Calisp98
Calisp98 - Sapiens Sapiens - 1444 Punti
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mi potete parlare dello sfruttamento minorile nella seconda rivoluzione industriale???
housettara
housettara - Sapiens Sapiens - 862 Punti
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Poiché la Gran Bretagna fu la prima nazione a sperimentare la rivoluzione industriale, essa fu anche la prima a manifestare particolari problemi di lavoro minorile connessi alla produzione in fabbrica. Alla fine del XVIII secolo, infatti, i possessori di cotonifici reclutavano gli orfani e i figli di famiglie povere in tutto il paese, utilizzandoli come operai in cambio del semplice mantenimento; in alcuni casi, fanciulli di cinque o sei anni erano costretti a lavorare dalle tredici alle sedici ore al giorno.
All'inizio del XIX secolo i riformatori sociali cercarono di ottenere restrizioni legislative per ovviare agli aspetti più negativi del lavoro minorile, ma con risultati molto scarsi. Spesso con l'approvazione dei dirigenti politici, sociali e religiosi, si consentiva di impiegare i fanciulli in mansioni pericolose, come quelle tipiche delle miniere. I risultati erano l'analfabetismo, l'ulteriore impoverimento di famiglie già misere e una moltitudine di fanciulli ammalati o invalidi.
Le agitazioni popolari per ottenere delle riforme aumentarono allora in modo costante. La prima, importante legislazione britannica sul lavoro entrò in vigore nel 1878, quandò l'età minima di impiego fu portata a dieci anni, e ai datori di lavoro fu richiesto di ridurre l'utilizzo di fanciulli tra i dieci e i quattordici anni, facendoli lavorare a giorni alterni o a mezza giornata. Oltre a rendere il giorno del sabato per metà festivo, questa legislazione limitò anche la giornata lavorativa dei minori tra i quattordici e i diciotto anni a dodici ore, con una pausa di due ore per i pasti e il riposo.

Lo sviluppo del sistema industriale generò anche in altre nazioni uno sfruttamento del lavoro minorile simile a quello che si verificava in Gran Bretagna. Durante i primi anni del XIX secolo i bambini tra i sette e i dodici anni costituivano, ad esempio, un terzo della manodopera delle fabbriche statunitensi.
La legislazione adottata a fine Ottocento da molti paesi per contenere l'analfabetismo fra i fanciulli lavoratori stabilì l'età lavorativa minima e il numero massimo di ore giornaliere e vietò il lavoro minorile all'interno di fabbriche dove si trattavano materiali pericolosi. La prima Conferenza internazionale del lavoro, tenuta a Berlino nel 1890, costituì il primo tentativo internazionale concertato per elaborare delle norme sull'impiego dei minori.
La moderna legislazione sul lavoro minorile nel mondo industrializzato generalmente è legata alla legislazione scolastica sulla frequenza della scuola dell'obbligo. Sebbene sia vietato alla maggior parte delle industrie e delle attività produttive di utilizzare ragazzi in età scolare per impieghi a tempo pieno, i fanciulli vengono largamente impiegati nel “primo” e nel “secondo” mondo in lavori d'altro genere o part-time.

Il lavoro minorile continua a costituire anche oggi un grave problema in molte parti del mondo, soprattutto nei paesi sottosviluppati dell'America latina, dell'Africa e dell'Asia, dove le condizioni di vita dei fanciulli lavoratori sono misere e le possibilità di istruzione minime. Quindi, poiché i magri guadagni dei fanciulli sono indispensabili per la sopravvivenza della famiglia, in certi casi essi vengono ceduti dalla famiglia stessa a datori di lavoro che hanno anticipato una somma di denaro sulla quale sono dovuti onerosi interessi, che i fanciulli devono rimborsare col proprio lavoro, venendo così a trovarsi in una situazione di vera e propria schiavitù.
In alcune nazioni l'industrializzazione ha creato per i minori condizioni lavorative simili a quelle delle fabbriche e delle miniere europee del XIX secolo, anche perché i vincoli legali talvolta esistenti vengono aggirati mediante clausole che permettono il lavoro all'interno della famiglia. È difficile ottenere statistiche precise, poiché il lavoro minorile è ufficialmente illegale quasi ovunque: per le autorità è molto difficile quantificare il problema, e quindi controllarlo. Secondo statistiche largamente accettate, il lavoro minorile si colloca comunque tra il 2 e il 10% della forza lavoro globale di alcune aree dell'America latina e dell'Asia, e supera il 10% per cento in alcuni paesi del Medio Oriente.

I maggiori sforzi per eliminare lo sfruttamento della manodopera minorile nel mondo sono stati compiuti dall'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), fondata nel 1919 e ora istituto specializzato dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). L'organizzazione ha introdotto varie regolamentazioni sul lavoro minorile, incluse l'età minima di sedici anni per venire ammessi a qualsiasi tipo di lavoro (anche all'interno della famiglia), un'età minima maggiore per particolari lavori, visita medica obbligatoria e regolamentazione del lavoro notturno. L'ILO non ha tuttavia il potere di imporre queste norme ai paesi membri.
anny=)
anny=) - Moderatore - 30562 Punti
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husettara , è obbligatorio da regolamento mettere la fonte dell'informazione ...quindi,per favore,specifica la fonte..
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