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Tesina maturità per settore turismo "alberghiero" le materie sono : storia , italiano , geografia, inglese , francese , economia e ricevimento ... avevo pensato all'America sotto il punto di vista di moda e musica e un pò il sogno americano ...
anny=)
anny=) - Moderatore - 30560 Punti
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sampei171
sampei171 - Genius - 7409 Punti
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INDICE
-Prefazione………………………………………………….……………………………………..3
-Cos’è il sogno americano……………………………………….……………………………..4
-La guerra di secessione ………………………………………………………………………..5
-Toni Morrison e la letteratura Afro-Americana ……..……………………………………...10
-La previdenza sociale …………………………………….…….………..……..…………….13
-Organizzazione del lavoro ………………………………………………..…………………16
-Conclusioni: ………………………………....………………………...………………………..18
-Bibliografia e sitografia………………………………………………………………………19







PREFAZIONE ALLA TESINA

Il sogno americano, o meglio noto come American dream, è un argomento che mi ha sempre affascinato e ispirato, infatti lo ritengo tutt’ora un possibile modello di vita dalle mille aspettative.
La dedizione per il lavoro, sia manuale che intellettuale, nobilita l’uomo sotto più aspetti; la fatica e l’impegno verranno sempre ripaganti e la soddisfazione di aver dato il proprio contributo alla società è qualcosa di indescrivibile. Il sogno americano è questo: la capacità di rischiare, fare delle rinunce, sperare nella buona sorte per poter raggiungere l’obbiettivo preposto.
Una possibile critica che viene sviluppata nei confronti del sogno americano è l’eccessivo attaccamento ai beni terreni, lasciando in secondo piano la religiosità e la spiritualità. La mentalità americana è rivolta all’utile, al concreto, a ciò che serve veramente. La mentalità europea si distacca da questo principio, agganciandosi invece al ricordo, alle emozioni e a tutto ciò che può ricondursi al teorico. Ecco, la netta differenza tra Europa e America è il modo di agire: TEORICO vs. PRATICO.











1. CHE COS’ è IL SOGNO AMERICANO?
Con l’espressione sogno Americano (American dream) si fa riferimento all’ideale che ha spinto milioni di persone a creare la nazione che oggi conosciamo. I principi su cui si basa il sogno americano sono il duro lavoro,la determinazione e il coraggio, mezzi attraverso i quali è possibile raggiungere un tenore di vita migliore ed una serenità economica stabile.
I primi a idealizzarlo furono i coloni europei. Stanchi delle ingiustizie e dei soprusi che caratterizzavano l’Europa di metà ‘700, controllata da sovrani poco democratici, decisero di creare un nuovo Stato, un Nuovo mondo. L’idea di uno Stato dove ognuno era artefice della propria ricchezza stimolò la popolazione a lavorare duramente e con impegno, valori che sono stati poi trasmessi alle generazioni seguenti. Il concetto di riscatto sociale anima queste genti dove: ognuno spera di riuscire a concretizzare i propri sogni, sapendo che tutto ciò è possibile se c’è la volontà di farcela. Lo stimolo nel credere nei propri ideali ha fatto sì che gli Stati Uniti siano stati per più di 100 anni la più grande potenza tecnico-economica del mondo. Negli ultimi 10-15 anni il sogno americano a iniziato a mostrare le prime crepe, concretizzate nella crisi economica attuale; sul piano sociale il divario tra ricchi e poveri è immenso ed ingiustizie quotidiane, come il sistema sanitario, ne sono l’esempio. Sul piano economico il credito fatto dalle banche a milioni di famiglie senza garanzie ha provocato il crollo del sistema finanziario americano ed europeo.
La crescente disuguaglianza economica negli Stati Uniti è fortemente influenzata dall’atteggiamento dell’opinione pubblica. Gli americani tollerano livelli di disuguaglianza che sarebbero inaccettabili in molti paesi europei. Il cittadino medio ama l’idea di poter fare un colpo grosso e di diventare ricco come Bill Gates. Infatti, l’opinione pubblica è fortemente contraria alle tasse sull’eredità che spettano a chi supera un tetto di due milioni di dollari di reddito annuo, una questione che riguarda una minima percentuale di persone.
Il sogno Americano è in continua rielaborazione; alcuni ritengono che sia l’esclusiva enfatizzazione del materialismo, che fa del benessere terreno l’unico scopo della vita e misura del successo e della felicità.



