panda amore mio
panda amore mio - Bannato - 22 Punti
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ragazzi devo fare una ricerca sulla condizione della donna nell'età classica. mi aiutate a cercare un sito in cui spieghi in modo semplice , ma dettagliato e non molto lungo questo argomento?
per favore
Doneds
Doneds - Erectus - 145 Punti
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Condizione femminile età romana : http://www.romanoimpero.com/2009/07/la-donna-romana.html

http://www.atuttascuola.it/siti/fuse/condizione_femminile_grecia_antica.htm

Nell'antica grecia!

Spero di esserti stato utile
panda amore mio
panda amore mio - Bannato - 22 Punti
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uff no nell'epoca romana ma nell'età classica
Doneds
Doneds - Erectus - 145 Punti
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# panda amore mio : uff no nell'epoca romana ma nell'età classica
Con età classica che intendi?
panda amore mio
panda amore mio - Bannato - 22 Punti
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boh ma nn lo so manco io la prof ci ha dato solo qst traccia senza manco spiegare
Achille95
Achille95 - Sapiens Sapiens - 1759 Punti
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Ciao,Prima ti faccio un excursus brevissimo su quello che so sulla donna greca dell'eta' classica,dopodichè ti incollo un apputno interessante.

La donna nell'eta' greca classica è una figura molto particolare,vista nella storia con misoginia, (miso : odio - gine donna)perchè pur essendo il nucleo fondamentale della famiglia,è sottostante all'uomo e vista come inferiore rispetto a lui. Inoltre,ricorda bene che la donna era considerabile un possesso,un contenitore in cui far crescere il figlio che deriva solamente dall'uomo. (vedere il minotauro,che era Mino , parte del seme di minosse, e Tauro,parte del seme del toro poseidonico. La donna normalmente nìnon aveva il diritto al veto , e un errore commesso da lei era molto piu' grave di quello commesso dall'uomo. Ad esempio l'adulterio (tradimento) era severamente punito se commesso dalla donna,ma assolutamente non punito per l'uomo. In stretta sostanza,la donna era considerabile un essere inferiore all'uomo che dipendeva da lui biologicamente e moralmente, e nonostante fosse il nucleo familiare, era costantemente tediata dalle ingiustizie nella societa' a causa dell'uomo. La redenzione avverra' con tragediografi come Euripide,che nella MEDEA emancipa la figura femminile.

Non ti anticipo altro al programma,spero di esserti stato utile.

COMPLETA LO STUDIO CON IL LIBRO DI TESTO E GLI APPUNTI




Il problema della storia della donna, della sua funzione anzi della sua stessa natura, non ?ato oggi, ?n problema antichissimo, che affiora qua e l?n tutte le epoche, anche e vorremmo dire, soprattutto nei periodi pi?tifemministi. Ne la societ?n?a religione, n?'uomo stesso si sarebbero tanto affannati a reprimere e sopprimere la donna se essa non fosse stata ben presente e chiaramente recalcitrante o perlomeno ostile a farsi sopprimere. Per secoli, anzi per millenni la donna non parla. Parlano per lei le leggi, gli editti, le proibizioni degli uomini, le lapidi che la ricordano. Il quadro della situazione della donna nella Grecia classica, era particolare e caratteristico dell'epoca: delle due grandi repubbliche di Sparta ed Atene, Sparta era quella che, secondo la mitica legislazione di Licurgo, offriva alle donne libere una situazione pi?gida ma meglio definita. Esse dovevano seguire una dieta di cereali: mangiavano il meno possibile di altro cibo, quanto al vino ne erano totalmente private. Il ruolo essenziale della donna era l'avere figli, solo per questo Licurgo prescrisse esercizi fisici anche per le donne ed esse potevano gareggiare l'una contro l'altra. Lo sport femminile nel mondo greco, rigorosamente limitato ad Olimpia e Sparta, non aveva grande antichit? neppure molta originalit?a soprattutto era completamente sprovvisto di qualunque funzione, diversa o uguale a quella del maschio. L'attivit?innica delle ragazze spartane globalmente esaltata forse dai socratici era anche oggetto di critiche scandalistiche per la tenuta sportiva della atlete e per la promiscuit?on i maschi nelle occasioni di gara. A dire di Senofonte una certa agonistica spartana nacque con Licurgo convinto che per le donne libere la citt?i?portante era generare figli e perci?r prima citt?rdin?le femmine di esercitare il corpo non meno di quel che fa il maschio; quindi istitu?uesti agoni di corsa e di forza come per gli uomini, cos?nche per le donne, ritenendo che da due forti nascerebbero figli pi?rti. La prescrizione di Licurgo comprende anche la fase di allenamento ginnico, quanto quella di gara (corsa, lotta, lancio del disco e del giavellotto). La parita tra l'uomo e la donna sul piano della ginnastica e dell'agonistica non dovette essere tuttavia sinonimo di un'emarginazione generalizzata, in quanto sembra pi?rit?i un dovere che di un qualche diritto. Inoltre questo nuovo impiego aveva anche la funzione di irrobustire il fisico delle future madri, tenuto conto che il parto, specialmente nell'antichit?poteva presentare seri problemi. Nello stile della sua riforma sembrava esservi un altro particolare assai importante che d?lla ginnastica femminile spartana anche una sfumatura "erotica": come lo sfilare delle ragazze nude, una processione che si svolgeva "sotto gli occhi dei giovani" spingendoli cos?l matrimonio.
Doneds
Doneds - Erectus - 145 Punti
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Beh per età classica io intendo questa di solito, greca o romana .. vedi tu.. se hai un secolo ben preciso ti aiuto!
panda amore mio
panda amore mio - Bannato - 22 Punti
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mi dite qualche altro approfondimento sul mio libro non porta proprio nnt
Achille95
Achille95 - Sapiens Sapiens - 1759 Punti
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ULTERIORE APPROFONDIMENTO

