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Ciao a tutti,
mi e' venuta un idea. Perche' non proviamo a mettere tutte le aree di interesse del servizio sociale cosi' che se c'e' qualcuno che vuole fare la tesi si copia la bibliografia da qua sopra?
Silvia
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Devianza (CSSA, TpM, prefettura)
Dipendenze
Diritti umani
Disabilità
Donne (violenza, prostituzione)
Economia solidale (assegno sociale, detrazioni, etc.)
Ergonomia (LSU, l.68/99, attività sindacale)
Formazione (Srss, DU, CdL, ricerca, tirocinio)
Igiene mentale
Immigrazione
Integrazione socio-sanitaria (presidio ospedaliero, ADI, consultorio)
Mediazione familiare
Minori
Pianificazione sociale
Scuola
Segretariato sociale
Senilità
Senza fissa dimora
Servizi residenziali (Iacp)

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Decisamente interessante questa inziativa. Permettimi di aggiungere una nuova categoria che si sta affermando in questi e su cui purtroppo c'e' ancora molto scetticismo. Si tratta della COMUNITA DI PRATICA, che poi e' quello che stiamo facendo adesso (qui' su unimagazine): organizzare una comunita' virtuale finalizzata alla produzione concreta di attivita' didattica e sociale. Ti faccio un esempio ammettiamo che man mano che il numero di iscritti aumenti, sopraggiunga il desiderio di voler costituire un'associazione che si occupi di proporre iniziative formative. Un altro esempio e' la condivisione degli appunti che e' gia' una rivoluzione se pensi che prima, e ancora per molti sfortunati purtroppo, e' il bar che gestisce il bussiness didattico. Spero che la mission della comunita' di pratica, intesa come sussidiaira alle istituzioni e non sostitutiva, sia compiuta di qui a venire.
Italo
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Ciao a tutti,
qui' di seguito riporto una traccia di una tesi svolta sulle comunita' di pratica, interessante per chi vuole approfondire questo argomento. Italo

Testo tratto da:

Università degli studi di Trento, Facoltà di Sociologia, Organizzazione dei Sistemi Informativi Aziendali, A.A. 2006/2007

“ UN ESEMPIO DI STRUMENTO DI DISCUSSIONE A CARATTERE COLLABORATIVO: IL FORUM ”
5.1 DEFINIZIONI TEORICHE DEI “FORUM DI DISCUSSIONE”

Con il termine “forum” facciamo riferimento all'intera struttura informatica contenente dei messaggi scritti dagli utenti, che sono tra loro accomunati da un senso di “comunità virtuale” sviluppatosi attorno all’argomento di discussione. Si tratta di un vero e proprio spazio virtuale di interazione a-sincrona tra gli utenti. Allora i forum di discussione rappresentano dei punti di incontro in rete, in cui i vari utenti, tramite l’inserimento di una serie di messaggi, possono discutere su svariati argomenti, leggendo le opinioni altrui ed, al contempo, intervenendo per esprimere le proprie. Temi come la tecnologia, i videogiochi, la politica, l'attualità e lo sport costituiscono degli argomenti di discussione tipici, anche se esistono dei forum che coprono molte altre tipologie di argomento. I forum sono utilizzati sempre più frequentemente anche dalle aziende e dalle imprese: essi costituiscono una sorta di supporto on-line alla vendita e alla sponsorizzazione dei vari prodotti, consentendo di relazionare i dipendenti, interni ed esterni, gli uni agli altri. Dopo aver chiarito cosa si intende con il termine “forum” ed aver indicato alcuni esempi di applicazione, è utile presentare un breve excursus storico che ne mostra il suo sviluppo sommario.

“I forum si radicano all’interno delle BBS (Bullettin Board System)[1] ”, cioè delle banche dati a carattere amatoriale. Più precisamente il “BBS” consiste in un computer che utilizza un software che consente agli utenti esterni di connettersi ad esso tramite la linea telefonica.

La prima versione di tale BBS venne realizzata nel 1977 da due studenti dell’Università di Chicago, Ward Christensen e Randy Suess. Tramite le BBS si poteva usufruire di servizi come la posta elettronica, il download di file sia “shareware” che “freeware”, le chat ed infine i forum. Oggi, in verità, le BBS rappresentano solo un passatempo per gli appassionati, e sono state soppiantate dall’uso più facile e più diffuso di Internet. Considerando il livello strutturale dei forum possiamo affermare che prevalentemente esistono tre tipologie:

1) I forum di tipo “privato”.

Essi sono accessibili unicamente agli utenti registrati, che per entrare nel forum devono essere autorizzati dal responsabile del forum.

2) I forum di tipo “protetto”.

Essi sono accessibili ed aperti a tutti, ma la partecipazione è limitata solo agli utenti iscritti al forum.

3) I forum di tipo “pubblico”.

Essi sono caratterizzati dal fatto che chiunque può parteciparvi, leggendo i messaggi altrui oppure scrivendone di nuovi, senza la necessità di doversi iscrivere.

Presenteremo di seguito alcune caratteristiche salienti che qualificano i forum come tali:

a) I forum, essendo il più delle volte integrati in un sito web, ci forniscono la sensazione di un luogo specifico, che crea quel “senso di appartenenza” tra persone geograficamente distanti. Ciò permette di edificare quella sorta di "comunità virtuale”, in cui gli utenti si riconoscono e si identificano costantemente in un medesimo gruppo di discussione.

b) I forum sono immediati e diretti, nel senso che offrono un contesto visibile alla conversazione, favorendo in tal modo l’inserimento dei nuovi utenti che possono rapidamente comprendere quale sia l’argomento della discussione e le relative opinioni.

c) I forum incoraggiano gli utenti a differenziarsi in sottogruppi, attraverso i quali si sottolineano i singoli problemi e gli aspetti peculiari di ogni argomentazione,

rispetto ai quali tutti gli utenti iscritti possono confrontarsi e discutere.

d) I forum permettono di archiviare tutti i messaggi inseriti, tracciando così in maniera indelebile la storia della stessa comunità virtuale. Infatti, a differenza delle chat, che sono degli strumenti comunicativi a carattere sincrono, i forum presentano invece la caratteristica della a-sincronicità, poiché i messaggi vengono scritti e letti in periodi di tempo tra loro diversi. Ma come si accede e come si utilizza un forum di discussione? Molti forum

richiedono la registrazione dell'utente prima di poter inviare dei messaggi e in certi casi, anche per poterli leggere. Anche nel nostro forum di discussione è emersa l’esigenza iniziale di registrarsi, dato che si è deciso di fare riferimento ad uno dei sistemi interni all’università, quale la comunità on-line.


