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  • Assistente sociale - Orientamento per i neodiplomati

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Ciao a tutti,
tra le tante idee che balenano in mente a un giovane quando esce dalla scuola superiore c'e' anche quella di tentare il test d'ingresso per l'ammissione al corso di laurea in Servizio Sociale. Perche?

Spero di sintetizzare brevemente queste motivazioni. Italo

[INDENT]Risposta 1. Perchè così si possono aiutare gli altri[/INDENT]L'Assistente sociale svolge attività di servizio e di cura alla persona, ma anche compiti di carattere propriamente amministrativo e organizzativo. Per intenderci: non è un operatore tecnico in senso stretto ma agisce con funzioni di analisi, interpretazione e ricerca di soluzioni per provvedere alle necessità dei cittadini (e non solo) in difficoltà.[INDENT]Risposta 2. Perchè è un lavoro tranquillo[/INDENT]L'Assistente sociale fornisce sostegno e informazioni su diversi livelli: economico, domiciliare, residenziale, ergonomico, psicologico, ecc. Offre consulenza socio-assistenziale per i soggetti più deboli e non autosufficienti, come anziani, malati, bambini e disabili. Un Assistente sociale può occuparsi anche di adozione, affido familiare e, in generale, collaborare con i tribunali e i giudici minorili in tutti i casi previsti dalla legge. È possibile, inoltre, che svolga attività di tipo preventivo, rieducativo e di sostegno per gli adulti entrati o usciti nel circuito penale. La sua attività prevede anche compiti di tipo strettamente amministrativo-organizzativo, soprattutto attraverso il coordinamento dei servizi assistenziali presenti sul territorio.[INDENT]Risposta 3. Perchè si guadagna bene[/INDENT]Prima di guadagnare pensate che cosa dovrete spendere per laurearvi (tasse, libri di testo, trasporti, etc.) Una prima valutazione può riguardare l'ammontare delle tasse a cui fare riferimento per la Federico II o per il Suor Orsola Beninncasa (con sede didattica a Salerno). Per il resto delle spese basti considerare che a Napoli la vita non è carissima e che ci si può permettere un tenore di vita accetabile da studenti. Per quanto riguarda, invece, il salario dipende dall'ente che assume. La maggior parte degli Assistenti sociali lavora presso:
- enti locali (Comune, Regione, ASL, ecc.), a cui fanno capo consultori familiari, centri di accoglienza, unità geriatriche, di salute mentale, comitati di base, presidi ospedalieri;
- enti nazionali (Ministero della Giustizia, Ministero dell'istruzione, ecc.).
Agli impieghi pubblici si accede tramite concorso. L'orario di lavoro contrattuale è solitamente di 36 ore e lo stipendio si aggira intorno ai 1.000-2.000 euro. Ancora problematico l'esercizio della libera professione, sebbene sia possibile "precariare" nel terzo settore o come pubblicista.