2. LA GUERRA DI SECESSIONE AMERICANA
Uno dei momenti storici/culturali più importanti della storia americana è sicuramente la guerra di secessione. Il conflitto scaturì da uno dei principi del sogno americano: la libertà dell’uomo. La schiavitù fu infatti una delle cause della guerra: il Nord era apertamente democratico e anti-schiavista, in contrapposizione al Sud, conservatore e fortemente favorevole al mantenimento della schiavitù. Le conseguenze di questo conflitto si ripercossero fino alla fine degli anni ’60, quando si combatterono le battaglie in difesa dei neri d’America portate avanti da personaggi illustri come John Fitzgerald Kennedy o Martin Luther King.
La guerra di secessione americana, o anche detta guerra civile americana, fu combattuta dal 1861 al 1865; le due fazioni contrapposte erano Stati Uniti d'America (NORDISTI) e Stati Confederati d'America (SUDISTI).
Nel dicembre del 1860 nasce e si sviluppa una nuova congregazione di Stati indipendenti: gli Stati Confederati d’America o CSA (Confederated States of America). Questa nuova realtà comprendeva 11 stati: Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, Carolina del Nord e del Sud ,Texas, Virginia, Arkansas, Tennessee, Missouri e Kentucky. Venne nominato un presidente confederato, Davis Jefferson (a sinistra), un congresso provvisorio e nel febbraio 1861 venne dichiarata la scissione dagli USA. In risposta, il neo eletto Presidente degli Stati Uniti d'America Abraham Lincoln (a destra), dichiarò guerra alla Confederazione. Dopo quattro lunghi anni di guerra civile la Confederazione si arrese, riunendo nuovamente tutti gli Stati americani sotto un'unica bandiera.
La letteratura americana ha dedicato ampio spazio al conflitto, infatti la lotta tra Yankees (Nordisti) e Dixies (Sudisti) rappresentò un puntò cruciale nella storia americana.

Davis Jefferson, presidente degli Stati Confederati Abraham Lincoln, Presidente degli Stati Uniti

Cause politiche ed economiche del conflitto
La guerra di secessione americana nasce principalmente da un conflitto ideologico/economico tra Nord e Sud degli Stati Uniti; il Sud basava la propria economia sull’ agricoltura intensiva su larga scala,come grandi piantagioni di cotone e tabacco; di conseguenza l’utilizzo di schiavi neri nel sistema economico locale era fondamentale per lo sviluppo del Sud. Nel Nord iniziarono a svilupparsi i primi centri produttivi industriali come industrie di legname ed i centri urbani nascono in larga scala; la mancanza di mano d’opera a basso costo era un grosso problema per il Nord, avendo vietato la schiavitù in molti stati già dall’inizio dell’800. Da un punto di vista ideologico la schiavitù negli Stati Uniti era un concetto che andava contro ogni ideale americano, sia costituzionale che morale; la guerra civile fu causata dal principio che portò i padri fondatori ad andarsene dall’Europa: la libertà dell’uomo. Così nel 1860 il Presidente Abraham Lincoln vietò definitivamente la schiavitù sul suolo americano. Da queste parole scaturì la rabbia dei grandi latifondisti sudisti, che portò alla dichiarazione di secessione ed al conflitto armato.


La legittimità della secessione sudista
Le motivazioni giuridiche su cui si basavano le due parti, Stati Uniti da un lato e Stati Confederati dall’altro, vengono tratte dalla Costituzione Americana, definita anche la “legge suprema dello Stato”; la Costituzione Americana nasce dall’accordo delle prime 13 colonie americane sorte sulla costa Est degli Stati Uniti dopo la guerra di Indipendenza dalla madrepatria Inghilterra. Entra in vigore nel 1789 e da allora è stato esempio di democrazia ed uguaglianza per tutti, infatti molti stati di nuova creazione specialmente del Sud America, hanno preso esempio dalla Costituzione Americana per redigere la propria.
Gli Stati Confederati sostenevano la legittimità della loro secessione in base ad un articolo della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America, precisamente:

...queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, Stati liberi e indipendenti; ... e che, come Stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare.

(Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America; punto 13, ultimo capoverso)

In contrapposizione gli Stati Uniti denunciavano l’incostituzionalità della secessione, appellandosi al primo comma della Sez. 10 dell'Art. I, della Costituzione, violato a loro parere dai Sudisti:

Nessuno Stato potrà partecipare a trattati, alleanze o patti confederali.

(Costituzione Americana, primo comma della Sez. 10 dell'Art. I)

Svolgimento della guerra
Stati Uniti e Stati Confederati avevano due obbiettivi ben diversi per la conclusione della guerra, infatti gli Sati Confederati avevano l’unico obbiettivo di farsi riconoscere e di conseguenza si predisponevano ad una guerra di sfinimento delle truppe statunitense; gli Stati Uniti dovevano non solo attaccare le truppe confederate, ma anche riconquistare i territori del Sud. Questa differenza favorì inizialmente gli Stati Confederati, che avevano dalla loro parte anche il sostegno della popolazione.
La causa della vittoria Nordista fu la dissestata economia della Confederazione. L’inflazione fu da subito altissima, il commercio con l’Europa fu presto tagliato e le pessime condizioni di vita dei civili fecero perdere consensi alla nuova nazione. La guerra si concluse nel 1865, con la riannessione dei territori del Sud agli Stati Uniti. Appena dichiarata la fine della guerra furono liberati dai nordisti gli schiavi neri molti dei quali, come ipotizzato da Lincoln, andarono a lavorare nelle fabbriche del nord. Le condizioni di vita dei neri non migliorò, ma anzi fu l’inizio di un epoca segnata da atti di razzismo legali al dissenso popolare verso o cosiddetti Negros. Il fenomeno dell’ apartheid, ovvero la segregazione degli afro americani, scomparve negli anni ’60 del ‘900, con il contributo alla lotta in difesa dei neri di personaggi di spicco come Martin Luther King e J.F. Kennedy.
Già nel 1865 nasce e si sviluppa un organizzazione terroristica/razzista americana, il KU KLUX KLAN, principalmente composto da ex secessionisti, i quali si rifacevano della guerra persa sulla popolazione civile di colore. Il KKK come lo conosciamo oggi, ovvero con cappucci bianchi e croci infuocate, nasce nella prima metà del ‘900 e alla fine degli anni ’20 contava ben 4.000.000. di iscritti in tutto il paese!
Con il passare degli anni l’America è cambiata e la popolazione di colore si è emancipata fino a raggiungere l’apice nel 2008, con l’elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America un politico di colore, Barack Obama (a sinistra). Forse colui che incarna al meglio il sogno americano è proprio lui, il cosiddetto “ self-made man” ovvero chi si è fatto una carriera ed una posizione sociale da solo, arrivando dove nessun altro prima di lui era mai arrivato, con la fatica, il duro lavoro e un pizzico di fortuna è riuscito a sensibilizzare gli Stati Uniti ed a farsi eleggere Presidente. Il sogno americano è interpretato al meglio da persone come lui, che sono riuscite a rompere schemi e idee fino a prima in obiettabili.
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Durante la prima metà del ‘900 la segregazione razziale dei neri d’America ha portato alla nascita di gruppi xenofobi, come il già citato Ku Klux Klan ma anche di movimenti pacifisti per il riconoscimento dei diritti civili e politici dei neri. In netto contrasto con i valori costituzionali americani, ovvero uguaglianza e libertà, fino agli anni ’60 la distinzione tra “White” e “Negros” era sostanziale. Ai neri era fatto divieto di accedere a strutture pubbliche, scuole, ospedali e negozi che erano riservati esclusivamente ai bianchi, vietando perciò deliberatamente l’accesso a cittadini americani. Un affronto alla Costituzione! Questo sentimento discriminatorio era maggiormente sentito negli ex stati sudisti come Alabama, Louisiana e Virginia dove l’odio per la popolazione di colore causò non poche vittime tra la popolazione civile.