Le due figure di rilevo nei forum, al di là degli utenti, sono: gli amministratori ed i moderatori. In genere, gli amministratori sono i gestori di un forum ed hanno la facoltà di modificare, cancellare e spostare ogni tipo di messaggio, a seconda delle loro esigenze e necessità. Essi possono anche chiudere il forum stesso oppure modificarlo; apportare dei cambiamenti al software, ed infine cancellare gli utenti precedenti o permettere l’accesso ai nuovi utenti. Il ruolo dei moderatori consiste nel supportare le attività svolte dagli amministratori, ma rispetto ad essi dispongono di poteri minori: prevalentemente i moderatori si occupano infatti di mantenere l’ordine e di favorire il rispetto delle regole.

In riferimento alle forme linguistiche utilizzato nei forum, possiamo notare come ci si avvalga di termini prettamente di provenienza inglese. Di seguito presenteremo alcune “anglicismi” impiegati nel nostro forum di discussione:

• “nickname”, cioè il nome o lo pseudonimo dell’utente. Spesso viene anche accompagnato dalla foto o il logo che lo identifica come utente specifico di quel gruppo di discussione.

• “post”, cioè il messaggio testuale che contiene un opinione ed un commento e che viene altresì inviato al fine di essere pubblicato. L’atto del lasciare o dell’affiggere un messaggio è espresso con il verbo italianizzato “postare”.

• “reply”, cioè la risposta dell’utente rispetto al messaggio con cui intende confrontarsi.

• “embedded reply”, cioè un messaggio di risposta con l’inserimento in tutto o in parte del messaggio precedente (quoting)

• “topic” o “thread”, cioè l’argomento generale della discussione, che si sviluppa attraverso una serie di domande e di risposte.

• “flame”, che designa una discussione accesa, offensiva e perturbante (www.wikipedia.it).

Possiamo trovare alcuni degli elementi caratterizzanti sopra citati in questo esempio, tratto dal nostro forum:

Oltre al forum ci siamo occupati dell’analisi di altri due strumenti di collaborazione e di comunicazione on-line: le “mailing-list” ed i “wiki”. Per entrambi ci soffermeremo ad esaminare le loro proprietà basilari.

La mailing-list consiste in una serie di indirizzi (nel nostro caso l’esempio più evidente è quello delle mailing list utilizzate per mandare messaggi a gruppi di studenti) a cui un messaggio comune viene inoltrato. La mailing list permette di semplificare le modalità di comunicazione collettiva. Essa assume le stesse caratteristiche delle e-mail:

a-sincronicità e a-fisicità. La mailing-list si focalizza su una specifica area di interesse (il cosiddetto “topic”) ed in essa il mittente trasmette delle informazioni più o meno

rilevanti. E’ palese l’importanza che questi mezzi informatici rivestono nei nostri confronti: nel nostro piccolo, infatti, ce ne serviamo per ricevere comunicazioni,

informazioni, appunti e per coordinarci come “gruppo-classe” anche quando fisicamente siamo separati, consentendoci di lavorare in maniera comunque efficace. A differenza di mailing list e di forum, wiki nasce nel nuovo millennio, seguendo una filosofia completamente nuova, che prevede la condivisione di un documento in un contesto di libero scambio di informazioni. Il “mondo wiki” che spesso si incontra navigando nel web risulta ancora più affascinante se si conosce il suo back ground di stampo prettamente collaborativo. Pensiamo ad esempio a Wikipedia, che rappresenta una sorta di enciclopedia virtuale nella quale tutti gli utenti possono contribuire alla sua stesura,

arricchendola di informazioni e di contributi personali.

Fatto questo brevissimo excursus storico ed esplicativo torniamo a considerare il nostro caso di studio peculiare.

5.2 FORUM COME STRUMENTO A SUPPORTO DEI “TOPIC DI DISCUSSIONE”

Il forum ci è servito come supporto alla realizzazione di una discussione interattiva e partecipativa, arricchita sulla base di proposte, osservazioni e contributi personali e volta a definire quattro tematiche di interesse condiviso. Per ognuna di esse, avvalendosi degli interventi provenienti da ogni gruppo di lavoro, si sono evidenziati in

maniera netta gli aspetti strutturali, i confini e/o limiti ed infine gli obiettivi di ogni proposta dei casi di studio.

I forum attivati sono stati quattro, frutto di proposte provenienti da noi “collaboratori”, su tematiche abbastanza diverse le une dalle altre, ma comunque con

elementi comuni.

Essi sono:

◙ sistema informativo volto alla gestione delle esigenze dei giovani

◙ sistema informativo volto all’assistenza delle imprese

◙ sistema informativo volto alla gestione della vendita on-line

◙ servizio informativo volto alla gestione degli eventi congressuali

Per l’analisi si rimanda al capitolo successivo.