Reddito        | Assistente sociale | Coordinatore |   Dirigente    | Totale

Fino a 1.000    |    31,3         |     15,3        |    3,7         |    26,4

1.001 a 2.000    |    60,5         |    57,4        |    25,9         |    58,5

Oltre 2.000    |    8,1          |    27,3        |    70,4         |    15,1

Totale        |    100          |    100         |    100          |    100


Fonte: Tognetti-Bordogna M., Lo sviluppo di carriera: il rapporto coi superiori 
e le altre figure professionali, in Tra impegno e professione, a cura di Facchini C., 
pp. 203-224, p.213
[INDENT]Risposta 4. Perchè si tratta di una grande professione italiana rispettata e riconosciuta in tutto il mondo[/INDENT]Il primo ente di servizio sociale è stato fondato nel 1920 a Milano presso l'Istituto Italiano di Igiene, Prevenzione e Assistenza Sociale. Poi è seguita la prima scuola di servizio sociale creata dal Fascismo nel 1928 presso S.Gregorio al Celio a Roma che serviva a preparare le Assistenti Sociali di fabbrica. Nel corso degli anni questa professione ha assunto sempre più riconoscimenti fino al 2001 quando nelle università italiane sono apparsi i primi Corsi di Laurea.
Per accedere al ruolo di Assistente sociale, tuttavia,non basta conseguire la laurea in "Servizio Sociale" o la "Laurea specialistica" ma è necessario superare un Esame di Stato per l'ammissione all'Albo Professionale che si suddivide in 2 sezioni: la laurea in "Servizio Sociale" è obbligatoria per l'iscrizione all'albo, sezione B, mentre la laurea specialistica è obbligatoria per l'iscrizione alla sezione A dell'albo. La differenza fra le due sezioni si basa sul livello di preparazione raggiunto all'università e comporta la possibilità o meno di svolgere determinati compiti o di assumere determinati ruoli lavorativi.
Al termine del percorso formativo l’aspirante assistente sociale dovrebbe aver acquisito le seguenti conoscenze:

  • la comprensione delle cause che spingono gli utenti a chiedere aiuto[/*:m]
  • la valutazione delle risorse che possono aiutare l’utente [/*:m]
  • la comprensione dei fenomeni sociali e delle relative problematiche[/*:m]
  • la conoscenza della norma giuridica per tutelare l’utente[/*:m]
  • la lettura degli strumenti sociali (statistiche, progetti, piani di zona, ecc.) [/*:m][/list:u]
  • e le seguenti competenze:
    • autonomia di giudizio[/*:m]
    • spirito di abnegazione[/*:m]
    • temperanza allo stress[/*:m]
    • spirito di ascolto[/*:m]
    • educazione alla volontà[/*:m][/list:u]
    • [INDENT]Risposta 5. Perchè permette di crescere e fare carriera[/INDENT]L'Assistente sociale può diventare, dopo 5 anni di esperienza, coordinatore sociale, oppure può assumere un ruolo di dirigenza; a livello extraterritoriale può assumere la funzione di ispettore. Altri sbocchi sono l'insegnamento nella scuola superiore (liceo socio-psico-pedagogico) e all'università (dopo aver conseguito il dottorato di ricerca). Un'altra possibilità di sviluppo professionale sarà, nel prossimo futuro, quella del lavoro autonomo per es. nell’area dell’impresa sociale.[INDENT]Risposta 6. Perchè è sostenuta da potenti organizzazioni e sindacati[/INDENT]www.cnoas.it
      Sito dell'Ordine Nazionale Assistenti Sociali, contenente indirizzi e recapiti di tutte le sedi regionali;

      www.silss.it

      Sito della Società Italiana Laureati in Servizio Sociale;

      www.serviziosociale.com

      Servizio Sociale su Internet nasce nel 1995 con l'obiettivo di offrire uno spazio a chi abbia qualcosa da dire senza censura con sezioni dedicate a legislazione, convegni, raccolta tesi, ordini professionali, organismi sindacali, forum, chat, sondaggi e altro;

      www.sunas.net

      Sindacato Unitario Nazionale Assistenti Sociali.[INDENT]Risposta 7. Perchè fa parte del tuo irrinunciabile destino[/INDENT]Autobiografie scolastiche e scelta universitaria

      Prove di ammissione con le risposte per i corsi di servizio sociale

      Trovare lavoro nel no-profit

      Assistente Sociale allo Specchio
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Se non siete ancora convinti o ritenete che occorrano migliori e maggiori evidenze, vi espongo qui' di seguito una serie di interviste tratte da "Luciano Sommella, Un certo tipo di assistente sociale, 1990" . Certamente un po' vecchiotta come fonte ma per lo meno serve a farsi un idea sulle nostre origini. Italo