nella foto: esponenti del KU KLUX KLAN a Matamoras, Pennsylvania 1953

Il personaggio che cominciò a sensibilizzare le masse e professò l’uguaglianza fu sicuramente il pastore protestante Martin Luther King(nella foto), attivista e politico statunitense in difesa dei diritti civili dei neri d’America. La sua dedizione all’uguaglianza gli fece vincere il Nobel per la pace nel 1964. Nel famosissimo discorso “I have a dream” tenuto dal pastore il 28 Agosto 1963 al Lincoln Memorial, Washington , King sottolinea l’uguaglianza e la fine delle discriminazioni razziali; nel discorso viene ribadito come questi principi siano alla base del vero sogno americano:

“I say to you today, my friends, so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream. It is a dream deeply rooted in the American dream…that all men are created equal.” .[E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano… che tutti gli uomini sono creati uguali.]
I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.I have a dream today! [ Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!]

(Martin Luther King, 28.08.1963 ,discorso per la marcia per il lavoro e la libertà ,Washington, English version by Michael E. Eidenmuller, Published by McGraw-Hill,2008)
La letteratura americana affronta il problema della situazione dei neri d’America sotto molti punti di vista, ma la scrittrice che interpreta maggiormente la questione è sicuramente l’afro-americana Toni Morrison. La sua letteratura coinvolge non solo la questione razziale, ma anche la condizione della donna durante il periodo schiavista nel Sud degli Stati Uniti. La mancanza di sicurezza e l’ impotenza di reagire alla volontà del padrone fa scaturire nella sua letteratura un senso di compassione nelle vicende narrate, coinvolgendo il lettore nelle tragiche esperienze che hanno vissuto queste povere genti. Questo nuovo tipo di letteratura le ha fatto vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1993, con l’opera Playing in the Dark (Giochi al buio).

3. TONI MORRISON (CHLOE ANTHONY WOFFORD)
Toni Morrison , pseudonym of Chloe Anthony Wofford, is one of the most important exponent of Afro-American literature. Born in 1931 in Lorain (Ohio), daughter of a black working-class family , she is the second of four children . Already when she was young she expressed her interest in literature. Through her poems she represents the condition of life of black people during the slavery period in the USA and the lost of identity in this life condition. She looks not only to the horrible life situation of the slaves, but in particularly to the females submission conditions . One of the most famous and important novel written by Toni Morrison is Beloved published in 1987; with this book not only did she win the Pulitzer Award but also she had the possibility to begin teaching at Princeton University. This moment was important not only in a literary sphere, but also in a social/cultural way, because Toni Morrison was the first black woman to won the Nobel Prize for literature. During her Nobel Lecture she underlined the main characters of her literature and the woman’s condition in the 20th century society; very expressive is the first part of the Lecture:
"Once upon a time there was an old woman. Blind but wise. Or was it an old man? A guru, perhaps. Or a griot soothing restless children. I have heard this story, or one exactly like it, in the lore of several cultures.”

"Once upon a time there was an old woman. Blind. Wise."

In the version I know the woman is the daughter of slaves, black, American, and lives alone in a small house outside of town. Her reputation for wisdom is without peer and without question. Among her people she is both the law and its transgression. The honor she is paid and the awe in which she is held reach beyond her neighborhood to places far away; to the city where the intelligence of rural prophets is the source of much amusement.

(From Nobel Lectures, Literature 1991-1995, Editor Sture Allén, World Scientific Publishing Co., Singapore, 1997)

The Prize motivation underline the message and the essence of the true American dream:
“who in novels characterized by visionary force and poetic import, gives life to an essential aspect of American reality"
(MLA style: "The Nobel Prize in Literature 1993". Nobelprize.org. 4 Jun 2012 )

In this way Toni Morrison is considered an important exponent of Afro-American society and particularly in the academic world.
BELOVED