La discussione che si è sviluppata nel corso delle lezioni è stata molto interessante, sia per cercare di marcare eventuali limiti ed “invasioni di campo”, sia per chiarire dubbi e perplessità di chi non aveva una chiara idea di come funzionassero alcune delle ipotetiche attività proposte; ma soprattutto è stata un efficace strumento per delineare quale sarebbe potuto essere il tema, l’argomento e il lavoro portante del nostro corso. L’originalità di un sistema di comunicazione basato sui forum risiede nella possibilità continua e “quasi in tempo reale” di partecipare alla discussione, di leggere i
messaggi altrui, di rispondere. Di poter, cioè intervenire continuamente per sviluppare una fitta rete di comunicazioni su cui ognuno può ritrovare il proprio contributo.
Dall’analisi dei post lasciati da tutti noi, suddivisi in gruppo o scritti individualmente, emerge chiaramente come fin dall’inizio delle discussioni i temi che si dovevano affrontare risultavano essere abbastanza chiari, per lo meno nella delineazione dell’argomento discusso in aula. Si notano quindi gli interventi dei “proponenti” che cercano di fornire delle linee guida per far capire agli altri la propria idea, ma anche, se vogliamo, per convincere il resto dell’aula della validità del proprio progetto. Man mano che si sviluppa il tessuto della comunicazione si nota, in ogni forum, come la discussione diventi ripetitiva, cioè le idee che sono state espresse nel forum perdono la loro connotazione di originalità, tendendo sempre più alla ripetizione di quanto già detto da altri: soprattutto (e questa potrebbe essere un’ interpretazione valida) i commenti erano ormai diventati talmente tanti che spesso non si andava a ritroso a leggerli, individuando il messaggio iniziale. Si è spesso corso il rischio di erdere di vista l’obiettivo fondante di ogni forum; infatti dopo circa 2 settimane è stato interrotto il flusso di messaggi ed è stata operata una votazione per stabilire il tema cardine sia del gruppo di lavoro dell’anno accademico in corso che della nostra relazione finale.

Con alcuni esempi, tratti dai post tuttora leggibili sui nostri forum, è possibile capire molto sullo sviluppo di questo “strumento” e anche sul fatto che sia un modo manifesto per rendere note le proprie opinioni, idee, sensazioni su un particolare argomento, ma anche per fa emergere lo stile personale caratterizzante ogni fruitore. In altre circostanze si è in presenza, da parte dei proponenti di un argomento, di una serie di messaggi per chiarire sempre meglio le proprie intenzioni ed idee, soprattutto quando queste erano state espresse in modo da lasciare diverse perplessità agli altri componenti dell’aula. Questo accadeva perché alcuni tratti caratteristici dei nostri argomenti erano davvero ampi e perché l’idea di creare ex novo un sistema era per tutti noi, o almeno per molti, una novità e quindi non eravamo bene in grado di capire su cosa concentrare maggiormente la nostra attenzione, su come restringere il campo, su cosa inserire o eliminare. Questo momento di ridefinizione del campo argomentato è avvenuto per ognuno dei forum: (per par condicio, ne citeremo uno in questo frangente, differente rispetto a quello citato precedentemente).

Nello sviluppare le argomentazioni sui forum è emerso anche chi aveva maggiori competenze e conoscenze in merito ad alcuni caratteri piuttosto che su altri;

si sono quindi evidenziati la proprietà di linguaggio usato, la completezza delle informazioni ed infine la precisione nel delineare il campo dell’argomento. Anche in questo caso, comunque, non è mancata la ridefinizione del tema rispetto all’inizio soprattutto perché nel corso delle discussioni emergevano elementi nuovi, idee che potevano arricchire quanto già esposto, o definire meglio quello che si era proposto.

Infine l’ultimo forum. Su questo c’ è stato fin dall’inizio uno scarso interesse da parte dell’intera aula; poi, non si sa bene il perchè, qualcuno ha iniziato a scrivere anche su questo forum. La caratteristica interessante è che si sono lasciati messaggi non inerenti all’argomento del forum stesso, venivano piuttosto scritti messaggi per “richiamare” l’attenzione dell’aula sul fatto che doveva essere un forum “vuoto” e invece venivano scritti pensieri e sul tema e su altro. Rileggere quanto scritto su questa “piazza” è interessante per vedere come basta un unico messaggio “postato” per creare una catena di reazioni, in questo caso di post, di risposta.

5.3 CONCLUSIONI ED OSSERVAZIONI FINALI

Nell’analizzare l’argomento del forum sia in un senso più generale che in un’applicazione pratica da noi sfruttata, possiamo trarre alcune conclusioni. L’elemento positivo che abbiamo riscontrato nell’utilizzare questo sistema di comunicazione è sicuramente la rapidità con cui si può comunicare gli uni con gli altri, per scambiare in modo assolutamente interattivo le nostre idee. Tali idee vengono trasmesse mediante l’utilizzo di una linea giovane caratterizzata dall’inserimento di smiles e altri loghi simili per dare un certo tono a quanto viene scritto. Oltre a questi elementi sicuramente positivi, ne emerge uno che ha una caratteristica negativa: con il trascorrere del tempo e con l’aumentare dei messaggi lasciati nei vari forum, si è assistito alla lenta, ma costante perdita di vista dell’oggetto iniziale di ogni singolo forum. Questa distorsione può essere spiegata attraverso la consapevolezza che, più procedevano i forum ed aumentavano i “posts”, meno venivano letti i messaggi iniziali; spesso si davano risposte o si proponevano idee senza avere ben chiaro tutto il contesto, magari senza accorgersi che erano già state presentate idee del tutto simili. Collegato a questo punto, possiamo rintracciare, come conseguenza, la mancanza di originalità nei posts lasciati, proprio perché tutti lasciavano il proprio contributo che però era troppo spesso scollegato dal resto.

Detto ciò, possiamo rintracciare nei nostri forum, così come in un forum inteso in senso generale, particolarità nel modo di scrivere e creare i messaggi: accanto a tecnicismi, evidenti soprattutto nei primi posts, legati alla proposizione delle idee e alle prime discussioni in merito, sono emerse anche forme linguistiche molto vicine allo “slang”, connotate dall’utilizzo di abbreviazioni tipiche dei messaggi con il cellulare, da espressioni che normalmente caratterizzano le relazioni tra coetanei e/o amici. Queste ultime “licenze” emergono soprattutto nel prosieguo delle discussioni, quando ormai le idee originali erano già state sviluppate. Accanto a questi elementi formali, possono essere rintracciati anche gli utilizzi di “smiles” e clip art che, vivacizzano i messaggi critti, aiutano a far arrivare ai vari mittenti il senso con cui si è scritto il proprio testo, e aiutano, in un certo senso, a completare il proprio post. Dopo questa trattazione a carattere generale sulle possibili applicazioni dello strumento “forum”, analizzato anche con un esempio pratico e valutandone i pro ed i contro, lasciamo al capitolo successivo una più accurata e dettagliata presentazione dei casi di studio.