1. DR.SSA ISABELLA MASTROPASQUA
DIRETTORE UFFICIO SERVIZIO SOCIALE MINORENNI NAPOLI MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
A. ...
..."Penso che il problema della burocratizzazione sia un po' il limite della organizzazione dei servizi e delle istituzioni... Questa carenza deriva dal fatto che, specialmente le organizzazioni pubbliche, risentono di tutta una serie di ritardi e di lentezze anche storiche, che la gestione statale in qualche modo comporta...Non vedo nel nostro Ufficio, una situazione di burocratizzazione del ruolo.
Dico che gli elementi di burocratizzazione qui presenti sono quelli previsti dalla norma e necessariamente applicati.
È agevole il riferimento al complesso di norme e di vincoli che regola il rapporto del pubblico impiego".
B. ...
..."Nel nostro ufficio il problema della Supervisione tecnica del lavoro assume conriotazioni proprie. Il Dirigente di un Ufficio di servizio sociale, nella nostra realtà, è a sua volta un assistente sociale (A.S.). Addirittura per poter fare il Direttore di Servizio Sociale deve superare un concorso e una prova di servizio sociale. Credo che questo sia un elemento di ampia garanzia per 1'accettazione del ruolo e quindi per uno svolgimento dell'attività di controllo tecnico che fra 1'altro è dovuto per legge..."
C. ...
..."Per quanto concerne 1'organizzazione del lavoro, la razionalizzazione dei servizi, voglio ricordare che, come ufficio, siamo fra gli ultimi a non avere ancora introdotto un sistema di informatizzazione e computerizzazione.
Infatti, lavoriamo ancora con schedari utilizzati negli anni '50.
È perciò un discorso di ammodernamento dei servizi, ma anche di rapidità e velocità dei provvedimenti".
D. ...
... "Penso che il senso di isolamento e di abbandono siano due tipi di emozioni croniche delle A.S.. La categoria già dalle origini si è posta questi acuti problemi. Ritengo perciò che nonostante il travaglio storico, sarà difficile risolverli a tempi brevi.
Le A.S. del Ministero della Giustizia, credo, che avvertano maggiormente il peso dell'isolamento, in quanto la loro stessa collocazione e la sempre crescente specificità dell'area di intervento (il penale), presenta elementi consistenti e oggettivi di limitatezza e di autochiusura".
E. ...
..."II Servizio Sociale (S.S.) è come I'araba fenice che riesce sempre a risorgere dalle sue ceneri. Abbiamo sempre attraversato cicli di grande crisi; però siamo sempre riusciti a uscirne fuori.
Mi sembra, tra I'altro, che anche i recenti interventi a livello legislativo per il riconoscimento del titolo, possano essere un forte stimolo per riprendere certi discorsi di fondo della professione...
Quanto all'organizzazione specifica del mio ufficio osservo intanto, che, esistono delle difficoltà di comunicazione che sono periodiche e cicliche e che dipendono man mano dalla quantità di lavoro a cui 1'Ufficio deve assolvere.
Più lavoro c'è e più è difficile trovare momenti di incontro... Affermo però che nella nostra realtà è molto forte la motivazione al lavoro anche se spesso le carenze mandano in crisi le colleghe.
I rapporti con gli enti locali non sono facili...".
F. ...
... "Da una parte il Servizio Sociale è sempre stato a metà strada; non si è mai capito bene come dovrebbe funzionare come organismo e come servizio. Probabilmente questo è un grosso limite che ancora ci portiamo dietro. Sono d'accordo che 1'organizzazione gerarchica di questi servizi può produrre grosse disfunzioni rispetto alla possibilità di gestire un lavoro che spesso non è predeterminato; ma, che si costruisce giorno per giorno, nella dinamica dei rapporti, e che spesso si inventa. Però mi rendo anche conto che se vogliamo avviarci verso un'impostazione più moderna, dobbiamo anche cominciare ad assumere, gradualmente, i modelli organizzativi della scienza manageriale; che rispettino da una parte lo specifico professionale del servizio sociale, ma che dall'altra, perseguano i principi, pure importanti, della produttività e dell'efficienza...".
G. ...
... "Per me la caratteristica principale è quella della professionalità: la conoscenza del proprio lavoro e del proprio mestiere. Mi sembra, inoltre, importante il possesso di tutte quelle caratteristiche umane che consentano 1'esplicazione di un buon rapporto di comunicazione
e di accettazione..."