Beloved is one of the most famous Morrison’s novels written and published in 1987. She won the Pulitzer Award in 1988 with this book and five years later the Nobel Prize for literature.
The story is set in the slavery period of American story and it is part of a true story; in 1855 a black slave, Margarete Garner, tries to escape from Kentucky with her little daughter. When she understands that she will be captured again, she kills her little daughter, instead of giving her a future slavery life. The plot of the novel is more or less the same, the mother is named Sethe who lives in a new house in north of USA. The main character lives with her little daughter Denver. During the story it appears the ghost of the killed daughter of Sethe, Beloved. It is very realistic and they act with her like a normal person. In the house it arrives Paul D, another slave who tries to have a relationship with Sethe. They begin to have a normal life, but when the society understand that Sethe killed Beloved they regret her and Denver. The story ends with Sethe dreaming of the moment when the owner came back to capture her again.
The novel shows the conditions of women’s life in an inflexible society. The book represents two important aspects of slaves existence: Sethe is able to escape physically from the cotton plantation, creating a new life away from the slavery. In contrast the society doesn’t free her from the emotive situation, and later, when they know that Sethe killed her daughter they refuse her completely. This book is one of the most important productions of Afro-American literature, not only for the message who gives the poem, but also for the arguments discussed. The whole story is made of flashbacks and they represent the memories of cruelty and oppression that live in the memory of Sethe. The novel express very good the feelings of black people during the apartheid period, in comparison with the slavery years. Toni Morrison is maybe the only Afro-American author to use the flashback technique in this particular theme.
I think that this novel is part of the American dream, but considered in a bad point of view. Sethe tries to escape from a slavery situation, changing town and life. The bad element is that she is unlucky, she isn’t accepted by the society and she couldn’t change her life level. Maybe it can show that the American dream was possible only to white people, until 1964 with the racial equality.
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L’economia americana rispecchia limpidamente la concezione di Stato che viene concepita negli Stati Uniti: lo Stato deve gestire solo ed esclusivamente le funzioni istituzionali, ovvero giustizia, Esercito, pubblica amministrazione e riscossione dei tributi. Questa politica nettamente liberista ha ovviamente forti ripercussioni sulla società americana; servizi basilari come la sanità e il sistema pensionistico sono gestite da mutue private e l’intervento statale è minimo se non irrisorio. Questo tipo di economia rispecchia l’ideale economico dell’economista e filosofo scozzese Adam Smith (a sinistra); viene considerato il padre dell’economia moderna avendo scritto il primo trattato di economia dove illustrava i primi teoremi economici regolamentati. Le sue idee rivoluzionarie erano anche per una posizione di non-intervento statale nel sistema economico. Questa è l’idea liberista, fortemente portata alla privatizzazione, dando la possibilità al libero mercato di operare in assenza dello Stato.
L’Europa dal 1929 con la Grande crisi finanziaria adotta il sistema economico di John Maynard Keynes (foto a destra), il cui principio fondamentale è uno Stato imprenditore in grado di garantire piena assistenza al cittadino, chiamato in seguito in Inghilterra Welfare State. Questa forma di governo ha l’obbiettivo di ridurre le diseguaglianze sociali, basandosi sul principio dell’uguaglianza sostanziale; ; Viene applicato per la prima volta in Inghilterra nel secondo Dopoguerra, propagandosi col tempo il tutta Europa. L’introduzione di questo sistema sociale arriva in Italia nel 1975, dando attuazione ai principi contenuti nella Costituzione italiana agli articoli 2-3-4 ed a tutta la prima parte della Costituzione dall’articolo 13 al 54 ovvero i diritti e doveri del Cittadino.
I principi moderni del Welfare State sono quattro: assistenza sanitaria, pubblica istruzione, indennità di disoccupazione e l’accesso alle risorse culturali. Il Welfare State richiede un forte prelievo fiscale, concretizzato in un aumento di tasse indirette e dirette per finanziare lo Stato sociale. L’economia europea moderna segue tutt’oggi questo modello, avendo lo Stato un forte peso sull’economia e di conseguenza sul sistema previdenziale e sociale. Il sistema assistenziale italiano, rispecchia di conseguenza il modello economico Keynesiano.

