antonellarusso
antonellarusso - Erectus - 56 Punti
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tesina sulla donna!
aiuto vado al ragioneria e qst è la mia tesina..purtroppo il tempo stringe e mi mancano le tesine!

di italiano ho portato diversi autori che parlano delle donne come d'annunzio, svevo e montale in più cn riferimento a beatrice
di storia le suffragette
diritto gli istituti di democrazia diretta e indiretta con roferimento al suffraggio femminile quindi quando le donne hanno votato la rima volta e in occasione di cosa
scienza delle finanze i soggetti economici soffermandomi sulla famiglia
economia aziendale le imprese undustriali ed un pezzo che ho trovato su internet con riferimento alle donne oggi che dirigono un'impresa
matematica la ricerca operativa che si collega con storia x il periodo storico e poi inglese e informatica non posso collegarle..

per adesso le tesine già pronte sono italiano, diritto e matematica..
qualcuno saprebbe trovarmi qualcosa su storia, scienza delle finanze ed economia aziendale? possibilmente già pronte perchè mi manca solo una settimana per finirle!! aiutatemi x piacereeee
Aleksej
Aleksej - Mito - 20002 Punti
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economia aziendale= http://www.arealavoro.org/finanziamenti-imprenditoria-femminile.htm


storia= http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s199.htm

http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=127389

vedi anche questo video:


Questa risposta è stata cambiata da gio_1984 (17-12-14 15:50, 1 anno 11 mesi 26 giorni )
martuscella
martuscella - Erectus - 54 Punti
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ciao anche io ho fatto questa tesina...vdi se ti piace questa di economia aziendale ciao ciao

L’ IMPRENDITORIA FEMMINILE
L’imprenditoria femminile raggruppa una determinata categoria di lavoratrici che può fare affidamento su speciali contributi e finanziamenti che alcune regioni dedicano alle donne che vogliono intraprendere un business.
Nel nostro Paese le donne, anche se possiedono un titolo di studio superiore a quello degli uomini, fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro, e quando ci riescono sono poche quelle che arrivano ad occupare posti di prestigio e responsabilità.
Nello stesso tempo, però, sta crescendo il numero delle donne che decidono di avviare un’attività imprenditoriale nei diversi settori.
Per fare ciò serve innanzitutto una buona idea, che non necessariamente sia originale, ma che sia soprattutto “fattibile”.
La fattibilità è, infatti, la prima caratteristica che permette ad una idea imprenditoriale di concretizzarsi; l’idea dovrà anche essere vagliata da fattori diversi quali il contesto territoriale, il vantaggio economico che può apportare e l’investimento iniziale che bisogna sostenere.
Un altro fattore da considerare è, anche e soprattutto, se stessi, in modo da elaborare al meglio il proprio progetto professionale.
In questo modo si potranno individuare i propri obiettivi, le proprie competenze ed attitudini cosicché l’idea imprenditoriale possa rispecchiare al meglio se stessi.
In seguito si passa ad analizzare il mercato di riferimento e quindi ad esaminare due elementi importanti del mercato, la domanda e l’offerta. Questo implica naturalmente anche l’analisi della concorrenza e quindi prendere in esame le imprese operanti in quel settore, i loro punti di forza e di debolezza. Tutto ciò potrà servirci a fare “la differenza” e a studiare strategie per poter riuscire al meglio.
La fattibilità di un’attività imprenditoriale si ricava stilando un documento che si chiama business-plan.
Il business-plan è proprio quel documento che descrive l’idea imprenditoriale, ne esamina i fattori di successo nel lungo periodo e consente di valutarla. Proprio per questi motivi il documento viene chiamato studio di fattibilità.
Esso ha valenza sia interna che esterna perché assolve nello stesso momento diverse funzioni, quali esplicitare l’idea imprenditoriale e valutare l’iniziativa economica, le sue potenzialità e i rischi ad essa connessa.
La valenza esterna del business plan si manifesta soprattutto nel caso di domande di finanziamento.