2. DR. GIOVANNI MARCONI
DIR. UFFICIO ASSISTENZA E SERVIZI SOCIALI COMUNE DI NAPOLI.
A. ...
..."Non mi pare che possa accogliersi facilmente l'accezione "burocratico" per il lavoro che svolgono le A.S. di questa amministrazione. Innanzitutto, sul piano strettamente professionale, le A.S. che lavorano presso questo Comune sono ampiamente autorizzate a svolgere il lavoro nel modo migliore.
Appare ovvio che gli interventi segnalati dalle stesse A.S. di competenza di questa Amministrazione Comunale, a favore di cittadini-utenti, non possono non prevedere momenti burocratici e amministrativi del resto previsti dalla legge.
b. ...
..."Da oltre un decennio abbiamo preso a riferimento la circoscrizione che, oltre ad essere un referente di carattere politico-amministrativo, definisce anche limiti territoriali della città.
In ogni circoscrizione abbiamo creato un Ufficio distaccato chiamato "Centro di Servizio Sociale". Le nostre A.S. vengono assegnate alle circoscrizioni per le attività di competenza; in rapporto all'importanza del Centro e all'ampiezza della popolazione. Si parte dal Segretariato Sociale, servizio cui possono riferirsi tutti i cittadini, fino a svolgere le varie attività di carattere sociale... Le nostre A.S. sono autorizzate a porre in istruttoria tutte le pratiche presentate dai cittadini; a svolgere le opportune informazioni; a fare proposte alla Direzione dell'Ufficio e all'Amministrazione per i prowedimenti da adottarsi.
C. ...
... "Sulla base dell'ultimo contratto è prevista la figura della Coordinatrice. L'amministrazione, proprio per le continue pressioni di questa Direzione, ha finalmente adottato la deliberazione relativa al recepimento di questa nuova qualificazione ed ha previsto 50 posti in organico.
Per cui, nei prossimi mesi, sulla base degli ulteriori adempimenti per la formalizzazione e 1'individuazione dei soggetti che dovranno ricoprire questo livello superiore, ci troveremo a definire anche 1'assetto organico del ruolo, nel quale si inserirà la figura degli A.S. responsabili del coordinamento".
D. ...
..."Ho sempre insistito sul concetto del lavoro di gruppo, cioè della conoscenza delle tematiche del quartiere sulla base di un discorso che devono fare tutte le operatrici del quartiere stesso. Naturalmente sui singoli casi, diamo questa possibilità all'operatrice che tratta il caso, di potersi liberamente, direttamente e personalmente esprimere.
Non vi è un controllo dall'alto in senso stretto. Ecco che, nel momento in cui questo lavoro di gruppo sarà più affinato, perché più recepito dalle stesse operatrici, non ci sarà neanche più bisogno di un tipo di controllo superiore".
E. ...
... "Le A. S. che dipendono da questo Ufficio sono 250 distribuite nelle varie circoscrizioni...".
F. ...
..."Il Dirigente .di un Ufficio di S.S. deve essere un funzionario diverso da quelli abituati a trattare le carte e a svolgere un lavoro prettamente burocratico.
Nel campo dei servizi sociali ogni documento, istanza, ha alle spalle un essere umano con i suoi problemi. Penso, per questo tipo di funzione, ad un funzionario che abbia svolto gran parte della suà carriera, che è un processo si formulazione intellettuale, in questo campo specifico che è 1'Assistenza.
Oltretutto, la funzione di Dirigente dei Servizi Sociali dell'Assistenza ha anche compiti di rapporti con 1'esterno. Ciò perché i problemi sociali non sono affrontati dagli Enti locali in senso stretto cioé dalla Provincia, dalla Regione e dal Comune ma dal Ministero di Grazia e Giustizia per gravi problematiche di devianza e dalla Sanità per i problemi della tossicodipendenza".
G. ...
..."Innanzitutto la sensibilità e la motivazione di poter tendere quotidianamente la mano a chi soffre e a chi ha bisogno. Questa è la prima qualità che individuo in un assistente sociale. Si tratta di una qualità originaria, che è difficile acquisire. Una seconda qualità mi sembra debba essere quella della conoscenza del personale. In questo comparto è presente un personale variegato...
Per concludere, con tutto il rispetto per la professione e per le persone, a me pare, che in questo momento e in questo contesto, le Assistenti Sociali e le Animatrici socio-culturali, abbiano ancora bisogno di guida".

