Daniele
Daniele - Blogger - 27611 Punti
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Risolviamolo Insieme

Scientifico tecnologico secondo tema (vi prego le soluzioni) FISICA
a) spieghi il principio di funzionamento della pila di Volta;
b)spieghi il significato di circuito elettrico e si soffermi sulla natura e le unità di misura delle grandezze fisiche che caratterizzano un circuito elettrico in corrente continua;
c)descriva teoricamente e graficamente come si collocano in un circuito elettrico gli strumenti di misura amperometro e voltmetro, con le necessarie considerazioni riguardanti la resistenza interna di questi strumenti confrontata con le resistenze presenti nel circuito;
s) spieghi il perché in ogni misura è necessario scegliere la portata minima possibile;
giuggiolotta
giuggiolotta - Erectus - 61 Punti
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che significa l'ultimo quesito
portata minima di che
giugiu91
giugiu91 - Erectus - 54 Punti
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b)Il circuito elettrico, in generale, è il luogo fisico ben definito in cui hanno sede fenomeni di natura elettromagnetica.
In maniera più specifica si definisce circuito elettrico l'interconnessione di elementi elettrici collegati insieme in un percorso chiuso in modo che la corrente possa fluire con continuità.
corrente unità di misura ampere A. tensione o forza elettromotrice, o differenza di potenziale unità di misura volt V. resistenza unità di misura Ohm,
poi condensatore simbolo C unità di misura farad simbolo F...vengono pero' usati dei sottomultipli perkè il farad è troppo grande...i sottomultipli sono micro farda, nano farad, pico farad rispettivamente 10allameno 6 farad, 1o alla meno 9 farad e dieci alla meno 12 farad

Aggiunto 1 minuti più tardi:

a)La pila di Alessandro Volta può essere considerata una batteria di celle galvaniche collegate in serie. Fra i due elettrodi metallici di ciascuna cella si instaura una differenza di potenziale che viene mantenuta costante da forze di natura chimica. Ogni elettrodo infatti tende a rilasciare ioni metallici positivi nella soluzione con la quale è a contatto, assumendo rispetto ad essa un potenziale negativo. La differenza di potenziale fra un elettrodo e la soluzione dipende dal tipo di metallo di cui è composto l'elettrodo. Utilizzando ad esempio un disco di zinco ed uno di rame come fece Volta, si misura presso lo zinco un potenziale negativo maggiore in valore assoluto rispetto a quello del rame. Collegando i due elettrodi per mezzo di un conduttore si genera un movimento di elettroni dal polo di carica negativa a quello di carica positiva (dallo zinco al rame nel caso precedente) e dunque una corrente elettrica di verso opposto.

Il movimento di elettroni nel circuito esterno alla pila tende a compensare ed annullare la differenza di potenziale fra gli elettrodi e la soluzione; affinché la corrente si mantenga costante è necessario che il polo negativo venga costantemente rifornito di elettroni sottratti al polo positivo. Questo compito è affidato alla soluzione elettrolitica. Considerando per esempio una soluzione di acido solforico in acqua a contatto con elettrodi di zinco e rame, si osserva che gli ioni derivanti dalla dissociazione dell'acido solforico si dirigono nell'interno della soluzione verso l'elettrodo di zinco. Gli ioni H3O+ dell'acido si dirigono invece verso l'elettrodo di rame al quale tolgono ciascuno un elettrone.

L'energia chimica che si sviluppa durante le reazioni fra i metalli e la soluzione è quella necessaria per consentire il flusso di corrente.