4. LA PREVIDENZA SOCIALE IN ITALIA

A differenza degli Stati Uniti,l’Italia è uno Stato democratico di stampo sociale, ovvero segue una linea di governo fortemente incentrata sull’assistenza pubblica al cittadino. La previdenza sociale italiana gestisce e garantisce servizi utili durante l’intero corso lavorativo e privato del cittadino.
L’istituzione della previdenza sociale viene fortemente tutelato e garantito dalla Costituzione, precisamente dall’Art. 38, il quale stabilisce:
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.
(Costituzione Italiana, Art.38 comma da 1 a 5)
Tale articolo garantisce non solo assistenza sociale ma anche lavorativa e sanitaria al cittadino lavoratore; il comma 3 tutela e fornisce aiuti ad inabili e minorati favorendo la loro integrazione in società attraverso il lavoro. Viene chiaramente sottolineata la figura dello Stato come ente gestore di servizi e organi dell’assistenza sociale. Garantendo sempre la libertà di scelta viene fatta chiara espressione di poter usufruire di assistenza privata, di tipo medico, mutualistico e assicurativo.
L’assistenza del cittadino da parte dello Stato è uno dei molteplici aspetti del Welfare State, . La previdenza sociale italiana è gestita in maniera esclusiva dallo Stato, precisamente dalla Pubblica Amministrazione. L’ INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) gestisce il sistema pensionistico e assistenziale italiano privato e pubblico, garantendo non solo tutela fiscale durante il periodo lavorativo del cittadino, ma anche a termine di esso attraverso pensioni di vecchiaia e di invalidità. Lo Stato italiano si fa carico di trattenere parte dello stipendio, i cosiddetti contributi, a fine di garantire un adeguata pensione al termine dell’età lavorativa o in caso di invalidità professionale. L’ente pubblico che gestisce le assicurazioni sul lavoro per le malattie professionali , ovvero coloro che risarciscono del danno all’integrità psico-fisica patita nello svolgimento di un attività lavorativa, è l’INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) .
La gestione della sanità è di tipo misto, ovvero esistono sia strutture mediche private;la parte pubblica è gestita indirettamente dal Servizio Sanitario Nazionale, attraverso le ASL (Azienda Sanitaria Locale). Attraverso questo organo viene garantito il diritto alla salute, il quale si realizza non solo attraverso prestazioni di tipo curativo, ma anche attraverso prevenzione e riabilitazione.
Lo Stato si fa carico della tutela sanitaria in maniera progressiva, ovvero i prezzi di visite, farmaci e servizi clinico/ospedalieri si diversificano in base al reddito annuo del cittadino che richiede il servizio. Questo tipo di assistenza sanitaria permette a chi è affetto da gravi malattie o con un reddito minimo di non dover farsi carico di tutte le spese collegate. La sanità pubblica è uno degli aspetti fondamentali del Welfare State, il quale gestisce e garantisce assistenza economica anche a coloro che sono privi di impiego, i disoccupati. Il primo luogo lo Stato attua una politica di tipo occupazionale, ovvero favorisce in tutte le sue forme ogni tipo di impiego, attraverso uffici del lavoro, centri di collocamento e agenzie private per il lavoro. In caso di disoccupazione involontaria, lo Stato garantisce per un periodo una certa percentuale della retribuzione persa.
Lo Stato da particolare attenzione alla creazione di interventi mirati a favore dei lavoratori extracomunitari residenti in Italia. Lo Stato attraverso politiche sociali favorisce l’inserimento degli stranieri nella società, prevenendo dalle discriminazioni razziali.
Lo Stato sociale garantisce equità e cerca di ridurre la diseguaglianza tra i cittadini, ma negli ultimi anni la crisi del Welfare State ha fatto rivalutare molti stati dal seguire questo tipo di politica sociale. La forte pressione fiscale ha causato nei cittadini una forma di insofferenza dovuta al non ritorno di beni e servizi da parte dello Stato. Gli Stati Uniti, impostando la loro economia sull’economia Smithiana, non garantisce alcun tipo di tutela sociale al cittadino. A fronte di ciò il prelievo fiscale è minimo, necessario solo al mantenimento di esercito, infrastrutture, pubblica amministrazione e giustizia. La non presenza dello Stato ha fatto si che servizi come sanità e mutue pensionistiche siano gestite da assicurazioni private. Solo coloro che hanno un’assicurazione sanitaria possono usufruire di strutture ospedaliere, garantendo lo stretto necessario a coloro che non possono permettersela. Le assicurazioni gestiscono così il diritto alla salute dei cittadini americani, garantendo assistenza esclusivamente a chi viene considerato “ paziente non a rischio” ovvero non potenziali pazienti come chi è affetto da malattie medio - gravi o rare. Negli anni i presidenti che si sono susseguiti hanno tentato di affrontare la riforma sanitaria , da J.F.Kennedy all’attuale presidente Barack Obama, ma senza risultati.
A fronte di una crisi sia del modello Keynesiano che quello Smithiano, la direzione che molti governi europei stanno andando in contro è se la via di mezzo tra i due modelli , ovvero uno Stato presente sotto vari aspetti, ma che quale lasci al servizio privato alcuni settori, come i trasporti o le telecomunicazioni, garantendo allo stesso tempo servizi basilari come la sanità e l’assistenza sociale.