3. DR. ANTONIO SCALA - RESPONSABILE CIM USL 43 NAPOLI
A. ...
..."Presso questa USL funziona una sola Assistente Sociale. Le osservazioni che farò non sono, però, personalizzate.
Esse si mantengono su un piano più generale...A me pare che il servizio sociale sia stato finora considerato molto spesso come lavoro di ufficio. Tale servizio è stato così considerato dalle istituzioni sia per la tradizione storica, sia perché, così fatto, ha dato meno problemi e fastidi ai vertici istituzionali. Una cosa è fornire una stanza, una sedia, una scrivania e alcune pratiche; un'altra è attivare un sevizio dinamico e molto vicino ai cittadini... Penso che 1'Amministrazione abbia le principali responsabilità sul maneato decollo professionale di questa categoria di lavoratori.
La conseguenza è quella di aver trasformato un ruolo tecnico in un ruolo burocratico. Penso che alla fine si sia sviluppato anche un processo di "adattamento" delle persone stesse alle logiche deformanti del compito burocratico.
In passato ho sentito dire da Assistenti sociali che lavoravano in ospedale più volte questa frase: "L'Ufficio non può essere lasciato scoperto". Quasi a evidenziarne una struttura di controllo e di guardia... C'è, insomma, una forte tendenza dell'Ufhcio a condizionare burocraticamente quelli che lo frequentano".
B. ...
..."Intanto, come sempre, quando si parla di Supervisione bisogna tener conto della figura della persona che deve fare da "Supervisore". Si tratta (o si dovrebbe trattare) di un operatore con maggiore grado di esperienza rispetto agli altri...
Fare il Dirigente richiede un certo tipo di "forma mentis"; una particolare preparazione, etc. Nella mia esperienza non vi sono state situazioni di lavoro con la figura istituzionale del Supervisore.
Non ha avuto felice esito quella volta in cui, in un ufficio di 14 unità, le 3 AA.SS. più anziane avevano cercato di "recuperare" sul campo la funzione di "Coordinatrici".
La risposta delle altre è stata di totale inaccettazione, nonostante le prime avessero cercato, e in qualche modo ottenuto, un avallo formale dalla Direzione Sanitaria.
Il fatto è che le ambiguità del ruolo stesso di A.S. si ripercuotono all'interno delle varie posizioni di carriera...".
C. ...
..."La formazione è e rimane un grande problema aperto... Oltre i tentativi di qualificazione e di sigle più volte sperimentate anche a Napoli è innegabile la profonda crisi di professionalità di scuole e scuolette che hanno proliferato anche nella nostra provincia.
Il recente decreto dovrebbe consentire un miglioramento della situazione...
Di passaggio si deve osservare che 1'A. S. è un lavoratore che, per ceto sociale e per formazione scolastica, è abbastanza vicino al mondo dei medici, sociologi, psicologi e delle altre figure sociali. Però, è 1'unico a non possedere un titolo di laurea specifico e riconosciuto... È evidente, da ciò, il rischio di esercitazione di un ruolo che spesso ripete altre funzioni e maschera altre figure...
Conosco AA.SS. che hanno la laurea in sociologia; che fanno indagini epidemiologiche. Tutte cose, cioè che attengono ad altre professionalità, piuttosto che alla propria.
Essi pescano in altri campi, fino a quando non sarà chiarito qual è la specificità del loro ruolo, permarranno grandi contraddizioni di fondo. Negli ospedali capita spesso che 1'Assistente Sociale si rende inter
prete di un ruolo a metà fra 1'infermiere e il medico".
D. ...
