Più di centomila anni fa l'oceano Pacifico era una vasta distesa d'acqua inabitata da uomini ma abitata da animali selvaggi. Cinquantamila anni fa dall'Indocina gli Aborigeni arrivarono a popolare l'Australia sviluppando una propria cultura. Ciò fu favorito dal clima freddo e dalla vastità dei territori che spinsero gli Aborigeni a non vivere in grotte per paura degli animali selvatici e feroci ma sotto rocce aggettanti. Essi erano dediti alla caccia e alla raccolta dei frutti spontanei; per questo essi non furono sedentari ma nemmeno inventori e/o costruttori. Le loro invenzioni (più di invenzioni si può parlare di oggettivi primitivi) furono il boomerang per uccidere gli animali e il didjeridu (uno strumento a fiato simile al flauto ma molto più lungo e possente); del resto non pensarono a lasciare molte tracce né si stancarono a costruire strade, ponti, edifici (tranne quei pochi di culto), ecc... Con l'arrivo degli Europei, gli Aborigeni cominciarono a diminuire a causa di malattie a loro sconosciute come la febbre, il morbillo, ecc... e quei pochi rimasti furono sterminati nel 1778 in seguito alle esplorazioni del britannico James Cook e alla diminuzione del cibo. Tuttavia ancora oggi vivono a Nord-Est del Pacifico alcuni popoli Aborigeni che nel 1967 hanno avuto il diritto di voto e hanno potuto vivere serenamente con le popolazioni "bianche" senza essere discriminati e/o sfruttati come all'inizio. Questo popolo è tutt'ora famoso per le incisioni rupestri che sono riportate nel Kakadu National Park e per il loro amore della natura che ha portato gli studiosi a capire che loro non inventarono né costruirono niente perché non volevano rovinare la bellezza naturale come hanno fatto i colonizzatori e come fanno ancora oggi gli uomini provocando l'ira della natura. Bisogna prendere esempio dagli Aborigeni imparando a conoscerli e studiandoli senza disturbare il loro habitat..

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