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martinagrecog
martinagrecog - Ominide - 8 Punti
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seconda guerra mondiale
riassunto chiaro con le cause lo svolgimento e la conclusione della guerra vi prego, ho un sacco di compiti e non ho tempo di studiare sul libro

grazie
cass_andra1
cass_andra1 - Erectus - 55 Punti
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Causa principale la volontà aggressiva della Germania, che affonda le radici nella umiliazione subita in seguito del trattato di Versailles. Tale aggressività si mescola con le altre cause↓;
b) la fragilità dell’equilibrio internazionale dopo la conferenza di pace di Parigi;
c) il fallimento della Società delle Nazioni come organismo superiore, in quanto poco efficiente e concepito ancora in chiave europea, laddove invece l’Europa aveva perso il suo ruolo a favore degli USA, che non avevano aderito alla Società;
d) la crisi del ’29. Dopo il tracollo economico, i vari stati nazionali avviarono una politica di chiusura economica e di difesa;
e) la nascita degli URSS. (Distinzione tra causa e responsabilità. Non possiamo ritenere il comunismo “responsabile”delle scoppio della guerra, ma ci possiamo permettere di annoverare tra le “cause” la paura del comunismo, che permise a regimi dittatoriali di prendere piede;
f) la contrapposizione fra sistemi politico-ideologici: le democrazie liberali, il sistema comunista, il fascismo. Questa contrapposizione rese difficili le possibilità di mediazione e dialogo e conferì ai rapporti fra potenze una forte asprezza ideologica.
g) l’idea della guerra, come possibilità di conferma di sé di una nazione, acquisizione di potenza, attendibilità, potere economico, era connaturata ai vari fascismi, fondati sul nazionalismo e sull’idea stessa della violenza come modo di risolvere i loro problemi. L’Italia aggredì l’Etiopia (1935); il Giappone la Manciuria (1931); la Germania condusse una politica sempre più tesa a destabilizzare l’ordine costituito a Versailles. Il Giappone, che aveva sperimentato la crisi economica dopo il 1929, aggredì la Manciuria nel 1931. Da lì, nel 1937 iniziò l’invasione della Cina, che si concluse con la presa di Pechino.

Nel 1933 Hitler, iniziò la sua programmatica sfida alla Società delle Nazioni. Per prima cosa fece uscire la Germania dalla Società, per protesta contro le limitazioni al riarmo tedesco, e, violando il Trattato di Locarno (del 1925), entrò in Renania, accolto trionfalmente. Hitler intendeva impostare i suoi rapporti internazionali sul piano della pura forza.
In base alla teoria dello “spazio vitale” i suoi obiettivi erano: l’Europa orientale, i Balcani, e l’Austria.
Mussolini, dopo un momento di iniziale fastidio nei confronti delle mire tedesche sui Balcani (il duce partecipò alla conferenza di Stresa nel 1935, in chiave antidedesca) ai quali puntava, si orientò verso una politica di consenso ad Hitler, dopo la guerra di Etiopia e nell’ottobre 1936 fu sottoscritto l’Asse Roma-Berlino (Ciano- von Neurath) che produsse l’intervento delle due nazioni a favore di Franco nella guerra civile spagnola. Un mese dopo, Hitler strinse col Giappone il patto antisovietico. E l’asse fu Roma-Berlino-Tokyo.

