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Da qualche mese a questa parte quasi quotidianamente il dibattito politico ruota intorno a questioni ataviche ma sulle quali sembra esserci sempre qualcosa di nuovo da scoprire.
Libri, dossier, inchieste giornalistiche hanno scandagliato a fondo il problema degli sprechi e dell’inefficienza della nostra pubblica amministrazione.
I costi della politica, gli stipendi di parlamentari e dirigenti pubblici, le decine di privilegi, ma anche in alcuni casi la totale mancanza di efficienza ed efficacia in molti enti pubblici.
L’esperienza ci dimostra che purtroppo alcune di queste denunce sono tutt’altro che fantasiose e che la realtà, come spesso accade, è in grado di superare ogni soglia di umana immaginazione.
Accade così che in una Università pubblica l’inefficienza e l’incompetenza di alcuni dirigenti e funzionari possa divenire un ostacolo imprevedibile ed imprevisto nella carriera di ogni singolo studente: appelli che compaiono sul sito internet della facoltà e che inspiegabilmente spariscono dopo qualche settimana stravolgendo i progetti degli studenti; responsabili didattici che ricevono al pubblico (ovvero agli studenti) per appena otto o dieci ore a settimana; responsabili di progetti perennemente assenti ed irreperibili (anche durante gli orari di apertura al pubblico dei loro uffici); incapacità di fornire informazioni coerenti e certe….
Potrei continuare con gli esempi astratti (sebbene tutti frutto di esperienze da me vissute in prima persona), tuttavia voglio raccontare un episodio che ha davvero dell’incredibile.


Sono uno studente fuori corso di Politiche e Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche di Catania e da quest’anno, per una serie di ragioni, ho deciso di non prendere in affitto una casa a Catania. Ogni qual volta devo sostenere un esame o risolvere un problema di carattere didattico/amministrativo, dunque, mi reco a nel capoluogo etneo. Il che non sarebbe di per sé un problema se, una volta percorsi 120 chilometri, ci si trovasse dinnanzi ad una struttura efficiente ed organizzata.
Il 29 Novembre 2007 mi reco in Facoltà per sostenere un esame di Storia dell’Africa.
Appello straordinario riservato ai fuori corso previsto sul sito internet della Facoltà.
Qualche giorno prima avevo regolarmente effettuato la prenotazione on-line dell’esame senza alcuna difficoltà tramite il portale internet dell’Ateneo, e la mattina del 29 alle 6.45 ero partito da Modica per raggiungere Catania entro le 9.00, orario dell’appello.

Appena giunto in Facoltà controllo la bacheca luminosa che sovrasta gli ascensori e che fornisce indicazioni in tempo reale su tutti gli esami e le lezioni di quel giorno: il mio esame si terrà nell’ufficio del docente.
Raggiungo la stanza e subito incontro altri due colleghi, ripassiamo per un po’ con la consueta tensione ma dopo un’attesa di oltre un’ora, che solitamente è considerata come un fisiologico ritardo del docente, decidiamo di rivolgerci alla segreteria di Presidenza per venire a conoscenza di eventuali imprevisti incorsi al docente.

E qui viene il bello. Uno degli addetti del personale tecnico-amministrativo ci risponde che, molto semplicemente, il docente è ormai in pensione dall’inizio del mese e, nonostante siano trascorsi già ventotto giorni dal pensionamento, non è ancora stato individuato un sostituto.
Letteralmente allibiti decidiamo di ricercare un responsabile che sia in grado di spiegarci le ragioni di una superficialità tanto evidente e che sappia indicarci una rapida soluzione ai nostri problemi. E qui comincia l’ormai celebre valzer dello “scarica barile”.
In Presidenza, ci viene detto, il Preside non c’è, non c’è nemmeno il Vice-Preside, non c’è nemmeno il responsabile della Segreteria di Presidenza, non c’è il Presidente del nostro Corso di Laurea.
Ci rechiamo allora presso l’ufficio didattico della Facoltà dove la prima accoglienza, come sempre accade sta tutta in una frase: “ragazzi questo non è orario di ricevimento..”.

Tuttavia, compresa la gravità della cosa, ci concedono la grazia di ascoltare le nostre lamentele alle quali, chiaramente, non sanno come rispondere, e dopo aver inutilmente tentato di rintracciare una qualche responsabilità imputabile ad una nostra disattenzione, si arrendono all’evidenza dei fatti.
Anche stavolta la frase di rito sia sempre la stessa: “si è trattato di una dimenticanza, ci è sfuggito…”
Peccato che questa “dimenticanza” non sia la prima. E peccato che con queste stesse frasi di rito mi era stato risposto in altre occasioni.