5. L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NELL’ECONOMIA INDUSTRIALE
Nel primo Dopoguerra gli Stati Uniti si affermarono sulla scena internazionale come potenza economica, producendo a pieno ritmo beni di consumo largamente diffusi nella popolazione americana. Il merito di questa conquista fu certamente della fabbrica, vero elemento cardine della seconda rivoluzione industriale. Colui che razionalizzò e ottimizzò a pieno questo nuovo mezzo di produrre fu certamente l’ingegnere Frederick W. Taylor, teorico e pratico del modello scientifico dell’organizzazione del lavoro, da cui prese il nome taylorismo. il suo metodo di lavoro si basava sulla razionalizzazione massimizzata del sistema produttivo, partendo dall’ idea che esistesse sempre un modo migliore per fare una determinata cosa, uguale per tutti, definita da Taylor one best way. Viene teorizzata la separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, marcando così la differenza tra chi agisce e chi programma. La pianificazione scientifica del lavoro prevedeva il principio de “l’uomo giusto al posto giusto” ovvero una forte frammentazione del processo produttivo, permettendo un alta specializzazione degli operai.
Sempre negli Stati Uniti si sviluppa un nuovissimo modo di produrre in fabbrica: la catena di montaggio. Viene utilizzata ed ideata da John Ford nella produzione di automobili, un cambiamento che radicalizzò il processo produttivo. Il cosiddetto fordismo,ovvero la suddivisone della produzione dove ogni operaio compie un determinato passaggio sul prodotto semilavorato che arriva dal nastro trasportatore, è l’epilogo estremo dell’organizzazione taylorista. Con il passare degli anni sono state molte le critiche fatte a questo sistema produttivo, una fra tutte è l’alienazione del lavoratore. All’interno della catena di montaggio l’operaio non potrà mai apprezzare il prodotto finito, infatti sarà limitato al prodotto semi-lavorato che ha ricevuto dal nastro trasportatore. L’alienazione del lavoro e le forti critiche a riguardo hanno portato le aziende a cambiare la gestione del personale, creando una nuova forma di supporto lavorativo: il couseling aziendale. Lo scopo di questo nuovo approccio verso i dipendenti è concretizzato nel supportare e sostenere le persone nell’ambiente di lavoro, creando un legame umano tra dipendente e azienda.
lo sviluppo di un nuovo tipo di rapporto tra lavoratore ed imprenditore ha favorito la crescita economica, dando per la prima volta la possibilità al dipendente di partecipare in prima persona nella progettazione del piano di lavoro.
Nella foto: catena di montaggio Alfa Romeo ad Arese, 1958