Ogni elemento collegato in serie contribuisce ad aumentare la tensione elettrica fra gli estremi della pila e dunque la sua forza elettromotrice.
mikthebest93
mikthebest93 - Erectus - 58 Punti
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portata minima dello strumento si intende
giuggiolotta
giuggiolotta - Erectus - 61 Punti
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le altre lettera c e d
giugiu91
giugiu91 - Erectus - 54 Punti
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s)per minimizzare l'errore di misura! ( però ci vuole altroooo) help
Interone91
Interone91 - Erectus - 52 Punti
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la lettera SSSSSS!!!!!
baby.luna.94
baby.luna.94 - Sapiens Sapiens - 832 Punti
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C) In fisica classica i fenomeni di trasporto di energia coinvolgono onde o particelle: per certi fenomeni viene utilizzato un modello ondulatorio, e per altri un modello corpuscolare. Fu Newton a ipotizzare che la luce fosse composta di corpuscoli, ma ai primi dell’Ottocento un esperimento convinse tutti gli scienziati che il fenomeno fosse essenzialmente ondulatorio. Esperimenti più recenti hanno indicato però che anche Newton aveva ragione. Nel 1923 fu scoperto l’effetto Compton che rappresentò un’ulteriore conferma delle teorie di Einstein: la luce oltre a comportarsi come onde, rivela anche un comportamento corpuscolare. Il dualismo si riferisce al fatto che le particelle elementari, come l’elettrone o il fotone, mostrano una duplice natura, sia corpuscolare sia ondulatoria. Da alcuni esperimenti compiuti all’inizio del XX secolo si era constatato che lL’effetto fotoelettrico, portava a dedurre una natura corpuscolare per la luce, che d’altra parte manifestava proprietà chiaramente ondulatorie in altri casi, per esempio nel fenomeno della diffrazione, che non era spiegabile ricorrendo all’ipotesi corpuscolare. Il dibattito sulla natura corpuscolare o ondulatoria della materia nasce nel XVII secolo in seguito alla contrapposizione fra le teorie di Isaac Newton e di Christian Huygens sulla natura della luce. Il modello ondulatorio di Huygens fu messo in discussione agli inizi del Novecento, quando Einstein nel 1905, con un lavoro che gli valse il premio Nobel, giustificò l’effetto fotoelettrico postulando l’esistenza di quanti di luce. Secondo Bohr bisogna accettare il principio di complementarità: gli aspetti corpuscolare e ondulatorio sono complementari, ed esistono solamente come potenzialità; L’esempio più classico che si può portare per spiegare la complementarità delle descrizioni ondulatoria e corpuscolare consiste nella diffrazione di elettroni da due sottili fenditure parallele, apparato con il quale Young dimostrò a suo tempo l’aspetto ondulatorio della luce.
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cacao
cacao - Erectus - 56 Punti
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Immagini delle prove di fisica:

http://maturita.****.it/wp-content/uploads/2010/06/SPERIMENTALE_01.jpg

http://maturita.****.it/wp-content/uploads/2010/06/SPERIMENTALE_02.jpg
giuggiolotta
giuggiolotta - Erectus - 61 Punti
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non si collega al link
Interone91
Interone91 - Erectus - 52 Punti
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x favore la s!!! :cry
cacao
cacao - Erectus - 56 Punti
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un attimo le salvo al pc e le uppo su un altro sito o cerco di farle visualizzare direttamente dal forum
giugiu91
giugiu91 - Erectus - 54 Punti
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s)in ogni misura è necessario scegliere la portata minima possibile per ridurre al minimo l'errore ke che si compie durante la misurazione.
giuggiolotta
giuggiolotta - Erectus - 61 Punti
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quindi posso scrivere cosi basta???????'' va bene tutto ?
o devo mettere dell'altro?
cacao
cacao - Erectus - 56 Punti
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Aggiunto 2 minuti più tardi:

Vi ho messo le immagini di entrambi i problemi con i relativi quesiti

Aggiunto 37 minuti più tardi:

Soluzione 3
primo tema

in fisica classica i fenomeni di trasporto di energia coinvolgono onde o particelle: per certi fenomeni viene utilizzato un modello ondulatorio, e per altri un modello corpuscolare. Fu Newton a ipotizzare che la luce fosse composta di corpuscoli, ma ai primi dell’Ottocento un esperimento convinse tutti gli scienziati che il fenomeno fosse essenzialmente ondulatorio. Esperimenti più recenti hanno indicato però che anche Newton aveva ragione. Nel 1923 fu scoperto l’effetto Compton che rappresentò un’ulteriore conferma delle teorie di Einstein: la luce oltre a comportarsi come onde, rivela anche un comportamento corpuscolare. Il dualismo si riferisce al fatto che le particelle elementari, come l’elettrone o il fotone, mostrano una duplice natura, sia corpuscolare sia ondulatoria. Da alcuni esperimenti compiuti all’inizio del XX secolo si era constatato che lL’effetto fotoelettrico, portava a dedurre una natura corpuscolare per la luce, che d’altra parte manifestava proprietà chiaramente ondulatorie in altri casi, per esempio nel fenomeno della diffrazione, che non era spiegabile ricorrendo all’ipotesi corpuscolare. Il dibattito sulla natura corpuscolare o ondulatoria della materia nasce nel XVII secolo in seguito alla contrapposizione fra le teorie di Isaac Newton e di Christian Huygens sulla natura della luce. Il modello ondulatorio di Huygens fu messo in discussione agli inizi del Novecento, quando Einstein nel 1905, con un lavoro che gli valse il premio Nobel, giustificò l’effetto fotoelettrico postulando l’esistenza di quanti di luce. Secondo Bohr bisogna accettare il principio di complementarità: gli aspetti corpuscolare e ondulatorio sono complementari, ed esistono solamente come potenzialità; L’esempio più classico che si può portare per spiegare la complementarità delle descrizioni ondulatoria e corpuscolare consiste nella diffrazione di elettroni da due sottili fenditure parallele, apparato con il quale Young dimostrò a suo tempo l’aspetto ondulatorio della luce.

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