sfigato
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Come capire dove cade l'accento tonico?

Questa risposta è stata cambiata da paraskeuazo (05-03-10 16:41, 6 anni 9 mesi 4 giorni )
marcothebest
marcothebest - Erectus - 56 Punti
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Accento:
l’unico accento grafico usato in spagnolo è quello acuto ( ´ ).
Rispetto all’accento le parole possono essere:
- tronche, quando l’accento tonico cade sull’ultima sillaba, se finiscono per vocale, n, s, queste parole portano l’accento grafico, ad esempio francés, Perú.
- piane, quando l’accento tonico cade sulla penultima sillaba, se finiscono per consonante (e non con vocale), che non sia né “n” né “s”.
- sdrucciole, quando l’accento tonico cade sulla terzultima sillaba, ad esempio “régimen”. Queste parole portano sempre l’accento grafico.
- bisdrucciole, quando l’accento tonico cade sulla quartultima sillaba, ad esempio “véndenoslo”. Queste parole portano sempre l’accento grafico.
- composte, quando sul vocabolo semplice, che fa parte di un vocabolo composto, non si segna l’accento che gli spetterebbe, ad eccezione degli avverbi che finiscono in “mente”, che conservano l’accento ortografico.
- parole omonime, l’accento diacritico, che distingue vocaboli con la medesima grafia ma con significato diverso.

Ma per capire meglio dovresti la fonologia spagnola: Fonologia

Nel XVI secolo il castigliano ha subito delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che hanno determinato la definitiva differenziazione rispetto alle lingue confinanti, quali il latese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole è stata trasformata in /h/.
Alfabeto spagnolo
Consonanti
Carta IPA delle consonanti spagnole
Modo di articolazione Bilabiali Labiodent. Dentali Alveolari Postalveolari Palatali Velari
Nasali m n ɲ
Occlusive p b t d k g
Fricative β f θ ð s x
Affricate ʧ ʤ
Approssimanti j
Vibranti r
Monovibranti ɾ
Laterali approssimanti l ʎ
I fonemi in corsivo sono sordi.
Variante latinoamericana [modifica]

Nei Paesi latinoamericani si parla lo Spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari. Queste inflessioni non appartengono a tutti i Paesi latinoamericani, dove si trovano grandi differenze tra un Paese e l'altro. Non c'è niente vicino a uno "Spagnolo americano", giacché le varietà americane sono molto diverse e hanno subito trasformazioni importanti negli ultimi secoli. Comunque, ci sono alcune caratteristiche comuni riguardo lo Spagnolo iberico (della Spagna Nord e Centrale):
Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito dall'ustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale
Il pretérito perfecto (passato prossimo) è spesso sostituito dal pretérito indefinido (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.
A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
Non esiste il suono interdentale (c seguita da e o i, e z), che diventa sempre il suono s aspro.
Ugualmente in alcune zone si presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
Mantengono arcaismi riguardo la Spagna e accettano più neologismi che le varietà iberiche (più conservative).
Il vocabolario Ispano-Americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:
"Marinerismos en tierra"
I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terra ferma ad esempio venne impiegata una parola come chicote che indicava inizialmente l'estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in alcuni Paesi americani con il significato di 'frusta' (invece in Spagna si preferisce usare azote o látigo).
Arcaicismi
Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica sono ancora vivi in America come, ad esempio, la parola lindo vigente nello Spagnolo peninsulare del XVII secolo e successivamente sostituita da bonito o hermoso. Comunque, è importante ricordare che i parlanti latinoamericani, molto più numerosi degli Spagnoli, considerano arcaismi anche parole che sono ancora in uso in Spagna ma non nei territori americani, come sarebbe il proprio "vosotros" (voi).
Neologismi
In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come atropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.
Cambi semantici
Fin dai tempi della colonizzazione in America Latina molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola chula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: una mujer chula in Spagna può significare una donna simpatica oppure presuntuosa, mentre in alcune zone americane come Messico, Guatemala, ecc., l'aggettivo chula è sinonimo di una donna bella e attraente.
Prestiti linguistici
In America Latina vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un'altra lingua che non sono stati incorporati alla norma peninsulare. Nel lessico di alcuni paesi (Argentina e Uruguay in particolare), che hanno conosciuto nell'Ottocento e Novecento un forte movimento immigratorio sono stati incorporati vari termini di origine italiana e, in minor misura, tedesca, polacca, russa e francese. Il secolare contatto dello spagnolo con le lingue indigene locali, alcune delle quali (quechua, aymara, guaraní, ecc.) sono tuttora parlate da ampi strati della popolazione latinoamericana, ha determinato l'introduzione di vari termini e modismi nel castigliano d'America, particolarmente rilevanti nei paesi andini e nella zona del Gran Chaco.
Un esempio della diversità delle versioni della lingua in America lo costituiscono le varianti argentina e uruguaya in cui, pur essendo presenti caratteristiche proprie di ciascuno dei due Paesi, ritroviamo alcune forme comuni:
in entrambi gli Stati, valgono alcune delle caratteristiche di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se l'accento e l'intonazione sono peculiari dell'Argentina e dell'Uruguay e diversi da quelli di tutti gli altri Paesi.
si utilizza la forma vos al posto del tú, applicando generalmente le conseguenti forme verbali della seconda persona singolare, che nel presente indicativo e congiuntivo e nell'imperativo derivano da quelle della seconda persona plurale, con la scomparsa del dittongo e l'elisione della D: vos pensás (e non pensáis), que vos pensés/pienses (nel congiuntivo sono presenti entrambe le forme), pensá (e non pensad); nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes. A questa regola fanno eccezione le zone corrispondenti all'attuale provincia argentina di Santiago del Estero, in cui il vos è seguito dalla seconda persona singolare (vos piensas, vos pensaste, ecc.) e alcuni territori andini in cui non viene persa la dittongazione della seconda persona plurale (vos pensáis). Il "vos" non è usato soltanto in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche (insieme al tuteo cioé al tu tradizionale) in alcune regioni andine (Cile e Bolivia in particolare) e in ampie zone dell'America centrale. In fatti, in Guatemala, alcuni anni fa, il "tu" era usato soltanto fra un uomo e una donna. Usare "tu" fra due uomini non era visto bene.
i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come la j francese di je, janvier, o quella portoghese di janeiro, tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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l'accademia della crusca dice che:
L'italiano non ha una regola paragonabile a quella dello spagnolo per l'accentazione delle voci verbali. Lo spagnolo dice célebre e término, sdruccioli, ma celébro e determíno, piani, perché le voci verbali, quando non hanno l'accento sulla desinenza, l'hanno sempre sulla penultima sillaba.
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