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  • Breve riassunto:( urgente!

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milla9
milla9 - Erectus - 121 Punti
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Qualcuno mi sa spiegare di cosa parla il primo libro degli annali di Tacito??
Anthrax606
Anthrax606 - VIP - 21444 Punti
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Gli Annales, che narrano del periodo storico successivo alla morte di Augusto nel 14, furono l'opera finale di Tacito. Scrisse almeno 16 libri, ma i libri 7-10 sono andati perduti e parti dei libri 5, 6, 11 e 16 sono mancanti. Il libro 6 finisce con la morte di Tiberio e i libri dal 7 al 12 coprivano presumibilmente i regni di Caligola e Claudio. I libri rimanenti riguardano il regno di Nerone, probabilmente sino alla sua morte nel giugno 68 o sino alla fine dell'anno per poi ricollegarsi alle Historiae. La seconda parte del libro 16 è andata perduta (finisce narrando gli eventi dell'anno 66). Non si sa se Tacito completò l'opera o se decise di finire prima gli altri lavori che aveva pianificato di scrivere; morì prima di poter mettere mano alle storie di Nerva e Traiano, e non si ha nessun frammento della parte dell'opera su Augusto e gli albori dell'impero con cui aveva deciso di finire il suo lavoro di storico.


Annales 15.44
Così come aveva già scritto nelle Historiae, Tacito sostiene la sua tesi sulla necessità del principato. Se da un lato elogia Augusto per aver garantito pace allo stato romano dopo anni di guerra civile, dall'altro mostra gli svantaggi di una vita vissuta sotto il dominio dei Cesari. Della storia dell'impero fa parte il tramonto definitivo della libertà politica dell'aristocrazia senatoriale, che Tacito vedeva moralmente decaduta, corrotta ed asservita ai voleri del sovrano. Durante il regno di Nerone c'era stata una grande diffusione di opere letterarie che esaltavano il suicidio come exitus illustrium virorum ("fine degli uomini illustri";). Ancora una volta, come aveva già sostenuto nell'Agricola, Tacito si oppone a coloro che scelgono un inutile martirio tramite il suicidio. Descrivendo il suicidio di Petronio, Tacito sottolinea deliberatamente l'ironico capovolgimento dei modelli filosofici compiuto da quest'uomo.
Tuttavia, contro questo tetro contesto, una parte benestante della classe politica continuò ad esercitare onestamente il proprio potere sulle province e a guidare l'esercito in modo retto. La storiografia tragica, piena di eventi drammatici, ha un peso importante negli Annales. Tacito ci mostra la tragedia del popolo. L'obiettivo non è suscitare forti emozioni. Tacito usa le componenti tragiche della storia per penetrare negli animi dei personaggi e portare alla luce le loro passioni ed ambiguità. Le passioni dominanti nei personaggi sono le passioni politiche (fatta eccezione per Nerone). Tutte le classi sociali, senza eccezioni, hanno questi difetti: ambizione, desiderio di potere e di prestigio personale, e spesso invidia, ipocrisia e presunzione. Tutti gli altri sentimenti, eccetto ambizione, vanità e cupidigia, hanno un'importanza secondaria.
Negli Annales, Tacito sviluppò ulteriormente lo stile di descrizione che aveva utilizzato così bene nelle Historiae. Forse il ritratto migliore che fa è quello di Tiberio, fatto in maniera indiretta, emerge progressivamente nel corso della narrazione, con osservazioni e commenti. Il ritratto morale ha la precedenza su quello fisico; ci sono anche dei ritratti paradossali. Il più significativo di questi è quello di Petronio, il cui fascino sta nelle sue apparenze contraddittorie. La debolezza della sua vita è in opposizione con l'energia e la competenza che dimostrò nei doveri pubblici. Petronio affrontò la morte come un ultimo piacere, dando contemporaneamente prova di autocontrollo, coraggio e fermezza. Si oppose all'usanza stoica del suicidio teatrale, tanto da parlare con gli amici, mentre moriva, di argomenti futili. Tacito non ne fa un modello da seguire, ma suggerisce implicitamente che la sua grandezza d'animo fu più solida di quella mostrata da tanti martiri stoici.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Annales_(Tacito)
Sara1808
Sara1808 - Sapiens Sapiens - 1708 Punti
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Ho trovato degli appunti di mia sorella...ma in latino non era una cima. Avrò preso da lei....

Il libro I degli Annales di Tacito è incentrato sullo Stato di Roma dalla sua fondazione alla morte di Augusto.
Tacito vi svolge un'analisi spietata del funzionamento della macchina imperiale romana, del contrasto tra l'arbitrio dei principi e la libertà, del servilismo dell'aristocrazia e dei delitti efferati compiuti in nome della ragion di stato. Qui emergono gli aspetti più tipici della grande arte tacitiana: il severo moralismo, la nostalgia per la repubblica, il fosco pessimismo sui destini di Roma, il penetrante interesse psicologico e lo stile inconfondibile, sempre teso, vario e tormentato. La grandezza di Tacito come storico sta nelle sue analisi psicologiche e nella vividezza dei personaggi descritti, oltre che nello stile: un'efficace combinazione di concisione e vivacità. Tacito esaltò gli ideali della Roma repubblicana e tracciò dei ritratti molto critici di parecchi imperatori romani.
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