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io non capisco come di fronte al significato politico di questa riforma si possa votare no... certo il fatto che l'abbia fatta il centro destra è un ottimo motivo per chi è comunista o simpatizzante, ma il fatto che dopo 60 anni finalmente lo Stato finalmente si rinnova alle sue basi non è un evento straordinario?
è inutile parlare oggi se questa sia una buona o una cattiva riforma , ci sarà il tempo di correggerla, ma politicamente il significato del risultato sarà chiaro : se passa il no la costituzione non cambierà per il prossimi 20 anni!
E' questo l'unico argomento valido, che ha pagato a favore del terrorismo fatto da Rutelli, Scalfaro, Fassino e putroppo l'Italia resta un paese che di fronte alle paure preferisce nascondersi piuttosto che affrontarle!
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Riporto questo articolo da "Il Mattino" del 20/06/2006, citato anche da Carlo Azeglio Ciampi.

FRANCESCO PAOLO CASAVOLA*

COSTITUZIONE, REFERENDUM E REVISIONE

I dibattiti sul referendum sembrano nascondere, o almeno non illuminare abbastanza, due dati di fatto, che di revisione della Costituzione si discute da oltre un quarto di secolo, e che malgrado i limiti stretti del procedimento di revisione stabilito dall'articolo 138, utile per modifiche puntuali e circoscritte, la tendenza era ed è stata di cambiare forma di Stato e di governo. Senza che nessuno si accorga che così si va contro il divieto dell'articolo 139: «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». La lettura diffusa di questo testo, nel senso ch'esso vieta la restaurazione della monarchia, è banale e riduttiva. La forma repubblicana salvaguardata è quella scelta dall'Assemblea costituente, vale a dire la forma di Stato unitario, la Repubblica «una e indivisibile» dell'articolo 5, e la forma di democrazia parlamentare, come forma di governo. Passare dallo Stato unitario allo Stato federale, dal governo parlamentare al premierato che non ha contrappesi né nel presidente della Repubblica né nel Parlamento, non si può con revisione della Costituzione, perché la Costituzione lo vieta. Solo dopo essersi chiarita questa idea, si può passare a contrastarsi sui dettagli. Non senza peraltro sbarazzarsi di due pregiudizi, che chi vuole la revisione e raccomanda di votare «sì» è progressista e moderno, chi non la vuole e raccomanda «no» è conservatore e vecchio (anche di età, come taluno ha insinuato). In verità la Costituzione è accusata dai modernizzatori per essere nata quando gli italiani erano per due terzi contadini o abitanti in paesi rurali e per un terzo cittadini e ceto medio, mentre oggi la proporzione è rovesciata, che nel frattempo la società, la cultura, la scienza, le tecnologie, gli stili di vita si sono evoluti, quasi che le costituzioni debbono avere le vite brevi delle generazioni e non invece stabilire l'identità storica di un popolo nel patrimonio dei suoi valori e principi fondamentali e delle regole dei suoi ordinamenti. Se i modernizzatori nostrani fossero nati sull'altra riva dell'Atlantico, quanto avrebbero sofferto con una Costituzione, quale la nord-americana, viva e vegeta dalla fine del XVIII secolo? Costoro scambiano per Costituzione un'autorizzazione a governare per interessi congiunturali o particolari. Ma oltre che di vetustà la Costituzione è imputata di sovietismo, perché negli anni della Costituente la cultura politica egemone sarebbe stata quella comunista. Quanto la civiltà liberale e il cattolicesimo democratico abbiano contribuito alla formazione della Carta è del tutto dimenticato dai critici di oggi. Ma veniamo ai pretesi miglioramenti della riforma. Si supera il bicameralismo perfetto, e si riduce il numero dei parlamentari, guasti che davvero invocano rimedio, ma come? Lasciando accanto alla Camera dei deputati un Senato, chiamato federale solo perché sotto questo nome fittizio si contrabbanda il mutamento vietato dalla Costituzione della forma unitaria dello Stato, e composto da senatori eletti su base regionale, esattamente come si eleggono oggi, con in più la contestualità con le elezioni dei consigli regionali. Quanto al potere legislativo della Camera nazionale e di quella sedicente federale, esso dà luogo a due processi di legiferazione monocamerali, a seconda delle materie, un processo di legiferazione bicamerale, più altre forme miste eventuali, quando l'una Camera richieda di correggere e di decidere in via definitiva sul provvedimento dell'altra, previa intermediazione dei presidenti dei due rami del Parlamento o di un comitato paritetico di senatori e deputati da loro nominati, o richiesta del primo ministro autorizzato dal presidente della Repubblica. Su materie ripartite tra Stato e Regioni, con la improvvida fretta della revisione del titolo V della Costituzione, varata dal centrosinistra della XIII legislatura, e che ha già prodotto un mostruoso contenzioso dinanzi alla Corte costituzionale, non gioverà l'introduzione dell'interesse nazionale, che anzi moltiplicherà i contrasti tra le due Camere e agevolerà ritardi e paralisi del processo legislativo e la conflittualità politica nell'intero Paese. Quanto alla forma di governo, il premier sostanzialmente eletto dal popolo, che se sfiduciato scioglie la Camera, e se sfiduciato solo all'interno della sua maggioranza, ipotesi già di per sé di terzo grado, si dimette per essere sostituito da un suo sodale, che può porre questioni di fiducia a una Camera subalterna al suo potere di iniziativa di scioglimento, che cosa significa se non l'uscita dal principio delle democrazie costituzionali che ogni potere è bilanciato da un altro potere? La Corte costituzionale avrà sette membri, eletti tre dalla Camera e quattro dal Senato federale, contro otto, di nomina presidenziale per una metà e di elezione dalle supreme magistrature per l'altra metà. Diverrà un'altra Camera politica, altro che organo di garanzia! E la devolution, cioè competenza esclusiva delle Regioni a legiferare su organizzazione sanitaria, istruzione e polizia amministrativa, priverà il cittadino del principio di uguaglianza dinanzi a beni essenziali, disponibili solo da quell'unico sovrano che è la Nazione. Dire «no» può rimettere in moto un processo di revisione coerente con i valori irrinunciabili di uno Stato costituzionale, che non ha una Costituzione di destra o di sinistra, ma di tutti e per tutti.
Francesco Paolo Casavola*

