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  • Happiness is real only when shared.. Christopher McCandless

Jello Biafra
Jello Biafra - Genius - 8205 Punti
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Nell’agosto 1992, a nord del monte Mckinley, in Alaska, un cacciatore di alci trovò in un vecchio autobus abbandonato, il corpo di un ragazzo, ormai in decomposizione. Accanto al corpo senza vita, qualche libro e un diario. Un diario firmato con uno pseudonimo che il ragazzo aveva usato fino a quel momento, Alexander Supertramp, ma il vero nome del ragazzo come si sarebbe scoperto poco dopo era Chris McCandless.
Ma chi era Chris McCandless e cosa ci faceva una ragazzo così giovane, solo e sperduto nelle foreste dell’Alaska?
Nel 1990 dopo aver conseguito con il massimo dei voti una laurea, Chris, un ragazzo di 22 anni e di buona famiglia, prese tutti i suoi risparmi (25 000 dollari) e gli diede in beneficenza, bruciò la sua auto e sparì dalla circolazione, per sempre, uniche tracce, i suoi appunti sul diario e la gente che incontrò sul suo cammino.
Con poche righe spiegò ad amici e famiglia che non ne poteva più della sua vita normale e voleva abbracciare la natura.
John Krakauer, uno scrittore americano ma prima di tutto un avventuriero ed un alpinista, affascinato dalla storia di Chris, decise tramite gli appunti nel diario e gli indirizzi annotati, di intervistare chiunque avesse incontrato Chris, chi gli aveva dato un passaggio, le persone per cui aveva lavorato in piccoli fast food o in fattorie sperdute dell’American del nord, chi l’aveva ospitato o semplicemente, fatto una chiacchierata e preso il suo indirizzo, raccolse tutto questo in uno splendido libro, ormai quasi introvabile “Into the Wild” (Nelle Terre Estreme, nella versione italiana)
Quello che ne emerse fu incredibile, tutti, nessuno escluso ricordavano quel ragazzo con grande affetto, Chris aveva come unica filosofia, quella di lasciare il posto in cui si trovava, appena ci si fosse trovato bene, la sua sfida era….mettersi alla prova ogni giorno, e come ultima destinazione, arrivare nella fredda Alaska, lì dove finalmente avrebbe potuto abbracciare la natura che da tanto cercava. Chris si muoveva per l’ovest americano lavorando ovunque gli capitasse, fino a mettere da parte i soldi necessari per la partenza successiva, da tutti veniva ricordato come un ragazzo taciturno e lavoratore, e sempre con il sorriso sulle labbra.
Il corpo di Chris venne ritrovato nell’estate del 1992, nel vecchio pullman abbandonato c’erano graffiti e passi sottolineati di alcuni libri come quelli di Tolstoj, Kerouac, Jack London ecc.
Il motivo della morte di Chris tutt’ora non è stato chiarito, lo stato di decomposizione non permise una autopsia accurata, Chirs potrebbe essere morto di stenti, freddo oppure avvelenato da alcune radici di cui si era cibato.Lo scherzo del destino fu che la salvezza per Chris era soltanto a pochi kilometri dall’autobus abbandonato, infatti a un’ora di cammino avrebbe trovato sia la strada, che un capannone per i rifugi usato dai Rangers, ma lo spirito di Chris gli aveva sempre imposto di viaggiare senza una mappa, quindi, lui ignorava tutte queste cose.
Tra le tante persone con cui parlò, ci fu qualcuno che affezionò al ragazzo più degli altri, un anziano signore che incontrò Chris mentre faceva autostop, insieme viaggiarono da Salton City fino a Grand Juction in California. L’uomo si chiamava Ronald A. Franz, (uno pseudonimo su richiesta dell’uomo) una persona sola, in pensione e molto insoddisfatta della propria vita, Ron non voleva più separarsi dal suo nuovo giovane amico, ma sapeva di non poterlo fermare. Ecco alcuni stralci delle lettere che Chris scrisse a Ron:
“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie. Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.
C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo , dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà, non esiste niente di più devastante che un futuro certo.Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.
"Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano,vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle.Non esitare o indugiare in scuse.Prendi e vai, Sarai felice di averlo fatto.Riguardati."
Alex.
L’ottantenne Ron, venne così colpito dalle parole del giovane vagabondo che vendette la sua casa e i mobili per comprarsi un Caravan, ci mise dentro un letto, un’attrezzatura da campeggio e cominciò a viaggiare lungo l’ovest Americano, Ron arrivò fino alla Bajada, stesso posto dove si era accampato mesi prima Chris, si fermò lì, in attesa del ritorno del suo amico, che purtroppo non avvenne mai.


