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Moon96
Moon96 - Genius - 18754 Punti
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Il titolo del capitolo è: Nel 500 gli europei danno inizio alla “tratta degli schiavi”
ragà x favore mi scrivete delle ricerche, possibilmente me ne servirebbe + d 1.
Grazie anticipatamente a tutti!!!!

:hi
KIM
KIM - Erectus - 50 Punti
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1.Nel XV secolo, le grandi potenze europee (Portogallo e Spagna innanzitutto) iniziarono a creare insediamenti nelle Americhe. Gran parte dei vantaggi economici che le colonie americane potevano garantire erano legate alla creazione di piantagioni (per esempio di canna da zucchero); in seguito, soprattutto con la penetrazione portoghese in Brasile, a questo si aggiunse la prospettiva di ricavare dalle colonie risorse minerarie. In entrambi i casi si richiedeva l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro pesante. Inizialmente, gli europei tentarono di far lavorare come schiavi gli indigeni americani; questa soluzione tuttavia non risultò sufficiente, soprattutto a causa della decimazione delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori europei (per esempio il vaiolo).

Nello stesso periodo, gli europei entrarono in contatto con la pratica nordafricana di far schiavi i prigionieri di guerra. I re locali delle regioni nella zona dei moderni Senegal e Benin spesso barattavano questi schiavi con gli europei. Gli schiavi ottenuti dai portoghesi e dagli spagnoli per questa via iniziarono a essere mandati nelle colonie americane, dando inizio al più grande commercio di schiavi della storia, quello attraverso l'Oceano Atlantico. La tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico assunse rapidamente proporzioni senza precedenti, dando origine nelle Americhe a vere e proprie economie basate sullo schiavismo, dai Caraibi fino agli Stati Uniti meridionali. Complessivamente, qualcosa come 12 milioni di schiavi attraversarono l'oceano; si tratta di una delle più grandi migrazioni della storia (e certamente la più grande migrazione forzata).
2.La tratta degli schiavi africani, praticata dagli Europei fin dall'inizio della conquista spagnola delle terre americane, costituì un aspetto fondamentale della storia mondiale dell'età moderna, sia come fonte dell'accumulazione di grandi fortune commerciali in Europa, sia come base di una nuova struttura economica nelle colonie e di un nuovo sistema di rapporti intercontinentali. Fin dal 1501 furono importati schiavi ad Haiti, per colmare i vuoti creati dalla rapida diminuzione della popolazione indigena. In seguito la corona spagnola si riservò il monopolio della tratta e quindi la facoltà di concedere ai mercanti permessi e autorizzazioni. La corona portoghese istituì il monopolio dei commercio degli schiavi per il Brasile; ma, oltre a provvedere al rifornimento dei territori brasiliani, i negrieri portoghesi ottennero, nella seconda metà dei Cinquecento, la maggior parte dei privilegi di importazione anche nelle colonie spagnole, assumendo quindi per un certo periodo una posizione dominante in tutto il commercio degli schiavi. Verso la fine dei Cinquecento cominciò a farsi sentire una forte pressione contro il monopolio che Spagna e Portogallo avevano istituito in questo importante settore dei traffico atlantico. Anche altre nazioni aspiravano ad avere la loro parte. La lotta fu condotta anzitutto nella forma dei contrabbando e della pirateria, che trovarono in questa attività il terreno adatto per le imprese più spettacolari e spesso anche più crudeli. Poco tempo dopo i mercanti inglesi, francesi, olandesi e di altre nazioni cominciarono ad ottenere concessioni legali per rifornire di schiavi le colonie spagnole e portoghesi. Anch'essi stabilirono quindi le loro basi, scali commerciali e marittimi, nelle regioni dell'Africa occidentale in cui i negri venivano catturati e venduti. Una svolta si verificò quando l'Inghilterra, la Francia e l'Olanda cominciarono anch'esse a penetrare nei territori americani e a crearvi, come vedremo, insediamenti coloniali. Evidentemente è impossibile indicare cifre precise in questo genere di traffico: secondo calcoli molto approssimativi, ritenuti attendibili da uno dei maggiori studiosi dei problema, Basil Davidson, circa 50 milioni di schiavi africani furono sbarcati in tre secoli nel Nuovo Mondo. Il flusso più intenso dell'importazione cominciò appunto nella prima metà dei XVII secolo, segnando un netto distacco dal periodo precedente sia dal punto di vista quantitativo che per la funzione che esso ebbe nell'economia europea. Si creò allora un grande circuito economico intercontinentale: manufatti a buon mercato venivano esportati dall'Europa in Africa per l'acquisto degli schiavi che mercanti e razziatori specializzati catturavano e portavano sulle coste della Guinea; gli schiavi, trasportati al di là dell'Aliantico, venivano scambiati con vettovaglie, materie prime e minerali prodotti nelle Americhe; queste merci, a loro volta, erano portate e vendute in Europa. Elemento essenziale dei nuovo sistema fu la diffusione delle piantagioni, produttrici di zucchero, tabacco, caffè, cotone. Il grande incremento del commercio di «avorio nero» fu dovuto appunto al bisogno di manodopera agricola per mettere a frutto grandi estensioni di terre americane e per il duro lavoro delle piantagioni, per il quale la manodopera indigena non era né sufficiente né adatta.
le ho prese da internet spero vadano bene
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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http://www.lasuperba.net/unige/africa/afrapp8.htm vedi qui
Moon96
Moon96 - Genius - 18754 Punti
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grz lino:love!!
grz a tutti!!
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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di nnt doll:love:love:love
chiudo
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