Proprio per questo motivo questo documento deve essere redatto in modo chiaro e completo e deve focalizzarsi sull’aspetto economico e finanziario.
I contenuti variano a seconda dei destinatari, delle dimensioni dell’investimento, de gli scopi e dell’ambiente in cui verrà realizzato il progetto; tuttavia essi sono strutturati generalmente in tre parti:
• Parte prima: descrivere l’idea imprenditoriale , indicando le caratteristiche dei prodotti o servizi e la loro attitudine a soddisfare i bisogni del cliente, i vantaggi competitivi, i punti di forza e di debolezza dell’impresa;
• Parte seconda: studiare la fattibilità dell’idea imprenditoriale in relazione al mercato e all’organizzazione interna dell’impresa. Questa parte è inclusa della descrizione della concreta realizzabilità del progetto, della strategia commerciale e dell’organizzazione;
• Parte terza: valutazione monetaria dell’idea imprenditoriale.
Tutto ciò può essere integrato e soddisfatto attraverso il budget.
Il budget è proprio lo strumento aziendale che evidenzia gli obiettivi economico-finanziari da realizzarsi nell’esercizio seguente, oltre che le risorse da impiegare per conseguire quegli obiettivi.
Il budget deve contenere quattro elementi fondamentali:
 Gli obiettivi che si vogliono ottenere;
 Gli strumenti da utilizzare;
 I soggetti utilizzanti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi;
 I tempi per compiere le azioni.
Proprio per questi motivi esso si compone di più parti:
1. Il budget economico analitico, il quale programma quelli che saranno i costi e i ricavi di competenza dell’esercizio, predeterminando il risultato economico; esso riassume i budget settoriale (delle vendite, delle scorte di magazzino, del personale, degli acquisti, dei costi generali, ecc..)
Questi budget vengono elaborati sulla base di dati standard che rappresenterebbero il livello dell’efficienza dell’attività produttiva, quindi la quantità standard di materie prime da acquistare, la quantità standard di prodotti finiti da realizzare, le ore standard di manodopera, ecc..;
2. Il budget degli investimenti, il quale programma le operazioni che si intendono attuare nel settore delle immobilizzazioni, quindi riguarda i fattori produttivi pluriennali;
3. Il budget finanziario, il quale programma i movimenti riguardanti le operazioni di regolamento, le accensioni o estinzioni di prestito, o aumenti del capitale proprio;
4. Il budget economico e patrimoniale, il quale, attingendo dagli altri budget , presenta la situazione economica e quella patrimoniale programmata.
Fare tutto questo lavoro in modo corretto permette, oltre che di avere una prospettiva immediata e chiara dell’attività da creare e svolgere, anche di ottenere più facilmente accesso alle varie fonti di finanziamento previste.
Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, sotto questo aspetto possiamo dire che è avvantaggiata o almeno le donne hanno una possibilità in più di ricevere finanziamenti.
Questo è provato dalla legge del 25/02/1992 n.215 che si intitola “ Azioni positive sull’imprenditoria femminile”: essa ha come scopo quello di finanziare le attività al femminile.
Tanto è vero che possono accedere a queste agevolazioni tutte le “piccole imprese” che abbiano come titolare una donna ; le società che abbiano almeno il 60% di dipendente “rosa” ; le imprese nel cui consiglio di amministrazione presiedano almeno i 2/3 di donne.
Questa legge finanzia settori svariati come quello manifatturiero, quello del commercio, del turismo o dell’agricoltura.
Le agevolazioni per il finanziamento non riguardano solo attività nascenti, ma possono interessare anche affitti e rilevazioni di attività già esistenti, o anche di inserimento di innovazione, tecnologica o amministrativa, nell’attività.
Come già detto in precedenza fondamentale è il business plan perché potrebbe essere proprio questo ad ottenere l’approvazione e quindi a facilitare il finanziamento.