Nel marzo del 1938 la Germania si annetté l’Austria e le potenze occidentali… mute.
Nel settembre del 1938 Hitler mirava alla Cecoslovacchia e all’intera area danubiana, e le potenze occidentali (Italia, Francia e G.B., riunitesi con la Germania alla conferenza di Monaco per dirimere la questione)…mute. Nel marzo del 1939 l’esercito tedesco entrò a Praga.
Mussolini lavorò su due fronti: da un lato, per riequilibrare il suo potere all’interno dell’asse, invase l’Albania nell’aprile del 1939; dall’altro si premurò di rafforzare l’alleanza con la Germania, che, pensò, era meglio non avere contro, e quindi il 22 maggio fu firmato l’accordo Ciano-von Ribbentrop, il Patto d’Acciaio, che impegnava i due paesi ad appoggiarsi reciprocamente in caso di un conflitto. Quale che ne fosse la causa.
Era la volta della Polonia, su cui Hitler aveva messo gli occhi, rivendicando la città libera di Danzica (un ulteriore schiaffo alla Società delle Nazioni).
Decisivo l’atteggiamento di Stalin. Da principio la diplomazia sovietica chiese appoggio a Francia e GB, in funzione antitedesca. Fallito il tentativo Stalin stipulò, il 23 agosto 1939, un patto con la Germania stessa, un patto decennale non aggressivo (il patto Ribbentrop-Molotov). Questo patto garantì a Stalin la Polonia orientale e a Hitler di poter combattere un conflitto imminente solo sul fronte occidentale, essendosi garantito la copertura.


SE VUOI FAR CAPIRE MEGLIO APPROFONDIRE E SOPRATUTTO PRENDERE UN VOTO ALTRO PRENDI SPUANTO ANCHE DI QUA,OPPURE FAI UN PICCOLO RIASSUNTO.
Causa principale la volontà aggressiva della Germania, che affonda le radici nella umiliazione subita in seguito del trattato di Versailles. Tale aggressività si mescola con le altre cause↓;
b) la fragilità dell’equilibrio internazionale dopo la conferenza di pace di Parigi;
c) il fallimento della Società delle Nazioni come organismo superiore, in quanto poco efficiente e concepito ancora in chiave europea, laddove invece l’Europa aveva perso il suo ruolo a favore degli USA, che non avevano aderito alla Società;
d) la crisi del ’29. Dopo il tracollo economico, i vari stati nazionali avviarono una politica di chiusura economica e di difesa;
e) la nascita degli URSS. (Distinzione tra causa e responsabilità. Non possiamo ritenere il comunismo “responsabile”delle scoppio della guerra, ma ci possiamo permettere di annoverare tra le “cause” la paura del comunismo, che permise a regimi dittatoriali di prendere piede;
f) la contrapposizione fra sistemi politico-ideologici: le democrazie liberali, il sistema comunista, il fascismo. Questa contrapposizione rese difficili le possibilità di mediazione e dialogo e conferì ai rapporti fra potenze una forte asprezza ideologica.
g) l’idea della guerra, come possibilità di conferma di sé di una nazione, acquisizione di potenza, attendibilità, potere economico, era connaturata ai vari fascismi, fondati sul nazionalismo e sull’idea stessa della violenza come modo di risolvere i loro problemi. L’Italia aggredì l’Etiopia (1935); il Giappone la Manciuria (1931); la Germania condusse una politica sempre più tesa a destabilizzare l’ordine costituito a Versailles. Il Giappone, che aveva sperimentato la crisi economica dopo il 1929, aggredì la Manciuria nel 1931. Da lì, nel 1937 iniziò l’invasione della Cina, che si concluse con la presa di Pechino.

Nel 1933 Hitler, iniziò la sua programmatica sfida alla Società delle Nazioni. Per prima cosa fece uscire la Germania dalla Società, per protesta contro le limitazioni al riarmo tedesco, e, violando il Trattato di Locarno (del 1925), entrò in Renania, accolto trionfalmente. Hitler intendeva impostare i suoi rapporti internazionali sul piano della pura forza.
In base alla teoria dello “spazio vitale” i suoi obiettivi erano: l’Europa orientale, i Balcani, e l’Austria.
Mussolini, dopo un momento di iniziale fastidio nei confronti delle mire tedesche sui Balcani (il duce partecipò alla conferenza di Stresa nel 1935, in chiave antidedesca) ai quali puntava, si orientò verso una politica di consenso ad Hitler, dopo la guerra di Etiopia e nell’ottobre 1936 fu sottoscritto l’Asse Roma-Berlino (Ciano- von Neurath) che produsse l’intervento delle due nazioni a favore di Franco nella guerra civile spagnola. Un mese dopo, Hitler strinse col Giappone il patto antisovietico. E l’asse fu Roma-Berlino-Tokyo.