Permettendo ai dipendenti di dare consigli e suggerimenti per poter migliorare il sistema produttivo si è sviluppato un nuovo modo di produrre, basato su incentivi ai dipendenti in base al venduto finale. Nella situazione economica attuale è fondamentale essere competitivi a livello mondiale, creando nuove idee e nuovi mercati. In questo campo gli Stati Uniti si sono dovuti confrontare con una nuova potenza mondiale, la Cina. Lo sviluppo economico ha portato nel paese asiatico ingenti capitali, riducendo il potere d’acquisto e le risorse finanziare in America. In un ottica positiva, gli Stati Uniti e l’Europa si troveranno a essere i nuovi mercati di sbocco della produzione asiatica, in contrasto con quello che era stato ipotizzato nel momento in cui molti produttori occidentali avevano delocalizzato le aziende in Oriente. La soluzione sostanziale per garantire la sopravvivenza economica dell’ Occidente è rinunciare alla produzione su larga scala, specificandosi sulla qualità. Modelli produttivi come il fordismo che hanno caratterizzato l’intero ‘900 sono ormai superati; la produzione di alta qualità, specialmente di matrice europea, è apprezzata in Cina,India e Brasile, le tre nuove potenze economiche. Riuscire a produrre rinunciando alla quantità per puntare alla qualità potrebbe essere una soluzione per la salvezza dell’Occidente. Un fattore che ha caratterizzato l’attuale è sicuramente la finanza. L’economia reale è stata subordinata alle speculazione finanziarie di Borse e azionisti, creando buchi di bilancio e fallimenti. Questa è la causa della crisi mondiale, partita dalle Banche degli Stati Uniti per poi estendersi in tutto l’Occidente. Le banche facevano credito ai piccoli risparmiatori senza chiedere garanzie; con la disoccupazione alle stelle tutti i debitori non riuscirono più a pagare il mutuo facendo fallire le banche. La gestione irresponsabile dell’economia ha portato a questo, in netto contrasto con il modello organizzato e rigido di inizio ‘900.










6. CONCLUSIONI
Il sogno americano è la costante ricerca di una migliore condizione economico/sociale, basata sull’incessante volontà di fare meglio. Quindi il sogno americano è quella flebile speranza di farcela, di riuscire a diventare qualcuno grazie alle proprie forze, crearsi un posizione per merito delle proprie capacità e delle proprie speranze. Gli Stati Uniti come tutto l’Occidente stanno attraversando un periodo di crisi, ma ciò che gli permetterà di uscirne sarà proprio la forza del sogno americano, riusciranno a rialzarsi perché hanno la tenacia di concretizzare ciò che dicono e superare ogni tipo di difficoltà. È proprio questo spirito di rivincita che ha permesso agli Stati Uniti di superare molte crisi e avranno la forza per superare anche questa.
Il sogno americano è finito? No! Meno che mai. In America si parla già di innovazione, nuove idee e nuovi mercati di sbocco. Questo è ciò che rende grande l’America, la forza di rialzarsi e continuare.
Durante questo approfondimento ho potuto apprezzare aspetti ed elementi della cultura americana, completamente in disaccordo con la società europea. Ciò che mi ha colpito è la ricerca pratica dell’utile e del concreto, presente sotto molti aspetti nel mondo americano. La società moderna è fortemente condizionata dall’influenza degli USA, ma nell’essenza rimane sempre un forte divario di principi tra in Vecchio e il Nuovo continente.











7. BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA


• Luraghi Raimondo, La guerra civile americana, Il Mulino, Bologna, 1978

• Amatissima (tit. orig. Beloved), Frassinelli, 1996

• Tiziano Bonazzi, La dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America, Marsilio Editori, 1999

• La Costituzione della Repubblica Italiana – Un classico giuridico. Rizzoli, collana BUR – Biblioteca

• Universale Rizzoli, Milano, 2006MLA style: "The Nobel Prize in Literature 1993"

• Nobel Lectures, Literature 1991-1995, Editor Sture Allén, World Scientific Publishing Co., Singapore, 1997

• www.Nobel.org

• www.google.com

• www.wikipedia.org


FONTE: http://www.skuola.net/tesine/sogno-americano-american-dream.html
anny=)
anny=) - Moderatore - 30560 Punti
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sampei171,
non credo che il tuo aiuto serva più all'utente, in quanto il topic risale a più di un anno fa.
Sarebbe meglio controllare prima la data di riferimento del topic, per evitare di rispondere a dei post vecchi.

chiudo.
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