Dopo aver ricevuto il finanziamento ed avviato l’attività, l’impresa deve assicurarsi periodicamente di raggiungere gli obiettivi prestabiliti ; questo lo si può fare attraverso il budgetary control che si occupa proprio di verificare il raggiungimento degli obiettivi, attraverso la comparazione dei costi e ricavi effettivi con i budget programmati.
Otre al budgetary control che misura in termini quantitativi - monetari i risultati ottenuti, l’impresa può servirsi anche del controllo strategico che è basato su indicatori di tipo qualitativo che misurano il valore creato o distrutto dalla strategia adottata.
Accanto a queste attività di controllo, l’impresa deve sviluppare efficienti meccanismi di comunicazione fra i membri dell’organizzazione. In particolare grande attenzione deve essere destinata alle informazioni che sono destinate ai manager che prendono decisioni aziendali nei vari livelli.
Per fare ciò nel miglior modo possibile l’impresa può decidere di predisporre di uno strumento di comunicazione come il sistema di reporting. Questo è composto dall’insieme dei rapporti predisposti per i vari livelli di direzione.
Poiché su questi rapporti si basano decisioni importanti, le informazioni in esso contenute devono essere:
 Chiare: facilmente comprensibili; che rappresentino con immediatezza il fenomeno;
 Affidabili: sottoposte a controllo per ridurre al minimo il margine di errore;
 Selettive: selezionate in funzione dell’interesse del destinatario;
 Sintetiche: di facile consultazione e assimilazione;
 Tempestive: rese disponibili in tempo utile per chi deve prendere decisioni.
Le informazioni oggetto di questi rapporti possono riguardare diversi aspetti, come quello economico – finanziario, quello operativo o quello strategico; per quanto riguarda la stesura di questi documenti non esiste nessun requisito di forma , ma generalmente assumono forma tabellare e contengono grafici che facilitano la consultazione.
Questi rapporti possono avere periodicità differenti a seconda della loro destinazione, e per non sommergere i destinatari di informazioni inutili, i report vengono distinti in tre livelli diversi :
 Report operativi;
 Report per unità di business;
 Report di sede centrale.
Tutti questi strumenti di pianificazione, controllo e comunicazione interna dei risultati sono utili per far si che l’idea imprenditoriale , come detto all’inizio, sia fattibile, e che abbia successo nel lungo periodo.
FABIANA DI GENNARO
FABIANA DI GENNARO - Ominide - 4 Punti
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uffi mi serve un argomento di diritto dovrei portare la costituzione e poi gli aricol ke riguardano le donne
elisamilly
elisamilly - Ominide - 2 Punti
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scusami potresti dirmi la fonte dell'imprenditoria femminile che mi piacerebbe utilizzare nella tesina ??
adelaide.zaffuto
adelaide.zaffuto - Ominide - 23 Punti
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Sono da poco iscritta a questo sito, e ho visto che questa tesina è molto bella, ma purtroppo vedendo il programma svolto nella mia scuola, ho un po' di difficoltà con l'argomento di storia e di italiano, qualcuno potrebbe aiutarmi a inserire qualche autore con qualche opera e qualche argomento di storia? Grazie in anticipo!
zglavoc@libero.it
zglavoc@libero.it - Ominide - 1 Punti
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L’ IMPRENDITORIA FEMMINILE
L’imprenditoria femminile raggruppa una determinata categoria di lavoratrici che può fare affidamento su speciali contributi e finanziamenti che alcune regioni dedicano alle donne che vogliono intraprendere un business.
Nel nostro Paese le donne, anche se possiedono un titolo di studio superiore a quello degli uomini, fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro, e quando ci riescono sono poche quelle che arrivano ad occupare posti di prestigio e responsabilità.
Nello stesso tempo, però, sta crescendo il numero delle donne che decidono di avviare un’attività imprenditoriale nei diversi settori.
Per fare ciò serve innanzitutto una buona idea, che non necessariamente sia originale, ma che sia soprattutto “fattibile”.