Per ora io ho letto il libro e visto il film che mi e parso....pressoché perfetto… una fuga lontano da tutto e da tutti alla scoperta di se stessi… perdendosi nell’infinito, completamente soli, senza regole, nè catene, senza niente e nessuno… ricercare così la felicità, una felicità che non è fatta di soldi, o di “cose”, ma solo di luci, cascate, tramonti, tempi lunghissimi, eterni… in viaggio, sempre in viaggio, assaporando ogni minimo dettaglio, scoprendo cos’è veramente la vita e cosa significa viverla, davvero, fino all’estremo… morire sorridendo sotto un arcobaleno, e rendendosi conto che però la felicità non si può trovare solo in se stessi… che è necessario qualcuno con cui condividerla… e così, da soli, in silenzio, riconciliarsi con il mondo e con quelle persone dalle quali si era fuggiti, scusandosi di averli tagliati fuori da tutto, ma felici… felici di averlo capito dopo tanto tempo, felici di affogare nella troppa libertà, con un sorriso meraviglioso velato dalle lacrime, felici di aver trovato se stessi, una volta per tutte, felici di non aver più bisogno di fuggire dalla propria vita e dalla propria identità… felici, di aver compreso veramente tutto, un istante prima di morire, con gli occhi aperti, rivolti sempre verso quell’arcobaleno... l'ho adorato!
TH3 CH3M1ST
TH3 CH3M1ST - Mito - 36503 Punti
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bhè che dire, quoto =)
grande Jello

Fabry
Qualer
Qualer - Mito - 65039 Punti
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Impressionante.

Ma credo che il suo messaggio sia diverso: lui crede che non dobbiamo fossilizzarci, che la nostra vita deve essere in movimento, sempre nuova, dobbiamo imparare ad apprezzare ogni cosa che abbiamo.

Perchè è giusto: questo suo girovagare senza meta lo ha portato a trovare la sua vita. E ha mandato un messaggio preciso.
Non dobbiamo vivere di certezze, nella sicurezza. Mi ricorda molto il film di quell' uomo che per non correre pericoli, si privava di ogni divertimento: alla fine arrivò alla morte incolume. Ma disse "io ho vissuto decidendo di non vivere".
Non ricordo come si chiama, era in bianco e nero.

La storia di questo ragazzo è una esortazione alla vita, in pratica. Certo, non dobbiamo fare pazzie come questo qui (che poi una logica di fondo l'aveva), però dobbiamo prenderlo come insegnamento. Insomma, vivi la vita con più Montana! :asd


E non crogiolarti mai nelle tue sicurezze, perchè anche il rischio, la novità, tutto è da apprezzare: ti fa amare tutto quello che hai.

Stamattina in vespa ci pensavo: anche la vespa che sto usando ora. Ha tutti i suoi difetti, può non piacere, ma mi porta. Per me è una cosa normale, non me ne accorgo quasi più.
Ma prima, quando la desideravo? Quando l'ho utilizzata le prime volte per me era una magia muovermi senza pedalare!
E intanto ora non me ne accorgo quasi più.
Dovremmo imparare ad amare quel che abbiamo. E amare il rischio, il pericolo, quello che non è programmato.

Ma non credo ce l'abbia con la società. Una volta tanto.
Portuguese D. Ace
Portuguese D. Ace - Genius - 15646 Punti
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Avevo letto la sua storia, secondo me un grande uomo che nel corso della sua vita ha capito molte cose, il suo modo di vivere, la sua fuga, il suo contatto con la natura... Purtroppo ora mi devo assentare e non ho tempo di fare un commento adeguato a questo grande uomo, appena avrò un po' di tempo sarà la prima cosa che farò sul forum
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