da "Il Mattino" del 20/06/2006

* storico del Diritto Romano, docente di Istituzioni di Diritto Romano e Storia del Diritto Romano nelle università di Bari e Napoli. Giudice e, poi, presidente della Corte Costituzionale. Ha fatto parte della Commissione di Arbitrato per la Ex-Jugoslavia ed è stato Garante per l'editoria e per la radiodiffusione.
bobby charlton-votailprof
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"Sean85":
è inutile parlare oggi se questa sia una buona o una cattiva riforma , ci sarà il tempo di correggerla

Vabbè, non è che stiamo parlando del regolamento di condominio. :lol:

8)
rockwell78-votailprof
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ti dico una cosa sean... io capisco ke magari una maggioranza ke ha i numeri provi a cambiare uno, due articoli della costituzione poikè ritiene di doverli aggiornare o perkè magari sono cambiati i tempi etc... ma cambiarne 50 equivale a stravolgere completamente la costituzione... allora se la si vuole stravolgere per aggiornarla va bene ma non a colpi di maggioranza e ponendo la fiducia, poikè si era promesso alla lega nel 2001... lo si fa tutti insieme cercando quelle larghe intese ke ci furono nel '46-'48... se passasse sto referendum sarebbe quasi un colpo di stato... è una vergogna...
ma poi guarda ke sia gli udc ke an non sono così d'accordo ne si sono sbilanciati così tanto per questo referendum poikè sta riforma è stata semplicemente una promessa fatta alla lega ke dovevano mantenere sennò si presentava da sola alle politike del 9 aprile...

poi non voglio entrare nel merito dei 4 "saggi"... calderoli nania d'onofrio e quell'altro....

"Bobby Charlton":
[quote="Sean85"]è inutile parlare oggi se questa sia una buona o una cattiva riforma , ci sarà il tempo di correggerla

Vabbè, non è che stiamo parlando del regolamento di condomino. :lol:

8)[/quote]

bobby sei un grande!!!
rospo-votailprof
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sai come si fa... vai là e metti una crocetta sul NO!!!
certo il fatto che l'abbia fatta il centro destra è un ottimo motivo per chi è comunista o simpatizzante
certo la maggior parte dei costituzionalisti italiani, Ciampi e tanta altra gente è indubbiamente comunista...me lo ricordo Ciampi che aiutava i partigiani di Tito...
è inutile parlare oggi se questa sia una buona o una cattiva riforma
e di che parliamo, di che ha fatto l'italia contro gli USA?!?!?! che ci sta a fare il referendum confermativo?!?!?!?!
Per piacere leggiti gli articoli sulla formazione delle leggi, 70 e ss., e poi dimmi se hai il coraggio di andare a votare SI!!!
bobby charlton-votailprof
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Tempi certi...