La fattibilità è, infatti, la prima caratteristica che permette ad una idea imprenditoriale di concretizzarsi; l’idea dovrà anche essere vagliata da fattori diversi quali il contesto territoriale, il vantaggio economico che può apportare e l’investimento iniziale che bisogna sostenere.
Un altro fattore da considerare è, anche e soprattutto, se stessi, in modo da elaborare al meglio il proprio progetto professionale.
In questo modo si potranno individuare i propri obiettivi, le proprie competenze ed attitudini cosicché l’idea imprenditoriale possa rispecchiare al meglio se stessi.
In seguito si passa ad analizzare il mercato di riferimento e quindi ad esaminare due elementi importanti del mercato, la domanda e l’offerta. Questo implica naturalmente anche l’analisi della concorrenza e quindi prendere in esame le imprese operanti in quel settore, i loro punti di forza e di debolezza. Tutto ciò potrà servirci a fare “la differenza” e a studiare strategie per poter riuscire al meglio.
La fattibilità di un’attività imprenditoriale si ricava stilando un documento che si chiama business-plan.
Il business-plan è proprio quel documento che descrive l’idea imprenditoriale, ne esamina i fattori di successo nel lungo periodo e consente di valutarla. Proprio per questi motivi il documento viene chiamato studio di fattibilità.
Esso ha valenza sia interna che esterna perché assolve nello stesso momento diverse funzioni, quali esplicitare l’idea imprenditoriale e valutare l’iniziativa economica, le sue potenzialità e i rischi ad essa connessa.
La valenza esterna del business plan si manifesta soprattutto nel caso di domande di finanziamento.
Proprio per questo motivo questo documento deve essere redatto in modo chiaro e completo e deve focalizzarsi sull’aspetto economico e finanziario.
I contenuti variano a seconda dei destinatari, delle dimensioni dell’investimento, de gli scopi e dell’ambiente in cui verrà realizzato il progetto; tuttavia essi sono strutturati generalmente in tre parti:
• Parte prima: descrivere l’idea imprenditoriale , indicando le caratteristiche dei prodotti o servizi e la loro attitudine a soddisfare i bisogni del cliente, i vantaggi competitivi, i punti di forza e di debolezza dell’impresa;
• Parte seconda: studiare la fattibilità dell’idea imprenditoriale in relazione al mercato e all’organizzazione interna dell’impresa. Questa parte è inclusa della descrizione della concreta realizzabilità del progetto, della strategia commerciale e dell’organizzazione;
• Parte terza: valutazione monetaria dell’idea imprenditoriale.
Tutto ciò può essere integrato e soddisfatto attraverso il budget.
Il budget è proprio lo strumento aziendale che evidenzia gli obiettivi economico-finanziari da realizzarsi nell’esercizio seguente, oltre che le risorse da impiegare per conseguire quegli obiettivi.
Il budget deve contenere quattro elementi fondamentali:
 Gli obiettivi che si vogliono ottenere;
 Gli strumenti da utilizzare;
 I soggetti utilizzanti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi;
 I tempi per compiere le azioni.
Proprio per questi motivi esso si compone di più parti:
1. Il budget economico analitico, il quale programma quelli che saranno i costi e i ricavi di competenza dell’esercizio, predeterminando il risultato economico; esso riassume i budget settoriale (delle vendite, delle scorte di magazzino, del personale, degli acquisti, dei costi generali, ecc..)
Questi budget vengono elaborati sulla base di dati standard che rappresenterebbero il livello dell’efficienza dell’attività produttiva, quindi la quantità standard di materie prime da acquistare, la quantità standard di prodotti finiti da realizzare, le ore standard di manodopera, ecc..;
2. Il budget degli investimenti, il quale programma le operazioni che si intendono attuare nel settore delle immobilizzazioni, quindi riguarda i fattori produttivi pluriennali;
3. Il budget finanziario, il quale programma i movimenti riguardanti le operazioni di regolamento, le accensioni o estinzioni di prestito, o aumenti del capitale proprio;
4. Il budget economico e patrimoniale, il quale, attingendo dagli altri budget , presenta la situazione economica e quella patrimoniale programmata.