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[1] Cosa è un forum
italo_da_b-votailprof
italo_da_b-votailprof - Ominide - 0 Punti
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Ciao a tutti,
per gli amici di servizio sociale (e non solo) dedico queste poche righe di orientamento sulla tesi di laurea per gentile concessione della Facolta' di Lettere. Spero possano essere un valido ausilio per tutti. Saluti
Italo

INDICAZIONI PER LE TESI DI LAUREA

1. Assegnazione e scelta dell’argomento

Nel momento di richiesta della tesi, si suggerisce di avere non solo chiari il tipo di tesi che si intende chiedere e i tempi di massima che si vogliono rispettare, ma anche una prima idea sull’argomento da trattare.
Per quanto riguarda la scelta del relatore, lo studente può tenere in considerazione i seguenti consigli:

- se si desidera iniziare a lavorare immediatamente dopo la conclusione degli studi è preferibile scegliere un relatore già inserito nel sistema dei servizi sociali

- se si desidera continuare gli studi (magistrale o dottorato) è preferibile scegliere un relatore che ha ricoperto diverse cariche accademiche (ordinario, presidente di dipartimento, etc.)

- se si desidera valorizzare l'esperienza di tirocinio è preferibile scegliere un relatore afferente all'area disciplinare attinente all'esperienza svolta

- se non si hanno particolari aspettative è preferibile affidarsi a un relatore d'ufficio nel qual caso la segreteria didattica effettua l'assegnazione in base a chi ha in carico il minor numero di laureandi

La tesi di ricerca sperimentale (studenti di Laurea Magistrale e triennale) consiste in una Trattazione esauriente, critica e originale, che riveli capacità di ricerca autonoma, maturità metodologica e di giudizio; non ha limiti di pagine – indicativamente può trattarsene di 100-150. Il titolo viene depositato in Segreteria almeno sei mesi prima della data fissata per la convocazione dell’esame di laurea. La tesi di laurea bibliografica consiste in un elaborato scritto nella forma di una dissertazione su di un oggetto circoscritto, oppure su una problematica ben definita, oppure su una rassegna ragionata sociologica, oppure su recensione di monografie o simili; è indicativamente non superiore alle 50 pagine.

2. Raccolta del materiale e impostazione della tesi

Per quanto concerne la teoria, si consiglia di iniziare con la consultazione sui manuali, sulle enciclopedie sociologiche, sul Dizionario Bibliografico On-Line (per es. biblio sociologia) o sul servizio references. Ulteriore materiale (o indicazioni) può essere ricercato su Internet con l’obbligo di riportare gli estremi di consultazione (data e link per esteso).
In tutte le fonti di raccolta occorre saper selezionare il materiale qualitativamente valido, ciò è particolarmente importante se si usa internet. Sulla base del materiale raccolto lo studente deve elabore un indice (distinto in capitoli e paragrafi) che, unitamente all’elenco del materiale trovato, sarà trattato con il docente. Dopo tale fase lo studente potrà passare alla stesura della tesi che, corredata dal frontespizio, dovrà essere consegnata in triplice copia al docente, al presidente della commissione e alla segreteria.


continua...
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italo_da_b-votailprof - Ominide - 0 Punti
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3. Aspetti formali della redazione della tesi

La tesi deve essere divisa in capitoli e paragrafi, ed eventualmente sottoparagrafi, preceduta dall’indice e seguita dalla bibliografia (si possono aggiungere un elenco della teoria, un elenco della ricerca, ed un elenco degli altri materiali). È preceduta da un’introduzione, contenente obiettivi,
metodo e contenuti della tesi, e seguita dalle conclusioni che costituiscono la sintesi del lavoro. Per quanto riguarda il numero di righe e battute per pagina, si rinvia alla regolamentazione di facoltà, anche se in linea di massima si raccomanda di impostare su 32-35 righe; 65-70 caratteri per riga, corpo 12 per il testo e 10 per le note. Si consiglia un rientro nella prima riga di ogni capoverso e di evitare capoversi troppo lunghi, che rendono
la tesi di difficile lettura.

Standards

Nella redazione della tesi, occorre rispettare criteri di uniformità, ad esempio usando standards comuni nell’uso delle maiuscole, delle abbreviazioni e delle sigle. Parole straniere o latine devono essere riportate in corsivo.

Citazioni, note, bibliografia

Evitare, in testo, l’abuso di citazioni (di autori, teoria e ricerca) tra virgolette. Le indicazioni di teoria e ricerca devono essere riportate in nota. Le note a piè di pagina possono avere più funzioni:
• rendono l'elaborato più agile, inserendo in esse profili che non sarebbe opportuno trattare nel testo;
• forniscono indicazioni utili a chi volesse approfondire determinati argomenti;
•riconoscono meriti a chi ha dato spunti, indicazioni, materiali utili per la redazione della tesi in determinati punti;
• aiutano a comprendere la serietà della ricerca effettuata.
Nella bibliografia finale devono essere riportati tutti i testi citati nelle note. Ulteriori testi, consultati ma non utilizzati nelle note, possono essere inseriti, in quanto rilevanti. L’elenco dei siti citati deve contenere una breve spiegazione del contenuto delle relative pagine web.
a) Sociologia
La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa:
•per le monografie: cognome dell’autore, iniziale del nome, titolo del libro, luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Strati, A., Sociologia dell'organizzazione : paradigmi teorici e metodi di ricerca, Roma, Carocci, 1999, pag.55);
•per gli articoli: cognome dell’autore, iniziale del nome, titolo dell’articolo, sigla della rivista, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Angelo Pichierri, Organizzazioni rete, reti di organizzazioni: dal caso anseatico alle organizzazioni contemporanee, in Studi Organizzativi 3/1999, 53 ss.).
Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata.
•per le monografie, ad esempio: Strati, A., Sociologia cit., pp.58 ss.;
•per gli articoli, ad esempio: Picchierri, A., Organizzazioni cit., pp.53 ss.).
b) Altri materiali: I materiali devono essere compatibili con una tesi sociologica. Non ci sono criteri predefiniti, ciò che importa è consentire la corretta individuazione del materiale citato. Ad esempio, per pagine Web, oltre a riportare l’indirizzo completo, è utile indicare la data dell’ultima
consultazione del sito, es. Centro di Documentazione europea della Provincia di Napoli.

