alte terre dell’Etiopia,scesero i tutsi, pastori che imposero il loro dominio. Nel 17°secolo,vi erano due regni,entrambi dominati dai tutsi.

Dalla fine dell’Ottocento e per oltre un secolo,queste terre furono colonie europee. Nel 1884 ebbe inizio il dominio de tedeschi,che si impadronirono delle terre migliori,ma rispettarono i rapporti di forza fra le diverse etnie.
Lo stesso fecero i belgi,che nel 1919 subentrarono ai tedeschi,sconfitti nella Prima guerra mondiale: ancora oggi la lingua ufficiale è il francese,come nel resto dell’Africa centrale.
Con l’aumento della popolazione le rivalità fra tutsi e hutu si accentuarono. I primi per le loro mandrie necessitavano di ampi spazi liberi. I secondi recintavano i loro campi per proteggerli dal bestiame.
Con l’indipendenza ottenuta nel 1962,la situazione precipitò. Gli hutu maggioritari,ebbero per la prima volta il potere,ma i tutsi ruandesi non si rassegnarono e nel 1990 diedero il via a una guerra civile, che si trasformò,soprattutto per i tutsi,in una enorme tragedia: veri e propri massacri di massa decimarono la popolazione e provocarono l’esodo di centinaia di migliaia di profughi; eccidi e migrazioni di persone in fuga si ripeterono anche nel vicino Burundi.
In Ruanda la guerra civile è terminata nel 1994,con la sconfitta degli hutu.
Nel 2007 è stato proclamato un indulto per gran parte dei responsabili delle stragi del 1994, nell’ambito del piano di riconciliazione nazionale promosso dal governo. Nel Burundi invece le violenze interetniche sono proseguite a lungo,tanto che nel 2004 l’ONU inviò i suoi ‘’caschi blu ‘’; ancora oggi il Burundi vive in una situazione di calma precaria.

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