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  • raga mi serve una ricerca...!!!

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NUNZIA4EVER
NUNZIA4EVER - Ominide - 21 Punti
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la prof vuole sapere come sono oggi i peleggrinaggi e chi sn i pellegrini oggi. In pratica vorrei due ricerche su questi due argomenti grz gia' di anticipo... :satisfied :hi :stars :victory
ercaliffoderoma
ercaliffoderoma - Habilis - 247 Punti
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La definizione di pellegrinaggio indica un andare finalizzato, un tempo che l'individuo stralcia dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita (luoghi, rapporti, produzione di reddito), per connettersi al sacro.
Il termine proviene dal latino peregrinus, da per + ager (i campi), dove indicava colui che non abita in città, quindi lo straniero, ovvero qualcuno costretto a condizioni di civilizzazione ridotte.
Il suo uso posteriore invece - il nostro - implica una scelta. Chi parte in pellegrinaggio non si trova ad essere, ma si fa straniero e di questa condizione si assume le fatiche e i rischi, sia interiori che materiali, in vista di vantaggi spirituali - come incontrare il sacro in un luogo lontano, offrire i rischi e i sacrifici materialmente patiti in cambio di una salvezza o di un perdono metafisici - e perché no anche materiali, grazie alle avventure e occasioni che, strada facendo, non possono mancare.
In tutte le grandi religioni storiche esistono indicazioni, forme, destinazioni e finalizzazioni, del pellegrinaggio.
Attualmente la diminuzione dei tempi, dei rischi e dei costi di viaggio, nonché la desacralizzazione delle culture, fanno sì che la categoria culturale del pellegrinaggio sia ormai sempre più intrecciata con quella del turismo di massa, del quale viene anzi spesso considerata una specie di sottoclasse, almeno dagli operatori economici del settore (turismo religioso).
Nel mondo cristiano sono esistite due forme di pellegrinaggio[1], in seguito collegate e fuse tra loro:
1.Il pellegrinaggio devozionale
2.Il pellegrinaggio penitenziale
Il primo esiste fin dall'epoca paleocristiana e faceva parte del processo di conversione: per liberarsi dalle ansie e dalle tensioni del mondo si partiva verso Gerusalemme, dove si viveva da "stranieri", da "esuli" (secondo l'etimologia del termine "pellegrino";), magari fino al resto della propria vita. Un famoso esempio di pellegrinaggio devozionale fu quello fatto da sant'Elena, madre di Costantino I, nel IV secolo.
Il pellegrinaggio penitenziale, o espiatorio, invece ha origini più tarde, legate a tradizioni di origini insulari (anglosassoni e soprattutto irlandesi), dove si diffuse nell'alto medioevo per venire poi esportato nel continente europeo dai missionari nel VI e VII secolo. Esso era originariamente una forma di dura condanna verso una colpa molto grave (dall'omicidio all'incesto), nella quale incorrevano soprattutto gli ecclesiastici, non essendo essi sottomessi al diritto dei laici. Il reo era condannato a vagabondare in continuazione, per terre sconosciute e pericolose, vivendo nella povertà grazie solo alle elemosine, impossibilitato a stabilizzarsi altrove, lavorare e rifarsi una vita, in tutto simile alla vita fatta da Caino dopo l'omicidio di Abele (Genesi, 4, 12-14). Essi dovevano portare ben visibili i segni del loro peccato: giravano infatti nudi, scalzi e con ferri che ne cingevano i polsi e le gambe: non a caso in vari testi agiografici altomedievali ci sono passi in cui le catene si spezzano improvvisamente quale miracolo (piuttosto frequente) che segnalava la fine decisa da Dio della pena.

Chi erano i pellegrini? I pellegrini erano uomini e donne di tutti i ceti, di tutte le età che, mosse soprattutto dalla fede, si recavano in luoghi ricchi di particolari memorie e di risonanze care alla cristianità. Era gente, ovviamente, che camminava e le loro strade si snodavano lungo percorsi che per secoli hanno ricoperto l’Europa come una ragnatela, un sistema viario in cui Lucca occupava una posizione di rilievo. Lucca è sempre stata all’interno dei grandi percorsi delle “peregrinationes majores”, era una città particolarmente frequentata: si trovava infatti sul percorso che collegava le grandi aree del nord Europa alle mete più importanti della cristianità, la città di Roma e la città di Gerusalemme. Le grandi mete delle “peregrinationes majores” erano tre: Roma, Gerusalemme e Monte S. Angelo sul Gargano. Solo successivamente si aggiunse Santiago di Compostela.
Lucca si trovava in una posizione particolarmente felice. Era infatti sul percorso che dal nord e dal centro Europa portava verso Roma e da Roma poi a Monte S. Angelo e ai porti della Puglia, dai quali i pellegrini si imbarcavano per Gerusalemme, ma si trovava anche sul percorso inverso: cioè sull’itinerario che dal sud e dal centro dell’Italia, lungo vie che attraversavano alcune la Pianura Padana, altre invece il golfo di Genova (le vie del mare), portavano a Santiago di Compostela. Quindi Lucca era una città di grande transito e il fenomeno del pellegrinaggio la consacrò sicuramente come una delle tappe privilegiate, luogo di sosta e in certi casi punto di arrivo di itinerari devozionali. E come tale conserva ancora oggi molte testimonianze che l’autore ci fa riscoprire accompagnandoci in un vero e proprio percorso all’interno delle mura fra bassorilievi, spedali, sarcofagi e reliquiari.

SPERO DI AVERTI AIUTATO :D
ALLA PROSSIMA ;)
{Zahra}
{Zahra} - Eliminato - 11670 Punti
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Ercaliffoderoma, il regolamento chiede anche la fonte delle informazioni prese. Noto che sei iscritto da poco quindi se ti ricordi la fonte, postala, altrimenti ricorda di farlo dalla prossima volta. Grazie.
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