4. Consegna al docente

La consegna della tesi al docente, redatta al computer, avviene capitolo per capitolo inserendo nome, cognome, numero di matricola e titolo della tesi e numero di pagina. Ogni capitolo deve essere consegnato unitamente all’indice e all’elenco del materiale aggiornati. La spedizione di singole
parti della tesi per posta elettronica al docente è possibile in casi eccezionali e previo accordo preventivo con il docente.
La tesi sarà poi consegnata al docente completa di tutte le sue parti corrette, per il nulla osta definitivo e la successiva consegna in segreteria. Si raccomanda vivamente di considerare tutte le disposizioni che precedono, ed i tempi relativi, nella pianificazione temporale del proprio lavoro.
Per la consegna in segreteria la tesi deve essere corredata da un abstract e da cinque parole chiave che individuano l’argomento trattato.

5. Valutazione della tesi

La valutazione della tesi è di competenza della Commissione di laurea e dipende sia dal lavoro presentato che dalla discussione in seduta di laurea.
La proposta del relatore dipende da una serie di fattori: qualità e originalità dei contenuti, grado di approfondimento, esaustività della ricerca del materiale, completezza della bibliografia, correttezza nell'uso delle note, sistematicità e forma dell'elaborato, impegno nell'elaborazione, accuratezza nel processo di consegna delle singole parti.

6. Per ulteriori informazioni e approfondimenti

Guida della Facoltà 2008/09

fare la tesi
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Centro Documentazione >> Fondazione Emanuela Zancan Onlus - Centro Studi e Ricerca Sociale

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INFANZIA
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INFORMAZIONE
INTEGRAZIONE
INTERAZIONE
INTERNAZIONALE
IPAB
ISTITUTI
ISTITUZIONI
LAVORO
LINGUAGGIO
LOCALE
MALATTIA
MARGINALITA'
MASS MEDIA
MATERNITA'
MATRIMONIO
MEDICINA
MEDICO
METODO
MIGRAZIONI
MINIMO VITALE
MINORANZE
MINORI
MODELLO
MORTE
MOTIVAZIONE
NASCITA
NON AUTOSUFFIC.
NON VIOLENZA
NORD
NUCLEARE
OBIETTIVO
OBIEZIONE COSC.
OMOSESSUALITA'
ORFANI
ORGANIZZAZIONE
ORIENTAMENTO
OSPEDALE
PACE
PARROCCHIA
PARTECIPAZIONE
PASTORALE
PATERNITA'
PEDAGOGIA
PENA
PERSONA
POLITICA
PORNOGRAFIA
POVERTA'
PREADOLESCENZA
PRESA IN CARICO
PREVENZIONE
PREVIDENZA
PRIVATO
PROGETTO
PROGRAMMAZIONE
PROSTITUZIONE
PROTEZIONE
PROVINCIA
PSICHIATRIA
PSICOANALISI
PSICOLOGIA
PSICOMOTORIO
PUBBLICO
QUALITA'
QUARTA ETA'
RAGAZZE-MADRI
RAZZISMO
REDDITO
REGIONE
REGNO UNITO
RELIGIONE
RIABILITAZIONE
RICERCA
RIFORME
RISCHIO
RISORSE
RUOLO
SALUTE
SANITARIO
SCIENZA
SCUOLA
SEGRETARIATO
SERVIZI
SERVIZIO SOCIALE
SESSUALITA'
SINDACATO
SISTEMA
SOCIALE
SOCIALIZZAZIONE
SOCIETA'
SOCIOLOGIA
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SOGGETTIVITA'
SOLIDARIETA'
SOLITUDINE
SOTTOSVILUPPO
SPECIALISTICO
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STATISTICA
STATO
STORIA
SUD
SUICIDIO
SUPERVISIONE
SVILUPPO
TABAGISMO
TECNICHE
TECNOLOGIE
TEMPO LIBERO
TEORIA
TERAPIA
TERMINALE
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TERZIARIO
TERZO MONDO
TERZO SISTEMA
TIROCINIO
TRASPORTI
TUTELA
UMANIZZAZIONE
UNITA' LOCALE SOC-SAN
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VIOLENZA
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Cari amici,
questo e' un vademecum per chi vuole fare la tesi sperimentale visto che se ne parla molto in questi tempi:

1. La prima cosa da fare e' di fare riferimento al territorio perche' si presuppone che si andra' a rilevare dei dati sul territorio che puo' essere un servizio, una città, una provincia o una regione. Logicamente piu' il territorio e' delimitato piu' raggiungibili risultano essere gli informatori (= coloro che si desidera intervistare). Al contrario piu' il territorio e' ampio piu' il campione (=l'insieme degli informatori) risulta essere dispersivo.

2. Occorre farsi un'idea di quelli che sono i principali problemi sociali del territorio. Possono risultare utili i piani di zona, i piani di salute o i bilanci sociali in distribuzione presso gli assessorati delle politiche sociali o presso le biblioteche specializzate.

3. Una volta scelto il problema su cui si vuole indagare, occorre andare a vedere se si tratta di un problema gia' esplorato oppure no. All'uopo sono utili le ricerche nel settore quali tesi di laurea, articoli accademici, riviste del settore, etc.

4. Sulla base delle conclusioni degli autori del materiale letto, si possono trarre nuove ipotesi di ricerca, per es. se una ricerca ha dimostrato l'utilita' dei gruppi si auto aiuto per gli alcolisti, un'ipotesi potrebbe essere che e' necessario il sostegno di tutta la famiglia affinche' l'auto aiuto abbia effetto

5. Ecco la nostra domanda di ricerca: "quanto conta e/o in che modo si manifesta il sostegno dei parenti durante l'auto mutuo aiuto per alcolisti"?

