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La desertificazione

La terra è composta da uno strato superficiale che fornisce nutrimento alle piante e agli animali. Se però questo strato non è protetto può anche scomparire a causa dell’attività erosiva provocata dal Sole, dal vento e dall’acqua. La miglior protezione dei suoli è la vegetazione. Esistono però chiazze di terreno degradato che, anche se si trovano molto lontani dai deserti, possono espandersi, unirsi l’una all’altra e creare condizioni simili a quelle desertiche. Le attività umane hanno un ruolo molto importante nei processi di desertificazione. Alcune delle cause sono: la deforestazione, le coltivazioni intensive e monoculturali e gli allevamenti, che eliminano la vegetazione. Il deserto del Sahara è il deserto più esteso del mondo, esso si allarga verso sud ad una velocità di 48km l’anno: in Cina invece le tempeste di sabbia minacciano molti campi coltivati. Queste brutte notizie purtroppo negli ultimi anni sono aumentate molto e la situazione diventa sempre più grave. Secondo il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, un terzo della terra è minacciata dalla desertificazione. Inoltre, la popolazione mondiale è messa a rischio perché anche la coltivazione e i pascoli diventano meno produttivi. Il degrado dei suoli fa diminuire fortemente anche la produzione di grano, che è l’alimento base dell’ambientazione mondiale. E così minaccia la possibilità di soddisfare le esigenze alimentari della popolazione. L’11% della superficie vegetale della Terra, negli ultimi quarantacinque anni è stata degradata dalle attività agricole dell’uomo e circa 5 - 12 milioni di ettari all’anno non possono essere utilizzati per sfruttamento agricolo, a causa dell’aridità del terreno. Le zone più colpite dalla desertificazione sono l’Africa e l’America settentrionale.

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