Fare tutto questo lavoro in modo corretto permette, oltre che di avere una prospettiva immediata e chiara dell’attività da creare e svolgere, anche di ottenere più facilmente accesso alle varie fonti di finanziamento previste.
Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, sotto questo aspetto possiamo dire che è avvantaggiata o almeno le donne hanno una possibilità in più di ricevere finanziamenti.
Questo è provato dalla legge del 25/02/1992 n.215 che si intitola “ Azioni positive sull’imprenditoria femminile”: essa ha come scopo quello di finanziare le attività al femminile.
Tanto è vero che possono accedere a queste agevolazioni tutte le “piccole imprese” che abbiano come titolare una donna ; le società che abbiano almeno il 60% di dipendente “rosa” ; le imprese nel cui consiglio di amministrazione presiedano almeno i 2/3 di donne.
Questa legge finanzia settori svariati come quello manifatturiero, quello del commercio, del turismo o dell’agricoltura.
Le agevolazioni per il finanziamento non riguardano solo attività nascenti, ma possono interessare anche affitti e rilevazioni di attività già esistenti, o anche di inserimento di innovazione, tecnologica o amministrativa, nell’attività.
Come già detto in precedenza fondamentale è il business plan perché potrebbe essere proprio questo ad ottenere l’approvazione e quindi a facilitare il finanziamento.
Dopo aver ricevuto il finanziamento ed avviato l’attività, l’impresa deve assicurarsi periodicamente di raggiungere gli obiettivi prestabiliti ; questo lo si può fare attraverso il budgetary control che si occupa proprio di verificare il raggiungimento degli obiettivi, attraverso la comparazione dei costi e ricavi effettivi con i budget programmati.
Otre al budgetary control che misura in termini quantitativi - monetari i risultati ottenuti, l’impresa può servirsi anche del controllo strategico che è basato su indicatori di tipo qualitativo che misurano il valore creato o distrutto dalla strategia adottata.
Accanto a queste attività di controllo, l’impresa deve sviluppare efficienti meccanismi di comunicazione fra i membri dell’organizzazione. In particolare grande attenzione deve essere destinata alle informazioni che sono destinate ai manager che prendono decisioni aziendali nei vari livelli.
Per fare ciò nel miglior modo possibile l’impresa può decidere di predisporre di uno strumento di comunicazione come il sistema di reporting. Questo è composto dall’insieme dei rapporti predisposti per i vari livelli di direzione.
Poiché su questi rapporti si basano decisioni importanti, le informazioni in esso contenute devono essere:
 Chiare: facilmente comprensibili; che rappresentino con immediatezza il fenomeno;
 Affidabili: sottoposte a controllo per ridurre al minimo il margine di errore;
 Selettive: selezionate in funzione dell’interesse del destinatario;
 Sintetiche: di facile consultazione e assimilazione;
 Tempestive: rese disponibili in tempo utile per chi deve prendere decisioni.
Le informazioni oggetto di questi rapporti possono riguardare diversi aspetti, come quello economico – finanziario, quello operativo o quello strategico; per quanto riguarda la stesura di questi documenti non esiste nessun requisito di forma , ma generalmente assumono forma tabellare e contengono grafici che facilitano la consultazione.
Questi rapporti possono avere periodicità differenti a seconda della loro destinazione, e per non sommergere i destinatari di informazioni inutili, i report vengono distinti in tre livelli diversi :
 Report operativi;
 Report per unità di business;
 Report di sede centrale.
Tutti questi strumenti di pianificazione, controllo e comunicazione interna dei risultati sono utili per far si che l’idea imprenditoriale , come detto all’inizio, sia fattibile, e che abbia successo nel lungo periodo.
.anonimus.
.anonimus. - Tutor - 43869 Punti
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Copiare dai commenti di altri utenti e poi postarli nello stesso topic poi non ha senso, è una risposta inutile. Evitiamo.
Chiudo il topic.
Ciao Laura!
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