6. Una volta definita la domanda, possiamo avanzare qualche ipotesi, per es. che "il sostegno dei parenti conta molto nella misura in cui questi partecipano al gruppo ama"

7. Avanziamo un'antitesi, nella logica dialettica, la c.d. "ipotesi nulla" che segue il principio secondo cui un ipotesi non e' vera fino a prova contraria; la nostra ipotesi nulla e' che "gli alcolisti non ricevono nessun beneficio dal sostegno dei parenti"

8. A questo punto prendetevi una pausa. E' troppo complicata la tesi sperimentale? Siete ancora in tempo per farne una compilativa (c.d. bibliografica) che richiede molta meno fatica!

9. Sciegliamo il docente. Trattandosi di un problema di alcologia, potebbe essere un docente di principi e metodi, oppure di organizzazione, oppure di sociologia; l'ideale sarebbe di sciegliere un nome importante, un docente conosciuto in modo da presentarsi gia' con un biglietto da visita alla commissione di laurea. Alcuni studenti insicuri desiderano essere seguiti dai docenti. Il mio consiglio e' di superare questa insicurezza anche perche' i docenti che seguono gli studenti tendono ad essere direttivi a discapito della creativita' individuale. Di converso, un docente che lascia un margine piu' ampio di liberta' agli studenti, sono consigliati in quanto gli permettono di sfruttare al meglio le proprie potenzialita'. Fate presente al docente le vostre aspettative e le vostre ipotesi. Fatevi rilasciare una richiesta al dirigente dell'ASL per la ricerca che intendete fare se si vuole intervistare anche gli operatori del servizio. Nel nostro caso siccome ci riferiamo ai parenti, potrebbe essere superfluo indagare anche sugli operatori.

10. Sciegliamo il campione di informatori. Possono essere gli utenti di uno o piu' servizi, gli operatori o i parenti.

11. Sciegliamo la metodologia. Puo' essere qualitativa (una serie di interviste oppure ci sarebbe il metodo etnografico secondo cui si assiste in prima persona a determinati eventi quali le sedute di ama oppure i colloqui tra utenti o parenti ed operatori, etc) o quantitativa (il questionario oppure l'analisi delle cartelle psico-sociali degli utenti). Per quanto riguarda la scelta delle domande occorre fare riferimento all'ipotesi di ricerca.

12. Somministriamo i questionari o le interviste che saranno sbobinate e inserite in appendice alla tesi.

13. Tiriamo le somme di tutto cio' che abbiamo rilevato e vediamo se i risultati confermano l'ipotesi di ricerca o al contrario permettono di accettare l'ipotesi nulla. Scriviamo tutto nelle conclusioni con l'aggiunta di proposte eventuali in merito al problema in oggetto e il gioco e' fatto.

14. Che ve ne pare? Siete ancora convinti di voler intraprendere questa avventura? La tesi sperimentale e' apprezzata dalle commissioni d'esame e permette di beneficiare di un punteggio piu' alto. D'altro canto lo studente deve valutare bene prima se e'in grado di sostenere i costi in termini di fatica, tempo e risorse economiche.
carla87-votailprof
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Grazie! sei stato di grande aiuto!
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Ciao a tutti,
qui sotto trovate in versione integrale alcune delle tesi di laurea archiviate. Buona lettura
Italo


Adozione e diritto alla conoscenza delle proprie origini – AA 2010/11

La riflessività come filtro per incanalare il sapere pratico – AA 2009/10

Lo studio del capitale sociale nella realtà di Oderzo in Veneto – AA 2009/10

Guardare oltre l'operatività quotidiana. Una riflessione sul lavoro dell'assistente sociale – AA 2009/10

Racconto e costruzione narrativa dell'identità in J. Bruner – AA 2009/10

La prostituzione e la tratta delle donne – AA 2009/10

Uno studio sul bullismo e degli interventi dell'assistente sociale – AA 2009/10

Lumino, Rosaria (2009) Le teorie del cambiamento e i fatti dell'implementazione. Il caso del Reddito di Cittadinanza nel Comune di Napoli. [Tesi di dottorato]

Qualità della vita nel mondo psicotico e stigma sociale – AA 2008/09

Universi a confronto: volontariato e terzo settore – AA 2008/09

Il ruolo dell'assistente sociale tra reti primarie e secondarie – AA 2008/09

La programmazione come strumento essenziale per l'organizzazione dei servizi sociali – AA 2008/09

L'adozione internazionale – AA 2008/09

Nasti, Maria (2008) L’assertività in adolescenza: competenza relazionale e identità. [Tesi di dottorato]

Del Pezzo, Camilla (2008) Bambini, adolescenti e famiglie di origine straniera inviati ad un T.S.M.R.E.E. (Servizio di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva) della A.S.L. di Roma. Un’analisi clinica. [Tesi di dottorato]

Candido, Manuela (2008) Interruzione volontaria della gravidanza e istituzioni di cura. Uno studio clinico. [Tesi di dottorato]

Orlando, Eva (2008) Posizione o dis/posizione transessuale: una ricerca qualitativa sulle narrazioni di soggetti FtM. [Tesi di dottorato]

Valenti, Paola (2008) L’esperienza del volontariato e dell’associazionismo nella terza età: il caso di Napoli. [Tesi di dottorato]

Gagliardi, Adele Stefania (2008) Salute e cura degli immigrati irregolari: un'indagine sul campo nell'area napoletana. [Tesi di dottorato]

Musella, Pasquale (2008) Vite ai margini. Traiettorie biografiche di persone "homeless" e modelli di intervento a Napoli e a Londra. [Tesi di dottorato]

L'evoluzione dei sistemi normativi sanitari: utilizzo di strumenti informativi integrati per la valutazione delle cure - AA 07/08 - Relatore: Ettore Novellino

Salute e cura degli immigrati irregolari: un'indagine sul campo nell'area napoletana - AA 07/08 - Relatore: Enrico Rebbeggiani

Ricostruire solidarietà: l'agire comunicativo nelle botteghe del commercio equo e solidale - AA 07/08 - Relatore: Mirella Giannini