Nel marzo del 1938 la Germania si annetté l’Austria e le potenze occidentali… mute.
Nel settembre del 1938 Hitler mirava alla Cecoslovacchia e all’intera area danubiana, e le potenze occidentali (Italia, Francia e G.B., riunitesi con la Germania alla conferenza di Monaco per dirimere la questione)…mute. Nel marzo del 1939 l’esercito tedesco entrò a Praga.
Mussolini lavorò su due fronti: da un lato, per riequilibrare il suo potere all’interno dell’asse, invase l’Albania nell’aprile del 1939; dall’altro si premurò di rafforzare l’alleanza con la Germania, che, pensò, era meglio non avere contro, e quindi il 22 maggio fu firmato l’accordo Ciano-von Ribbentrop, il Patto d’Acciaio, che impegnava i due paesi ad appoggiarsi reciprocamente in caso di un conflitto. Quale che ne fosse la causa.
Era la volta della Polonia, su cui Hitler aveva messo gli occhi, rivendicando la città libera di Danzica (un ulteriore schiaffo alla Società delle Nazioni).
Decisivo l’atteggiamento di Stalin. Da principio la diplomazia sovietica chiese appoggio a Francia e GB, in funzione antitedesca. Fallito il tentativo Stalin stipulò, il 23 agosto 1939, un patto con la Germania stessa, un patto decennale non aggressivo (il patto Ribbentrop-Molotov). Questo patto garantì a Stalin la Polonia orientale e a Hitler di poter combattere un conflitto imminente solo sul fronte occidentale, essendosi garantito la copertura a oriente.Nell’Europa continentale solo la Gran Bretagna resistete all’avanzata delle forze armate di Hitler, ma tra il ’42 e il ’43, grazie al contributo dell’intervento degli Stati Uniti, dell’ forze sovietiche e quelle anglo-americane, la guerra cominciò a volgere dalla parte dell’alleanza anti-hitleriana. Infatti l’Italia si arrese nel ’43, ma i tedeschi e i giapponesi continuarono a combattere per altri due anni: la Germania capitolò nel maggio del ’45, il Giappone più tardi, di fronte alle bombe atomiche che distrussero le città di Nagasaki e Hiroshima nell’ agosto.

Un conflitto ideologico
Questa guerra fu soprattutto uno scontro tra ideologie, cioè tra opposte visioni del mondo e modi di organizzare la società e lo Stato: da una parte si allearono sistemi politici simili tra loro come il nazismo di Hitler, il fascismo di Mussolini e il militarismo Giapponese; dall’altra si stabilì un’alleanza tra sistemi ideologici diversi come il comunismo sovietico di Stalin e le liberal-democrazie occidentali di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, unite dalla comune ostilità verso il nazifascismo.

Il coinvolgimento delle popolazioni civili
I civili furono vittime, dai primi anni di guerra, dei bombardamenti aerei sulle città, cancellando la distinzione tra fronte e retrovie.
Inoltre in gran parte dell’Europa continentale, occupata per anni dalle armate naziste, il conflitto venne sentito come una guerra di liberazione nazionale da un’occupazione straniera.
In tutta l’Europa venne organizzata la resistenza, in una forma di guerra partigiana, da parte dei civili che prendevano le armi contro i tedeschi. Inoltre l’ideologia nazista della superiorità della razza ariana, che si collegava all’antisemitismo, portò i tedeschi ad estendere su tutti i territori alleati e occupati le persecuzioni contro gli ebrei ed adottare la pratica di sterminio contro di essi attraverso i campi di concentramento.