..."Ritengo che per 1'apparato Amministrativo i guasti derivino dal sistema verticistico e dalla gerarchia interna.
Mi pare di poter affermare, dando uno sguardo intorno, che esistono molte separatezze e molte difficoltà organizzative dei diversi apparati pubblici in cui opera il Servizio Sociale...
Uno dei problemi di maggiore complessità è certamente quello della dicotomia fra verticalità e orizzontalità del sistema e delle conseguenti funzioni... Nel sistema verticistico 1'A.S. (o anche 1'eventuale Coordinatore) rappresenta un anello debole della catena anche perché, in carenza di titoli, il suo rapporto col medico ed anche con lo psicologo e gli altri professionisti è perdente.
Ugualmente, si possono riscontrare difficoltà di rapporto nell'ipotesi di una gestione per ora solo téoricamente "orizzontale" dei servizi. Il rischio più evidente è di costruire tanti "Generali senza soldati" ~
, tanti uffici; tante scrivanie; poca comunicazione e poco territorio... La soluzione è, forse, da ricercarsi in un equilibrio fra i due citati sistemi" .
E. ...
.. . "Intanto mi sembra che gli strumenti siano un po' da inventare e quindi sara la pratica quotidiana, il lavoro di equipe che permetterà, poi, di scoprire detti strumenti.
Per esempio: in altri contesti viene portato avanti il discorso dell'operatore unico e si dice che, come nel nostro caso, 1'approccio al paziente possa avvenire, indifferentemente, da parte del medico, dello psicologo, dell'assistente sociale. Salvo, poi a ricorrere allo "specialista" nella fase successiva.
Ritorna 1'importanza dell'equipe...Presso questo Centro, secondo questo piano, è 1'A.S. che lavora in "accettazione" per cui il primo incontro con utente lo realizza proprio 1'A.S...."
F. ...
... "È particolarmente difficile essere Dirigenti nel campo dei Servizi Sociali per la delicatezza del settore, per i compiti, per le modalità di distribuzione di tali compiti.
Ritengo che tale Dirigente debba possedere non solo una grande preparazione culturale e professionale ma, anche, elevate capacità di contatto umano...".
G. ...
..."In questo Servizio, la prima difficoltà riguarda la carenza dell'organico. Molto evidentemente una sola A.S. che opera in questo Centro non è neppure in grado di coprire la presenza nei turni orari della giornata. I1 centro è aperto dalle 8 alle 20... In questo contesto anche a volere assolvere semplicemente agli adempimenti di lavoro burocratico, vengono a cadere anche le minime possibilità realizzative...".
H. ...
..."La pianta organica per gli AA.SS. di questo CIM prevede quattro unità ed è stata fatta in base alle preesistenze. Finora il blocco dei concorsi, gli intrecci delle normative
vigenti e le resistenze sindacali alla mobilità del personale, hanno impedito 1'emanazione dell'apposito bando di concorso. Sembra che i tempi stiano maturando per una soluzione positiva della situazione...".
I. ...
... "Un'ultima serie di difficoltà contingenti mi sembra debbano farsi risalire ad una mancanza di strategia comune e di programmazione del personale in rapporto alle esigenze del territorio.
In questo senso, mi sembra, che le assunzioni fatte dal Comune anche dei giovani della `'285" presentino qualche elemento di approssimazione; una concertazione non programmata di forza-lavoro e una distribuzione sul territorio poco corrispondente ai bisogni dell'utenza. La insoddisfazione del ruolo dipende anche da questi fattori...".

