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Cari Studenti,
negli interventi di risposta al mio ultimo messaggio è stato sollevato il problema del calcolo della media dei voti.

Ritengo necessario, in primo luogo, precisare la esatta rilevanza del problema.
Il calcolo della media dei voti è espressamente previsto solo per la valutazione delle classi di merito e non per l’attribuzione del voto di laurea. Preciserò di seguito i due aspetti e i problemi connessi.

Per quanto riguarda la formazione del voto di laurea, devo precisare che nessuna norma prescrive l’adozione della media dei voti riportati nelle singole prove d’esame come base per la formazione del voto finale di laurea.
Sul piano formale, ciascuno dei componenti della commissione (ordinariamente 11) dispone di 10 punti che può attribuire sulla base di alcuni parametri. La somma dei singoli voti consente di formare il voto su base 110 (= 10 punti*11 componenti).
I singoli componenti devono valutare a) la prova finale; b) la carriera scolastica.
Non esiste criterio fisso formalizzato dalla legge.

Tradizionalmente la valutazione della carriera scolastica si è tradotta nella valutazione della media dei voti riportati nelle singole prove d’esame e la valutazione della prova finale in un punteggio aggiuntivo rispetto alla media delle singole prove.

La tradizione non ha impedito che l’articolazione delle Facoltà in numerosi corsi di laurea e la crescita del numero e dell’articolazione delle commissioni producessero effetti di disomogeneità e criteri di valutazione profondamente differenziati.

Sembra emergere, quindi, con forza il problema di una regolazione a garanzia della omogeneità di criteri fra le varie commissioni.
La soluzione, ovviamente, non può essere costruita al di fuori della legge vigente, anche se può essere articolata nel rispetto delle peculiarità di ciascun corso e dell’autonomia di ciascuna commissione.

“Valutazione della carriera” può significare molte cose: dalla valutazione della sola media a valutazioni più significative che tengono conto delle qualità istituzionali delle discipline di ciascun corso di laurea (per legge raggruppate in discipline di base, caratterizzanti, ecc.) e quindi del possibile diverso “peso” qualitativo di ciascuna di esse.

In ogni caso, il calcolo della media, fra prove che certificano la conoscenza di discipline di diverso peso quantitativo in termini orari, non può non essere ponderato in relazione al numero dei crediti per insegnamento.
Ulteriore problema è quello che deriva dalla presenza di certificazioni espresse in “voti” e certificazioni espresse in semplici “idoneità”.

I problemi che vi ho riferito con particolare brevità sono quelli che dovremo affrontare in commissione didattica paritetica e che devono essere risolti con urgenza, sia per il completamento delle carriere di ciascuno di Voi, sia per una corretta rappresentazione del valore e del peso attribuiti dalla Facoltà a ciascun percorso formativo.

Parzialmente diverso si presenta il problema della formazione delle medie per le valutazioni del merito nel passaggio da uno ad altro anno di corso. In questo caso, il problema si riduce alla valutazione del rapporto da istituire tra prove provviste di voto e voto concluse con il semplice giudizio di idoneità. È necessario istituire un rapporto che esprima con chiarezza il peso che la Facoltà attribuisce rispettivamente alle conoscenze e alle abilità. Anche questa è una decisione che deve essere assunta con urgenza.

Attendo Vostre indicazioni e Vostri suggerimenti per sottoporre i due problemi alla commissione didattica.
Grazie dell’attenzione! A presto!

Giuseppe Vecchio
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