SPERO DI ESSERE STATA UTILE

Aggiunto 37 secondi più tardi:

TE LO RIASSUNTO IL PIU POSSIBILE ALTRIMENTI ERA ANCORA LUNGHISSIMO

fabio rapeti
fabio rapeti - Erectus - 118 Punti
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Sintesi II guerra mondiale
La prima guerra mondiale portò a tutti i Paesi d’Europa crisi e miseria, tra i vincitori come tra i vinti. Cessò così il predominio mondiale dell’Europa, mentre si affermava quello di due nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Specialmente gli Stati Uniti, grazie all’enorme apparato industriale, commerciale e  finanziario, si imposero come potenza dominante, anche sul modo di vivere.Un fenomeno tipico dell’epoca fu la crescita dei movimenti popolari che, in tutti i Paesi, posero nuovi problemi ai vari Governi. Si svilupparono anche i movimenti per l’emancipazione femminile che portarono, in Gran Bretagna per la prima volta le donne al voto (1922). Particolarmente drammatico fu il crollo della Germania, dove esplosero forti conflitti sociali. Solo l’appoggio finanziario degli Stati Uniti, consentì a Germania, Francia, Gran Bretagna e agli altri paesi europei di avviare l’opera di ricostruzione.

L’Europa precipitava così verso la guerra. Hitler poteva procedere all’annessione dell’Austria. Dopo l’unione con Mussolini, passò al secondo punto del suo programma: la Cecoslovacchia, ma il Furher mirava prima di tutto all’annessione della regione dei Sudeti, abitata in prevalenza da tedeschi. La minaccia sembrava imminente. Frattanto Mussolini andava perdendo importanza nella politica europea, e mentre cercava di tenere il passo con le iniziative del suo più potente alleato se ne faceva in realtà dominare. Con il patto d’acciaio il Duce impegnò l’Italia a sostenere con tutte le sue forze militari la Germania in caso di guerra. Già una nuova tappa della marcia hitleriana si profilava verso est: la conquista della Danzica e dei territori polacchi abitati da Tedeschi. Alla nuova minaccia Francia e Inghilterra risposero dando garanzie alla Polonia. Hitler così procedette stringendo con l’URSS il patto di non aggressione.

Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia e la costrinse ad arrendersi in meno di tre settimane. Con questo fatto Francia e Gran Bretagna dichiararono l’inizio della seconda guerra mondiale. L’Unione Sovietica occupò la Polonia Orientale per poi proseguire verso altri stati ( Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia). Nel 1940 anche la Germania riprese l’iniziativa e occupò altri paesi (Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda e Francia). In questi stati i nazisti imposero governi collaborazionisti cioè fatti da persone disposte a collaborare con gli invasori. Il 10 giugno 1940, l’ Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. La prima ormai stava crollando e   l’iniziativa dell’Italia fu per lei un colpo molto duro. Mussolini aveva paura che la guerra stesse per finire e temeva di rimanere a mani vuote, ma aveva sottovalutato la forza della Gran Bretagna e non tenne conto che gli Stati Uniti potessero entrare in guerra, e questo fu un grave errore. L’esercito italiano disponeva di armamenti limitati e oltretutto arretrati. Le prime iniziative dell’Italia rivelarono subito l’insufficienza delle sue forze armate. Il tentativo di strappare Malta agli inglesi fallì. Dopo iniziali successi, anche l’ attacco contro i possedimenti inglesi dell’Africa settentrionale fu fermato. Ma il fallimento più grave fu il tentativo di invasione della Grecia. Sia in Africa che in Grecia solo l’intervento dei tedeschi consentì di riprendere la conquista. Con la sconfitta della Francia, Hitler era riuscito ad imporre il dominio tedesco sull’Europa. Restava solo la Gran Bretagna a contrastarlo; infatti il governo inglese, guidato da Winston Churchill, respinse le proposte di pace avanzate dal Furher. Vista l’impossibilità di raggiungere un accordo, Hitler decise di invadere la Gran Bretagna. Per due mesi l’aviazione britannica ( la RAF = Royal Air Force) e quella tedesca si scontrarono nella battaglia d’Inghilterra. La RAF riuscì ad infliggere pesanti perdite ai tedeschi. Perciò il 17 settembre Hitler rinunciò al progetto di invadere la Gran Bretagna. Le forze nazi-fasciste mantenevano l’iniziativa ma era ormai svanita l’idea di una guerra lampo. Nel 1941 la Germania intervenne a sostegno delle truppe italiane in Africa e nei Balcani. Ma lo sforzo maggiore dell’esercito tedesco fu l’invasione dell’ URSS. Dopo l’accordo per la spartizione della Polonia, Hitler aveva deciso di tornare al suo programma iniziale: conquista di spazio vitale ai danni dell’Unione Sovietica e distruzione dello Stato comunista. Il 22 giugno 1941 iniziò l’invasione, seguendo il cosiddetto “piano Barbarossa”, che prevedeva il rapido annientamento di ogni resistenza sovietica. Il 7 dicembre 1941 un inatteso intervento causò una svolta decisiva nella guerra. Il Giappone attaccò e distrusse quasi metà della flotta degli Stati Uniti nel porto di Pearl Harbour. Gli Stati Uniti e l’Inghilterra dichiararono guerra al Giappone. Nel giro di pochi mesi i giapponesi riuscirono ad occupare vastissimi territori. Dopo l’iniziale sorpresa, però, gli Stati Uniti riuscirono a rovesciare la situazione. Un generale inglese ottenne l'importante vittoria di El Alamein che costrinse  gli italo- tedeschi ad abbandonare l Africa. L’armata rossa, intanto aveva bloccato un imponente attacco tedesco. Infine, con la lunga battaglia di Stalingrado, i sovietici riuscirono a sconfiggere i nazifascisti. L’armata tedesca e il corpo di spedizione italiano furono costretti a ritirarsi disordinatamente. Dopo la vittoria in Africa, le forze anglo- americane ( gli Alleati) controllavano il Mediterraneo. Così, nel 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia. Essi venivano accolti dalla popolazione come dei liberatori. Gli italiani volevano la fine della guerra ma erano anche stanchi del fascismo. Nel marzo 1943 vi furono molti scioperi operai contro il di esso. Di fronte a questa situazione il Gran Consiglio del Fascismo votò la sfiducia a Mussolini (25 luglio 1943). Lo stesso giorno il re informò il duce che aveva affidato l’incarico di formare un nuovo governo al maresciallo Pietro Badoglio. Subito dopo Mussolini venne arrestato. Il nuovo 1° ministro firmò a Cassibile ( in Sicilia) l’armistizio con gli Alleati. Quest’ultimo venne reso noto l’ 8 settembre. Ma nessuno diede al popolo e all’esercito le indicazione per affrontare la nuova situazione. I tedeschi occuparono l’Italia centrale e settentrionale e il 12 settembre liberarono Mussolini. Hitler consentì al duce di fondare nel nord la Repubblica sociale italiana, con sede a Salò. Ora l’Italia era divisa in due: Il centro nord sotto la repubblica di Salò e il sud dove sopravviveva il Regno d’Italia. Gli Alleati il 6 giugno 1944, prendevano terra in Normandia con la più grande flotta da sbarco, così che i tedeschi dovettero ritirarsi. Alla metà di settembre la Francia era completamente liberata. Ad est, intanto, la Germania doveva subire una forte controffensiva russa. Nel 1945 la sorte della Germania appariva segnata. Il 30 settembre Hitler si tolse la vita. Nella Berlino  occupata dai Russi, il 7 Maggio 1945 l’ammiraglio Donitz firmava la resa senza condizioni della Germania. L’Italia era stata liberata pochi giorni prima, il 25 aprile 1945. La resa del Giappone avvenne solo dopo che due bombe atomiche avevano distrutto le città di Hiroshima e Nagasaki. Il 2 settembre 1945 però anche lui firmò la resa. La seconda guerra mondiale si chiudeva con 50 milioni di morti.

 

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