4. DR.SSA MARIANNA GIORDANO
DIRETTORE CENTRO SERVIZIO SOCIALE ADULTI DI NAPOLI MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
A. ...
..."Credo che il peso della burocrazia sia consistente. Molto dipende dai vincoli di legge che regolano 1'organizzazione dei nostri Centri.
In realtà molti adempimenti di tipo amministrativo vengono, di norma, affidati alle Assistenti Sociali.
Spesso la prevalente attività di tipo amministrativo burocratico, va a scapito del lavoro tecnico e sociale, che pure è di fondamentale importanza.
Il peso della burocrazia tocca anche il livello del coordinamento. Spesso 1'attività di coordinamento si riduce a organizzazione e disciplina di pratiche".
B. ...
... "Nella pratica è possibile riscontrare un livello di insoddisfazione se non addirittura di rifiuto della funzione della Supervisione. Credo che sia possibile esercitare la supervisione; la verifica e il
controllo del lavoro solo se sussistano le condizioni di accettazione del ruolo e del contenuto di quella specifica funzione.
Invece, il fatto che il lavoro profesionale, complessivamente considerato, venga vissuto con demotivazione dalle Assistenti Sociali, fa sì che 1'esercizio del controllo, divenga attività di tipo fiscale e che la supervisione si riduca ad una inaccettabile ed inaccettata correzione degli errori".
C. ... "Ritengo che occorra definire meglio con una normativa le "re
gole del gioco" tra chi svolge la funzione del coordinamento e chi quella del servizio sociale in senso più stretto.
Forse ci vorrebbe una specie di "verifica periodica" nel tempo; sia per migliorare i livelli di comunicazione fra le due posizioni; sia per definire meglio la gerarchia e 1'organizzazione dei ruoli.
La strada da percorrere mi sembra quella di riuscire ad impostare un'organizzazione del servizio puntando molto sul lavoro di gruppo per controllare la burocrazia e per sviluppare e armonizzare le diverse professionalità in campo".
D. ...
..."Per i problemi della motivazione al lavoro, mi sembra importante che si sviluppino le opportunità dell'aggiornamento professionale.
Mi pare assai utile intensificare le occasioni per riscoprire il significato del ruolo e il senso di appartenenza.
Non è difficile percepire in generale, oggi, nella categoria, un forte senso di scoraggiamento e di demotivazione... Forse occorrono nuove idee e nuovi impulsi che, credo, possano pervenire da spinte anche interne. Penso ai movimenti e alle grandi idee che possano pervenire dalla società civile".
E. ...
... "Ribadisco che per gli aspetti organizzativi e funzionali la strada giusta mi sembra quella di procedere col metodo del lavoro di gruppo, con una distribuzione più attenta dei compiti, centrando meglio gli ambiti e i livelli delle specifiche responsabilità di lavoro.
In questo modo individuo una figura professionale molto inserita nel territorio; in un progressivo miglioramento delle sue capacità tecniche di lavoro e della sua stessa immagine.
Un'altro aspetto rilevante può essere 1'attuazione di un sistema più "orizzontale" dei rapporti, in modo da consentire maggiori spazi e autonomia funzionale alla periferia e soprattutto miglioramenti nel livello delle decisioni... che non discendano esclusivamente e verticisticamente sempre dall'alto.
Immagino un Centro attivo, dinamico, organizzato, che abbia tuttavia gli spazi e t'agibilità politica per muoversi...".
F. ...
..."Individuo tre capacità peculiari da attribuirsi ad un Dirigente dei nostri Centri: quella di essere un bravo coordinatore; quella di saper decidere nel modo giusto, chiaro e tempestivo; e quella di saper intrattenere un rapporto professionale positivo ed equilibrato col personale".
G. ...
... "Inoltre nella realtà napoletana, per esplicare questo difficile "mestiere" occorre sviluppare una grande attenzione culturale verso le città, e i suoi drammatici e gravi problemi; per leggerne i fermenti positivi e per non rimanere imbrigliati nella logica imperante dell'emergenza e dell'assistenzialismo resistente".
neopam-votailprof
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fare l'assistente sociale significa lavorare in uno dei più precari campi!! e non solo! vogliamo parlare degli stipendi? si guadagna bene??? :opporc:ma quando mai e in quale parte del mondo? sicuramente non in Italia! entrare nel pubblico è quasi un' utopia... nel privato, se riesci a trovare un posto, sei sottopagato e solitamente con contratti a progetto determinati. ragazzi, trovate un'altro lavoro che vi permetta di vivere almeno dignitosamente... ascoltate il consiglio di un'assistente sociale!
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