L’inclusione esclusiva: storia, teoria e pratica della cittadinanza sociale - AA 07/08 - Relatore: Oreste Ventrone

La cecità, l'inserimento nel contesto scolastico – Relatore AAVV – AA 2007/08

Pepe, Emanuele Attilio (2007) La povertà familiare di quartiere nel Mezzogiorno: un confronto tra città. [Tesi di dottorato]

http://www.votailprof.it/forums/universita-di-napoli/federico-ii/lettere-filosofia/Tesi/lo-stalkingSica, Luigia Simona (2006) Adolescenti tra esplorazione e trasgressione: la formazione dell’identità in contesti normativi e non normativi. [Tesi di dottorato]

Periferie: una proposta integrata per la riqualificazione delle periferie e la riduzione del disagio abitativo - AA 06/07 - Relatore: Fusco Girard

Le trasformazioni del welfare italiano nell’area penale: il caso dell’affidamento in prova al servizio sociale - AA 06/07 - Relatore: Giacomo Di Gennaro

L'inserimento minorile nelle Case Famiglia - AA 06/07 - Relatore: Antonio Borriello

Disagio e tossicodipendenza - AA 06/07 - Relatore: Adele Barone

Storia del diritto di famiglia - AA 06/07 - Relatore: Dario Janes Carratù

Diventare anziani tra stereotipi e pregiudizi sull'invecchiamento. - AA 05/06

Il servizio sociale minorile nel Regno di Napoli - AA 05/06 - Relatore: Paolo Varvaro

Etnografia di un centro di accoglienza per donne senza fissa dimora – Relatore: Luigi Lombardi – AA 2003/04

Giovani intrappolati nella rete: le nuove dipendenze virtuali – Relatore: Mario Morcellini – AA 2001/02
cica83-votailprof
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grazie italo!!!
italo_da_b-votailprof
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Testo rivisitato da Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano, 1977, pagg. 54-56

Talora lo studente sceglie un argomento in base ai propri interessi, talora invece riceve il suggerimento dal professore a cui chiede la tesi. Nel suggerire gli argomenti i professori possono seguire due diversi criteri: indicare un argomento che essi conoscono benissimo e su cui potranno facilmente seguire l’allievo o indicare un argomento che essi ignorano e su cui vorrebbero saperne di più; sia chiaro che, contrariamente alla prima apparenza, questo secondo criterio è il più onesto e generoso. Il docente ritiene che, seguendo quella tesi, sarà portato ad ampliare i propri orizzonti perché, se vorrà ben giudicare il candidato e aiutarlo durante il lavoro, dovrà occuparsi di qualche novità. Di solito, quando il docente sceglie questa seconda via, è perché si fida del candidato e, di solito, gli dice esplicitamente che l’argomento è nuovo anche per lui e che gli interessa approfondirlo. Ci sono, anzi, docenti che si rifiutano di concedere una tesi su campi già troppo battuti, anche se la situazione attuale dell’università di massa contribuisce ormai a contenere il rigore di molti e a inclinarli a una maggiore comprensione. Ci sono però dei casi specifici in cui il docente sta facendo una ricerca di ampio respiro per cui ha bisogno di moltissimi dati e decide di usare i laureandi come gregari di un lavoro di equipe, cioè, orienta, per un dato numero di anni, la tesi in una direzione specifica. Se una sociologa è interessata alla situazione di un consultorio in una dato periodo, assegnerà delle tesi concernenti il settore materno-infantile, nell’intento di stabilire un quadro complessivo della situazione. Ora questo criterio è non solo legittimo ma anche scientificamente utile: il lavoro di tesi contribuisce a una ricerca di più ampia portata nell’interesse collettivo. È utile anche didatticamente perché il candidato potrà avvalersi di consigli da parte di un esperto sulla questione e potrà usare come materiale di sfondo e di comparazione le tesi già elaborate da altri studenti su argomenti correlati e simili, se poi il candidato farà un buon lavoro può sperare in una pubblicazione almeno parziale dei suoi risultati magari nell’ambito di un’opera collettiva. Ci sono però alcuni inconvenienti possibili:

1. il docente è assorto dal proprio argomento, fa "violenza" al candidato il quale invece non ha alcun interesse in quella direzione. Lo studente diventa così un "postino" che raccoglie stancamente materiale che poi altri useranno nelle epitomi, cioè riassunti. Siccome la sua sarà stata una tesi modesta accadrà che poi il docente, nell’elaborare la ricerca definitiva, ne usi magari qualche parte pescando nel materiale raccolto, ma non citi affatto lo studente anche perché non gli si può attribuire nessuna idea precisa.

2. il docente è disonesto, fa lavorare gli studenti, li laurea e quindi usa spregiudicatamente il loro lavoro come se fosse il suo. Talora si tratta di disonestà quasi in buona fede: il docente ha seguito la tesi con passione, ha suggerito molte idee e dopo un certo tempo non distingue più le nozioni che aveva suggerito lui da quelle apportate dallo studente, così come dopo un’appassionata discussione su un certo argomento non siamo più in grado di ricordare quali erano i concetti chiave con cui avevamo iniziato e quali sono quelli che abbiamo acquisito per stimolo altrui.

Come si evitano questi inconvenienti? Lo studente, nell’avvicinare un certo docente:


  • avrà già sentito parlare di lui nell’ambiente accademico (riviste, organi di facoltà, convegni);[/*:m]
  • avrà contattato dei laureti precedenti (preso in visione delle lauree correlate da lui) e si sarà fatto un’idea circa la sua correttezza; [/*:m]
  • avrà letto i suoi libri e avrà visto se cita frequentemente i propri collaboratori. [/*:m][/list:u]
  • Per il resto giocano fattori imponderabili di stima e di fiducia, anche perché non bisogna cadere nell’atteggiamento nevrotico di segno opposto e ritenersi plagiati ogni qual volta qualcuno tratterà di argomenti affini a quelli della propria tesi. Se avrete fatto una tesi sui rapporti tra tossicodipendenza e alcolismo vi sarete accorti seguendo la letteratura critica quanti altri hanno già parlato di quel argomento e come vi siano tante idee comuni a tutti gli studiosi. E quindi non vi giudicherete dai geni defraudati se qualche tempo dopo il docente, un suo assistente o un vostro collega si occuperanno dello stesso tema.
    Per furto di lavoro scientifico ovvero violazione del diritto di autore si intende piuttosto:


