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I quattro mondi

Il mondo venne suddiviso nel blocco dei paesi dei paesi capitalisti, primo mondo, (Canada, USA, UE, Giappone e Oceania) e nel blocco dei paesi socialisti (URSS e Cina), secondo mondo.
Gli eventi economici e politici degli anni Novanta hanno, però, modificato questo scenario.
Il comunismo è praticamente scomparso e anche quei paesi che mantengono strutture economiche di tipo socialista (Cina, Cuba) hanno accolto alcune regole dell'economia di mercato.
Non esiste più, quindi, un secondo mondo socialista: le economie ex-comuniste sono scivolate di peso nel Terzo mondo, anche se con le loro risorse tecnico-scientifiche potrebbero riprendere in tempi brevi la via dello sviluppo.
La definizione Terzo mondo venne coniata nel 1952 da un economista francese il quale, partendo dalla considerazione che il mondo era diviso nel blocco dei paesi capitalisti e nel blocco dei paesi socialisti, individuò una terza serie di Stati caratterizzati dal fatto di essere meno sviluppati e quindi dipendenti dall'estero sotto il profilo tecnologico e finanziario. Successivamente nacque l'espressione Quarto mondo per indicare paesi privi di risorse e senza possibilità di migliorare la loro situazione.

I paesi del Sud del mondo, come si è visto, non sono una realtà compatta ed omogenea. La differenziazione appare evidente se si considerano gli Stati che hanno puntato per il proprio decollo economico sull'industria, migliorando l'economia dagli anni '70 fino ad imporsi come nuovi protagonisti sul mercato internazionale.
Per indicare questi paesi è stata coniata la sigla NIC (Paesi di Nuova Industrializzazione).
Vi rientrano alcuni paesi asiatici detti "dragoni dell'Asia", inseriti nell'area economica del Giappone (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Singapore, Thailandia, Malaysia) e anche, se con meno fortuna, stati come la Turchia, il Messico, l'Argentina, il Cile.
Tra i Paesi in marcia verso lo sviluppo, sono compresi:
— le repubbliche dell'ex Unione Sovietica, i paesi dell'Europa centrale e balcanica e la Corea del Nord;
— Brasile, Cile, Argentina, paesi del Magreb;
— Cina
In tali paesi ci sono buone risorse naturali e un certo sviluppo industriale; forte la presenza di multinazionali.

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