La donna nel mondo greco La donna nel mondo greco
Nell’Antica Grecia, all’età della nascita delle poleis, la
condizione della donna era nettamente differente da quella
dell’uomo. Questi aveva un ruolo dominante nella vita
sociale, culturale, politica, economica e quando non era
impegnato nella guerra, trascorreva la giornata tra l’agorà, i
ginnasi e i simposi. La donna invece, di norma esclusa dalla
vita pubblica, se non per i riti religiosi, viveva relegata nel
gineceo, la parte della casa ad essa destinata. Tanto più era
di condizione elevata, tanto minore era la sua libertà. Le
nobili donne, destinate a divenire spose, “ghiunàiches”, non
potevano uscire se non accompagnate dalle ancelle e la
loro unica funzione era quella di generare figli legittimi. Sotto
la tutela del padre, da nubili, una volta sposate, queste
donne passavano sotto la tutela del marito e se divenivano
vedove, sotto quella di un figlio o di un fratello. La sposa
ideale doveva essere fedele al marito e le sue occupazioni
erano la tessitura, la gestione della casa, dei figli e dei servi.
Nei poemi omerici sono presenti degli esempi di donne .

Aggiunto più tardi:

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La donna nel mondo greco La donna nel mondo greco
Nell’Antica Grecia, all’età della nascita delle poleis, la
condizione della donna era nettamente differente da quella
dell’uomo. Questi aveva un ruolo dominante nella vita
sociale, culturale, politica, economica e quando non era
impegnato nella guerra, trascorreva la giornata tra l’agorà, i
ginnasi e i simposi. La donna invece, di norma esclusa dalla
vita pubblica, se non per i riti religiosi, viveva relegata nel
gineceo, la parte della casa ad essa destinata. Tanto più era
di condizione elevata, tanto minore era la sua libertà. Le
nobili donne, destinate a divenire spose, “ghiunàiches”, non
potevano uscire se non accompagnate dalle ancelle e la
loro unica funzione era quella di generare figli legittimi. Sotto
la tutela del padre, da nubili, una volta sposate, queste
donne passavano sotto la tutela del marito e se divenivano
vedove, sotto quella di un figlio o di un fratello. La sposa
ideale doveva essere fedele al marito e le sue occupazioni
erano la tessitura, la gestione della casa, dei figli e dei servi.
Nei poemi omerici sono presenti degli esempi di donne .

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La donna nel mondo greco La donna nel mondo greco
Nell’Antica Grecia, all’età della nascita delle poleis, la
condizione della donna era nettamente differente da quella
dell’uomo. Questi aveva un ruolo dominante nella vita
sociale, culturale, politica, economica e quando non era
impegnato nella guerra, trascorreva la giornata tra l’agorà, i
ginnasi e i simposi. La donna invece, di norma esclusa dalla
vita pubblica, se non per i riti religiosi, viveva relegata nel
gineceo, la parte della casa ad essa destinata. Tanto più era
di condizione elevata, tanto minore era la sua libertà. Le
nobili donne, destinate a divenire spose, “ghiunàiches”, non
potevano uscire se non accompagnate dalle ancelle e la
loro unica funzione era quella di generare figli legittimi. Sotto
la tutela del padre, da nubili, una volta sposate, queste
donne passavano sotto la tutela del marito e se divenivano
vedove, sotto quella di un figlio o di un fratello. La sposa
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