    • l’utilizzazione di dati sperimentali che non potevano essere raccolti se non facendo quel dato esperimento;[/*:m]
    • l’appropriazione della trascrizione di manoscritti rari che non erano mai stati riportati prima del vostro lavoro; [/*:m]
    • l’utilizzazione di dati stratistici che nessuno aveva raccolto prima di voi e solo a patto che la fonte non sia citata (perché una volta che la tesi è resa pubblica ciascuno ha diritto di citarla); [/*:m]
    • l’uso di traduzioni, vostre, di tesi che non erano mai state tradotte prima o erano state tradotte in modo diverso. [/*:m][/list:u]

    • In ogni caso senza elaborare sindromi paranoiche considerate che, nell’accettare un argomento di tesi, vi inserite in un progetto collettivo o individuale da valutare, se ne vale la pena.



      .
italo_da_b-votailprof
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Cari internauti e burnauti,

proponiamo 10 suggerimenti, facili facili, per chi desiderasse approfondire le tecniche di ricerca:

1. Consultate il Catalogo Bibliografico Sirelab oppure OPAC per verificare se è possibile reperire documenti pertinenti (principalmente monografie) in una delle biblioteche della provincia. Se il documento è presente nel Catalogo Bibliografico, è sufficiente richiederlo direttamente laddove è conservato oppure farlo pervenire in una delle biblioteche convenzionate secondo le norme e le modalità del Prestito interbibliotecario nazionale.

3. Consultate i cataloghi online italiani e stranieri per reperire i documenti esistenti sull'argomento: per l'Italia principalmente AIB o SBN, per l'estero il Karlsruher Virtueller Katalog ; verificate comunque sempre l’offerta di traduzioni di eventuale materiale in lingua straniera. Alcuni fondi come quelli dell'Ordine Regionale degli Assistenti Sociali oppure quella della P.A. sono "fuori catalogo" ma consentono comunque la consultazione a persone referenziate tramite una lettera dal professore o un atto che certifichi lo status di laureando.

4. Per reperire articoli di periodici, consultate le banche dati on line; docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico e amministrativo dell'Università Federico II di Napoli possono effettuare la ricerca da qualunque postazione Internet, mentre per gli altri utenti l'accesso è possibile configurando il serverproxy . Non sempre l'articolo è presente integralmente on line ma bisognerà farne richiesta per la consultazione su fonte cartacea.

5. Per chi avesse difficoltà con la lingua straniera è possibile effettuare ricerche di carattere sociologico, economico e giuridico per autore o titolo del singolo articolo tra più di 50 periodici italiani tramite l'Archivio Essper, il Redattore Sociale, S0S, AS.org o il Res.
Attenzione: nei cataloghi e nelle banche dati, solitamente il campo soggetto prevede un linguaggio controllato, nel senso che alcuni termini vengono preferiti ad altri. Pertanto, se il risultato della ricerca non è soddisfacente, provate a sostituire la parola cercata con un sinonimo; non esitate a scriverci se sorgono problemi per conoscere quale termine e in quale forma è riconosciuto dal sistema.

6. Vi sono una serie di biblioteche multidisciplinari sia pubbliche che private a Napoli e in Provincia che vale la pena di visitare quali il CSV, il Formez, l'IPE, la Fondazione Zoli, Raffaele Delcogliano, Iperteca provinciale, l'Emeroteca Tucci, le sezioni dipartimentali, l'Osservatorio minorile e l'Osservatorio Criminale. Tutte le biblioteche offrono la possibilità di consultare e prendere in prestito testi e periodici tramite apposita registrazione.

7. Alcuni motori di ricerca sono stati appositamente studiati quali GOOGLE SCHOLAR , GOOGLE DOC, GOOGLE LIBRI e WIKIPEDIA. Se un sito è temporaneamente inaccessibile o in costruzione provate a utilizzare la pagina della "ricerca avanzata", quindi inserite nel campo "dominio" il nome del sito dal quale volete ottenere le informazioni per es. http //segnalo.it/ e poi inserite una parola chiave per es. antropologia. Il medesimo procedimento si può ottenere digitando direttamente: antropologia site:http //segnalo.it/ quindi cliccate su "copiacache" in base ai risultati trovati.

8. Poiché il nostro corso di laurea non ha una biblioteca propria, essendo una sezione di lettere, non è possibile depositare il materiale cartaceo degli studenti. Tuttavia si consiglia vivamente di frequentare le biblioteche delle facoltà di sociologia, lettere, medicina e giurisprudenza (suddivisa, però, in otto dipartimenti dislocati in varie zone della città) essendo il servizio sociale multidisciplinare. Alcune università offrono la possibilità a tutti di consultare alcune tesi on line per es. la BibliotecaNazionaledi Firenze e la FedericoIIdi Napoli.

9. Non dimenticare la cd. “letteratura grigia”: rapporti, reprints, documenti ufficiali, verbali, relazioni di comitati, di commissioni e di gruppi di studio e di lavoro, rapporti di ricerche di mercato, comunicazioni a congressi, seminari, tavole rotonde, conferenze, saggi in attesa di accettazione da parte di periodici accademici e i dati statistici; per avere notizie sui seminari e i convegni di una data materia, provate a visitare le pagine personali, il CV o i blog dei docenti oppure interessanti materiali audio-visivi in italiano e inglese.

10. Per ricercare un articolo inserito in un periodico, è necessario conoscerne il titolo, l'annata e il numero in cui tale articolo si trova. Attenzione, dunque, ad effettuare la ricerca dal titolo dell'articolo, non dal titolo del periodico.
Per le riviste presenti nelle biblioteche dell'Università, oltre al Catalogo Bibliografico, si può consultare il Catalogo Italiano dei periodici o altri repertori, cartacei od elettronici, che contengano spogli di periodici.



Detto ciò non resta che augurarvi buona ricerca a tutti!
:cinema:
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