...comunque è un post inutile, non temete, il sì non vincerà mai!
rospo-votailprof
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conosci una cosa chiamata scaramanzia...porc vacc!!!
bobby charlton-votailprof
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No, no, non sono scaramantico! NO! Senza pietà! :lol:
peperoncino-votailprof
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Sono daccordo sul fatto che la riforma possa suscitare perplessità perchè modifica 50 articoli, sono daccordo che non essere in linea con quel che dice l'opposizione sia la "regola" che "unisce",ma sono stupito di quanto i "conservatori" siano superati per conservatorismo dalle file dell'Unione. Probabilmente la paura di cambiare la strada vecchia per la nuova è più forte del vantaggio che potrebbe cavarsene.La costituzione firmata dai padri fondatori, risponde alle esigenze dettate dalle circostanze storiche di un'Italia fragile, stretta dallo spettro di un ritorno all'autoritarismo,un Italia che non riflette la realtà odierna. Per quale masochistica ragione dobbiamo regolare la società contemporanea con un impianto normativo che non risponde nella maniera più efficiente alle esigenze di dinamicità, ammodernamento,dunque competitività, che connotano la nostra realtà? Quanto tempo ci vuole per fare una legge? Quante maledette navette il paese deve attendere mentre situazioni, rapporti giuridici attendono. Poter eleggere il premier, non risponde a esigenze di democrazia che la storia recente della repubblica vede calpestate? Se avessi perso il senno e avessi votato presidente del consiglio Prodi anni fa, mi sentirei come gli italiani che allora lo hanno votato ,leso nei miei diritti di amministrato, quando esigenze politiche, crisi lasciano che il sottobosco politico decida di cambiare la guida che IO ho scelto con il mio voto di dare al governo.Lo stato è troppo grande e troppo piccolo per far fronte a certi problemi, il decentramento rappresenta la soluzione più efficace e vicina al cittadino. Se oggi a napoli è consolidata la prassi di riversare sempre sul governo nazionale le sciagurate conseguenze delle decisioni regionali, forse una volta tolto il paravento qualcosa cambierà,non ci saranno più scuse, non si gioca più a scarica barile, non si "MANGIANO" più i soldi che si lamenta non arrivino, le scelte dell'amministrazione entrano meglio nelle case del popolo, che invece di dare voti di favore o di scambio, forse passata la mano per la coscienza decide quel che veramente faccia il bene del paese. Perchè dobbiamo rifiutare la possibilità di liberarci da questo spreco di tempo, di risorse, di denaro, di efficienza, di ammodernamento?
sdengo-votailprof
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Dell'impianto costituzionale attuale andrebbe cambiata una cosa sola: il bicameralismo paritario. Un'anomalia tutta italiana e, nei fatti, una vera e propria cazzata che paralizza il processo legislativo. Per il resto, va benissimo così com'è.
rospo-votailprof
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porca vacc!!!
scusate se nn mi esprimo in termini giuridici, ma per un'analisi seria ci vorrebbe molto tempo!
Siete tutti studenti di Scienze politiche e nn vi potete appoggiare sulla stupida dicotomia comunista fascista!
Questa riforma è scritta male, e farà solo danni!!!
Ve lo ripeto leggetevi ( per chi non l'ha già fatto ) gli art sulla formaz delle leggi, sono scritti in un maniera vergognosa!!!
Non si può votare questa costituzione di Lorenzago, l'ha scritta Calderoli, non è stata sfruttata nemmeno la penna di un Veneziani, di un Bruno Guerri, di un Buttafuoco!!!
Non si potrà mai più leggere l acostituzione alla scuole medie!!!
Negli USA, e chiamo in causa una nazione non proprio campione di democrazia secono i miei criteri valutativi, ma molto cara al centro-destra, la costituzione consta di VII art ed è stata emendata solo 27 volte e spesso in parti non importanti ( vietare gli alcolici ).
Credo che l'artt 70-71-72 della nuova costituzione siano lunghi quanto tutta la costituzione americana e scritti molto peggio.
Inoltre in Italia ben179 costituzionalisti e tutti i più importanti hanno consigliato di votare NO a questa pessima riforma!!!
Leggete il testo e poi venite in questo forum e ditemi che questa può essere la costituzione di un paese civile!
Non venitemi a dire facciamola e poi la modifichiamo in qualche punto, caxxo è la costituzione mica una ricetta di Vissani che se ci aggiungiamo un pizzico di sale migliora!!!
oh, ma stiamo scherzando cambiare tanto per cambiare, cambiare arronzando è più dannoso che nn cambiare proprio!
Paura di cosa, del futuro? Ma va là, questa è retorica da quattro soldi!!!
Leggete il testo paragonatelo con la vecchia costituzione e pensate alle esigenze degli italiani ( non vostre private ) e poi tornate in questo forum e ditemi: voto SI!!!
Sfogo pre-voto :D
bobby charlton-votailprof
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"sdengo":
Per il resto, va benissimo così com'è.

Puro vangelo! ( direbbe Tex Willer)
peperoncino-votailprof
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VOTO SI!

(per inciso Nonè retorica da quattro soldi)
nonindifferente-votailprof
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"Peperoncino":
VOTO SI!
(per inciso Nonè retorica da quattro soldi)
HO VOTATO SI!!! 8)
rospo-votailprof
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Sono daccordo sul fatto che la riforma possa suscitare perplessità perchè modifica 50 articoli, sono daccordo che non essere in linea con quel che dice l'opposizione sia la "regola" che "unisce",ma sono stupito di quanto i "conservatori" siano superati per conservatorismo dalle file dell'Unione. Probabilmente la paura di cambiare la strada vecchia per la nuova è più forte del vantaggio che potrebbe cavarsene.
Mi dispiace ma questa è retorica da quattro soldi!!!
Sei daccordo su tutto ma voti SI?!?! Ma che abbiamo modificato la carta igienica o la carta costituzionale...50 strati di nefandezza!!!

Pagine: 12

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