Come quando, in Settembre ero partito, sempre da Modica e sempre alle prime ore della mattina, per sostenere un’esame che però, una volta giunto in Facoltà, ho scoperto essere stato spostato alla settimana successiva.
Il docente lo aveva comunicato in anticipo, ma l’annuncio agli studenti era stato reso pubblico (nelle bacheche e su internet) solo all’ultimo momento, proprio mentre ero già in viaggio verso Catania.
Anche in quel caso era stata una fatale dimenticanza.
E come non raccontare di quella mattina, sempre di Settembre, che partii da Modica per andare a parlare con il responsabile di un ufficio didattico e trovai affisso fuori dalla porta un foglio di carta scritto a mano con una penna rossa in cui si leggeva: “Nella giornata di oggi l’ufficio resterà chiuso”?
Mi dovetti armare di pazienza e ritornare il giorno successivo. Peccato che l’indomani quel foglio fosse ancora affisso alla porta… qualcuno in compenso aveva avuto la simpatica idea di aggiungere un piccolo dettaglio al messaggio, solo due parole: “Nella giornata di oggi e DI DOMANI, l’ufficio resterà chiuso.”
L’aver utilizzato una penna di un altro colore ha contribuito a smascherarli…
Questi episodi come è evidente, oltre ad essermi costati qualche ora di sonno e tanti litri di benzina, mi hanno tolto la cosa più preziosa per uno studente: il tempo.
Per colpa della negligenza e dell’inettitudine di alcuni dirigenti e funzionari, uno studente universitario rischia di gettare al vento mesi e mesi di studio, di saltare intere sessioni d’esame, di posticipare l’appuntamento con la tanto agognata laurea.
Ho raccontato episodi accaduti a me in prima persona, ma sono certo che mettendo insieme le esperienze di tanti colleghi ne potrebbe venir fuori un libro…
Migliaia e migliaia di studenti dell’Ateneo di Catania e della Facoltà di Scienze Politiche, sono fuori sede, spesso lavorano e per ragioni economiche o personali non sono nelle condizioni di vivere da studenti a Catania. Provengono dalle province limitrofe e devono sopportare ore di strada per raggiungere la Facoltà.


E’ mai possibile che nel 2007 non si sia ancora capito quanto importante sia la comunicazione?
E’ concepibile che un ente tanto importante e con tanti utenti non riesca a gestire l’informazione in maniera trasparente ed accessibile?
Qualcuno dovrebbe spiegare a certi funzionari che siamo noi cittadini a pagare i loro stipendi e noi studenti a dar loro un lavoro.
Qualcuno dovrebbe spiegare a certi dirigenti che invece di cercare sempre nuovi finanziamenti potrebbero cominciare a spendere bene quei pochi soldi che hanno premiando la produttività e “punendo” la negligenza.
Qualcuno dovrebbe spiegare a certi politici siciliani che invece di invocare la costruzione di cento Università di quartiere, sarebbe il caso di concentrare gli sforzi per migliorare i nostri grandi Atenei rendendoli competitivi e qualificati per competere sul mercato della cultura globale.
punkfly-votailprof
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hai perfettamente ragione l'esigenze di noi studenti vengono prese sempre sotto gamba...il problema e che nessuno ci tutela i rappresentanti fanno quel che possono :-) , ma sta a noi cominciare a ribellarci seriamente, se invece di fare gli omertosi tra colleghi ci impegnassimo a collaborare tra di noi la vita in facoltà sarebbe più facile la collaborazione e la disattenzione di alcuni responsabili di segreteria sarebbe presa più seriamente di una semplice dimenticanza!! purtroppo noi studenti fuori sede non possiamo incappare sempre in,come le chiamano loro "semplici dimenticanze" a noi la loro dimenticanza ci costa denaro e stresss !!!
saperedisapere-votailprof
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Sono proprio problemi di questo genere ad aver spinto l'organizzazione di una raccolta firme come protesta ai disservizi ecco il link:
http://www.unimagazine.it/forums/universita-di-catania/catania/scienze-politiche/annunci-e-spazio-rappresentanti/15118-raccorta-firme-protesta-diciamo-basta-ai-disservizi-della-nostra-facolta.html#post130739
ricardomundial-votailprof
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è nato un blog apposta per denunciare i disservizi dell'università: MalaUniversità
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