riki3u di riki3u
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Uno degli ultimi argomenti trattati in geografia è lo studio generale della povertà nel mondo e delle conseguenze che vengono provocate in politica, in economia e nella vita quotidiana.
In particolare ci siamo dedicati maggiormente allo studio di questi argomenti riguardanti l’Africa ascoltando anche la testimonianza di una ragazza, Marta Populin, che lavora per l’aiuto e lo sviluppo dell’agricoltura e della messa in pratica di nuove tecniche per la coltivazione.
La discussione si è incentrata maggiormente su uno degli stati africani: il Niger.
Questo Stato, è un po’ l’esempio e la traccia di tutti gli altri stati del Nord e Centro-Africa in ambito politico ed economico.
Questo Stato, situato al centro sud del Sahara al confine est con la Nigeria, ex colonia francese ora una repubblica semi-presidenziale, è un territorio con scarsa vegetazione e in piena desertificazione.
Tale fenomeno è causato dal clima arido e soprattutto dal continuo sfruttamento del terreno per l’agricoltura; infatti i ¾ della popolazione si occupa del settore agricolo che di conseguenza determina una certa arretratezza e una scarsa produzione di colture con cui vivere dato che i territori non sono molto fertili. La produzione quindi diventa un agricoltura di sussistenza e di autoconsumo.
Questo si allaccia all’economia del Paese facendo in modo che da questo grande settore non si ricavi niente (agricoltura di sussistenza equivale a produrre esclusivamente per sopravvivere) o pochissimo e le uniche altre fonti di guadagno dello Stato sono la vendita di materie prime poiché il turismo è quasi nullo e l’industrializzazione non risulta molto sviluppata.
Tutto ciò però è reso ancora meno remunerativo dallo sfruttamento delle grandi multinazionali e degli stati ex colonizzatori.
Questi ultimi esercitano un grandissimo condizionamento nella politica locale facendo i loro interessi. In quanto ex colonie (il Niger era colonia della Francia) fanno dei prezzi “favoriti” ai paesi colonizzatori vendendo le uniche fonte di guadagno (le materie prime) a un prezzo ancora più basso di quello che è.
Qui intervengono le multinazionali che avendo il controllo quasi totale del commercio globale inducono ad abbassare ancora di più il prezzo di vendita del materiale per poi comprarlo e rivendere il prodotto finito a dei prezzi elevatissimi.
L’influenza delle multinazionali si sente anche nel settore dell’assistenza sanitaria dove i medicinali scarseggiano in quanto molto costosi rispetto alle possibilità economiche dell’intera popolazione che non guadagna abbastanza per poterseli comperare.

L'Africa è in assoluto il continente più povero e mancano del tutto stati con un elevato reddito medio pro capite. Nella metà degli stati africani infatti, la popolazione vive con meno di un dollaro al giorno; nel Burundi, lo Stato più povero della Terra, il reddito medio per persona annuo è intorno ai 100$: un quarto di dollaro al giorno.
La povertà diffusa in questi territori condiziona molto la vita delle persone e si manifesta attraverso malnutrizione, denutrizione, analfabetismo e la diffusione di malattie che quasi sempre portano alla morte.
La vita quotidiana di queste persone si svolge per la maggior parte del tempo nei campi, perché bisogna coltivare ed avere qualcosa da mangiare per sopravvivere.
La loro razione quotidiana e solitamente una ciotola di miglio reso pastoso dall’aggiunta di acqua che molte volte è inquinata mentre alla sera si aggiunge un po’ di pomodoro.
I “più ricchi” possono permettersi un pezzo di carne ma molti riescono a malapena a mangiare una razione intera. La continua sbagliata alimentazione provoca numerose vittime specialmente tra i bambini.
Le famiglie sono molto numerose infatti in media una donna partorisce dalle 6 alle 9 volte ma un bambino su quattro non supera i primi 3 anni.
A tutti questi punti negativi si contrappone l’aiuto degli organismi internazionali in particolare delle ONG (Organizzazioni Non Governative) e delle campagne contro l’abbattimento del debito estero dei Paesi più poveri.
Le principali associazioni che aiutano la popolazione africana in vari modi sono:
l’UNICEF aiuta lo sviluppo dei bambini con i progetti di scolarizzazione e di protezione contro le malattie, OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e Medici Senza Frontiera che si occupano in particolare della campagna della prevenzione contro l’ AIDS ( vera emergenza sanitaria in Africa) e altre malattie infettive, la FAO si occupa dello sviluppo agricolo del paese mentre l’ONU interviene nel tentativo di placare le numerosi guerre civili presenti sul territorio africano.

La campagna “Cancella il Debito” si riferisce alla proposta di annullare il debito che i paesi in via di sviluppo hanno nei confronti dei paesi industrializzati. La proposta fu oggetto di una vasta campagna negli anni novanta, condotta da una grande coalizione di organizzazioni non governative, e il cui scopo fu quello di ottenere l'abolizione del debito per l'anno 2000. In questa occasione anche Papa Giovanni Paolo II si espresse pubblicamente in favore della cancellazione del debito.
In seguito alla campagna, la cancellazione del debito venne infatti presa in considerazione da molti governi occidentali e divenne un obiettivo esplicito di organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la World Bank. Soprattutto, venne varata l'iniziativa nota come HIPC (Heavily Indebted Poor Countries), il cui scopo è garantire l'annullamento sistematico del debito per le nazioni più povere, cercando al contempo di garantire che vengano prese azioni allo scopo di ridurre la povertà di tali paesi.
Nonostante il quadro generale di estrema povertà però, negli ultimi anni, il Pil del continente ha cominciato a crescere un po' dappertutto. Il merito è soprattutto del petrolio.
Il recente impetuoso sviluppo della Cina ha provocato una forte domanda di materie prime che vengono richieste sempre di più da quest’ultima agli stati africani i quali, in cambio, ricevono aiuti sotto forma di tecnologia e infrastrutture (strade, ponti, edifici, scuole,ecc.)
Personalmente ritengo che il continente africano abbia enormi potenzialità sia in termini di risorse economiche che di risorse umane e che sia un dovere morale dei paesi industrializzati aiutare i vari stati africani a raggiungere quel livello minimo di condizioni di vita e di sviluppo socio-economico tale da consentire ai rispettivi abitanti una vita dignitosa.

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