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pericle e la guerra del peloponeso
Francy1982
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Prima guerra del Peloponneso
Dopo la fine politica di Cimone e l'assassinio di Efialte, la guida politica passata in mano di Pericle permise ad Atene di effettuare in chiave anti-spartana un'alleanza con Argo e con la Tessaglia, così da poter disporre di un potente esercito e di una cavalleria formidabile oltre che della flotta più potente dell'Egeo.
Nell'ottica di alleanze c'è da tenere in considerazione la pace di Callia con l'impero persiano e la protezione fornita a Megara, con l'edificazione delle mura di collegamento fino al porto di Nisea e l'insediamento di una guarnigione ateniese.
Se infatti la prima garantiva ad Atene di non essere impegnata su due fronti, dopo la non felice campagna d'Egitto, la seconda le garantiva in chiave strategica il controllo dei passi che portavano dal Peloponneso in Attica oltre a permettere un più agile collegamento con Argo.
Se la situazione non disturbava direttamente Sparta, impegnata nella terza guerra messenica, era di notevole intralcio ad una sua potente alleata, Corinto, che assieme ad Egina si trovò costretta a difendere i propri interessi commerciali.
Infatti l'aiuto garantito alla concorrente Megara e i continui disagi posti dalla presenza ateniese nei mari costrinsero le due città aiutate da Epidauro a ribellarsi, ma la flotta peloponnesiaca perdette ben 70 navi ed Egina fu messa sotto assedio, era il 459 a.C.
Così l'anno dopo Corinto inviò un contingente militare per assediare la città concorrente, ma il pronto intervento dello stratega ateniese Mironide, con il suo esercito di veterani ed efebi, fu fatale.
Il prestigio di Atene è al massimo splendore, grazie alla serie di alleanze e alle vittorie con Corinto, l'assedio a Egina e per il momento la felice campagna in Egitto. È in questo momento che vengono erette le Lunghe Mura difensive che collegano Atene al Pireo e alla baia del Falero, formando una fortezza triangolare.
La fine dell'assedio al monte Itome, con il rilascio degli assediati, permise agli efori di cercare alleati in Beozia, contrastando il legame di Atene con i tessali. L'intervento spartano permise a Tebe di riprendere il suo ruolo di leader militare nella regione, perso dopo le guerre persiane e la dissoluzione della lega Beotica. L'occasione si ebbe con la richiesta di aiuto della Doride attaccata dai focesi; Nicomede, reggente di Pleistonatte (ancora fanciullo), vi trasferì 1.500 spartani e 10.000 opliti peloponnesiaci. Durante il trasferimento i nemici di Pericle gli chiesero di attaccare la città, quasi sguarnita, invece lo stratega riuscì a recuperare 13.000 uomini, 1.000 argivi unendoli alla cavalleria tessala.
È in questa situazione che si ebbe, nel 457 a.C., la prima battaglia di Tanagra e la successiva battaglia di Enofita, il cui esito permise ad Atene di mantenere il controllo sulla Grecia centrale, l'Istmo, oltre l'alleanza con la Tessaglia e Argo, soggiogando poi la Focide e la Locride orientale. Poco dopo cadde anche Egina, la quale entrò a far parte della lega di Delo, con un pagamento di 30 talenti annuali e per di più l'Acaia nel 455 a.C. stipulò un'alleanza con Atene, specie dopo la sua incursione a Sicione e l'insediamento degli iloti ribelli a Naupatto.
Atene era alla sua massima espansione territoriale, ma ben presto le cose cambiarono:
la sconfitta patita in Egitto pregiudicò la possibilità di approvvigionamento di grano a basso costo oltre alla perdita di 50000 uomini e 250 navi, incrinando il prestigio della città, la quale decise di trasferire il tesoro di Delo all'interno delle proprie mura. Tesoro che Pericle usò per abbellire la città;
a ciò si aggiunse il fallimento di restituire Farsalo, in Tessaglia, al partito filo-ateniese e la sconfitta subita nei territori di Sicione, dove una spedizione guidata da Pericle era intenta ad acquisire basi logistiche in Acarnania, presso la foce dell' Achelaoo;
il ritorno dall'esilio di Cimone, permette nel 451 a.C., di stipulare una tregua quinquennale tra le due leghe, dove Atene rinuncia all'alleanza con Argo.
L'anno seguente è al comando di una flotta alla volta di Cipro, dove nonostante la sua morte gli ateniesi liberano dall'assedio persiano l'isola. La sconfitta persiana diede la possibilità di raggiungere a breve una tregua tra le due potenze detta pace di Callia, permettendo ad Atene di concentrarsi sul fronte interno;
la pace in Grecia ben presto finì, infatti nel 448 a.C., gli spartani intervennero a Delfi nella seconda guerra sacra, dove i focesi si erano impadroniti della città;
l'anno seguente una rivolta di oligarchi in Beozia appoggiati da Tebe scalzò i regimi democratici alleati di Atene.Il comandante Tolmide con il suo esercito liberò Cheronea e Orcomeno, ma accerchiato a Coronea dovette abbandonare la Beozia. Ad Atene rimaneva come alleata la sola Tessaglia, per giunta del tutto inaffidabile;
nel 446 a.C., la rivolta si spostò in Eubea e a Megara, così il re spartano Pleistonatte occupò l'Attica, ma forse corrotto da Pericle non attaccò venendo destituito, mentre Atene soggiogata la rivolta stipulò un trattato trentennale con Sparta.
Si chiudeva una fase per l'impero ateniese nella quale pur avendo compiuto immani sforzi non ebbe in cambio il controllo di Egina e Naupatto, quindi la politica estera di Pericle si può definire da questo punto di vista fallimentare.
La pace trentennale non spostò certamente gli equilibri in Grecia, dove Atene continua a pretendere il phoros, dagli aderenti alla lega, utilizzandolo per abellire la città e potenziarne le difese. Inoltre la sua sfera di influenza raggiunse la Calcidica con la fondazione della colonia di Anfipoli alla foce del fiume Strimone, a cui va ad aggiungersi l'alleanza con i Traci Odrisi, che assicurò lo sfruttamento delle miniere della regione e il commercio col Bosforo Cimmerio di frumento e pesce.
La goccia che fece traboccare il vaso fu però l'interessamento ateniese dei traffici marittimi con le colonie della Magna Grecia cosa che andava a cozzare con gli interessi di Corinto. L'Acarnania, regione strategicamente molto indicata nelle vesti di base di appoggio per i traffici con l'Italia divenne il loro principale obbiettivo.

tratto da Wikipedia
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