darioxxx
darioxxx - Erectus - 60 Punti
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mi serve un grosso aiuto x kompletare la mia tesina!!!lo sport durante il fascismo!!

devo kollegare ankora francese-inglese-geografia!!

le altre materie ita: saba storia: fascismo arte: arte e propaganda tedesco:le olimpiadi di berlino.

mi servono qst altri kollegamenti help me!!!
mitraglietta
mitraglietta - Mito - 62599 Punti
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geografia potresti portare l'italia.....francese e inglese nn saprei...cmq nn è necessario portare ttt le materie; i miei prof mi han sempre detto: meglio nn trovare dei collegamenti piuttosto che trovarli forzati che nn centrano nulla cn il vero argomento.....(arte adesso che mi ci fai pensare il futurismo va + che bn)!!! educazione fisica: porti le olimpiadi... mentre italiano saba mi sembra troppo forzato credo vada bn o pirandello o montale che erano letterati del periodo fascista...uno antifascista e l'altro si era iscritto al partito!!! ciau fammi sapere se hai difficoltà e posta pure senza problemi....
Cronih
Cronih - Genius - 23969 Punti
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quoto com mitra....
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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francese = potresti portare il fatto che in Francia, una donna intraprendente aveva fondato una federazione atletica internazionale.

o altrimenti questo:
Non ci si deve meravigliare del fatto che Simon Martin inizi il suo lavoro su 'calcio e fascismo' con la descrizione della vittoria della nazionale italiana nel mondiale del 1938 in Francia. Non era infatti una semplice vittoria sportiva, come quella casalinga del 1934, dal momento che si trattava della prima dimostrazione estera di quello che teorici dello sport fascista come Lando Ferretti consideravano il maggior e principale elemento del regime: la disciplina. Il fascismo promosse fondamentalmente gli sport di squadra perché considerava come società esemplare quella in cui l'individuo viene sempre dopo il collettivo, questo al contrario del nazismo che incentrava la sua retorica sulla superiorità e purezza razziale. Mussolini, seguace di Le Bon, pensava il calcio come dimostrazione e riflesso della disciplina e dell'unione dell'Italia fascista, tuttavia i fatti di cronaca ci rivelano il persistente, conflittuale, spirito campanilistico; di fronte al tentativo di trasformazione del corpo, la psiche ed i comportamenti attraverso la diffusione del calcio e l'educazione fisica, i tifosi costringevano alla sospensione delle partite per scontri, come quelli della finale scudetto del 1925 tra Bologna e Genoa, che si giocò 5 volte, l'ultima delle quali a porte chiuse. Mentre il fascismo promuoveva la vittoria di squadra, tra le altre cose perché le immagini dei campioni non rivaleggiassero con quella del Duce, i tifosi fomentavano il proprio mutuo odio, fatto che spinse Mussolini a chiedere ufficialmente aiuto ai giornalisti per raggiungere la desiderata unità. «Oggi il giornalismo sportivo è una forza attiva e vivente nel regno del fascismo e deve necessariamente essere all'altezza della propria missione» recita il decreto 29/1929, ed è con questo spirito che nascono i molti quotidiani e settimanali sportivi dell'epoca: La Gazzetta dello Sport, Lo Sport Fascista, Il Calcio Illustrato, La Vita Sportiva ecc. ([url=http://209.85.135.104/search?q=cache:q8eMJSgkKa8J:www.nimmagazine.it/%3Fq%3Dnode/445+calcio+inghilterra+fascismo&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]tratto da qui[/url])

inglese = la concezione antica di inglese di sport a partire da Shakespeare: [url=http://209.85.135.104/search?q=cache:qpk0QER5oGMJ:www.corradopoli.net/museodellosport.doc+shakespeare+sport&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it&lr=lang_it]clicca[/url]

geografia: Visto che porti il fascismo potresti portare Italia...
darioxxx
darioxxx - Erectus - 60 Punti
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ringrazio x le risp...kmq saba va + ke bene poike anke lui è vissuto durante il fascismo e si è avvicinato mlt allo sport skrivendo poesie sul calcio...ora vi mostro a ke punto sn..kn la tesina...

Sport durante il Fascismo

Nell’intento di sottrarre la gioventù italiana all’influenza educativa delle associazioni cattoliche, il Fascismo, con legge del 3 aprile 1926, istituiva l’Opera Nazionale Balilla che inquadrava, per lo svolgimento dell’attività fisica, i ragazzi dagli 8 ai 18 anni in 2 distinte formazioni (balilla e avanguardisti), offrendo in compenso agli stessi, come emulazione degli adulti, la gratificante opportunità di vestire uniformi paramilitari. La rivista “Battaglie fasciste” anticipava che l’organizzazione dei balilla doveva basarsi su 3 punti: educazione morale,fisica e disciplina.
Per formare i nuovi “David” si riteneva necessario allevarli ideologicamente in una scuola di coraggio,virilità e combattimento” per contrastare l’allora ripugnante costume pantofolaio della borghesia del liberalismo e cosi nel 1928 fu fondata l’Accademia fascista di Educazione Fisica e Giovanile dove insegnanti capaci dovevano far comprendere a famiglie e giovani l’importanza individuale e sociale dell’educazione del corpo attraverso l’esercizio ginnico-sportivo.
Con l’Educazione Fisica non si intendeva soltanto addestrare i muscoli, ma insegnare la forza del volere e la rapidità del decidere ed essa non significava più lo “Sport per lo Sport”, ma una disciplina razionale volta al raggiungimento di una maggiore virilità e al miglioramento fisico della razza.
In realtà e in prospettiva l’attività ginnica era vista dal Fascismo come l’applicazione del metodo sportivo alla preparazione premilitare e i vari sport venivano classificati sulla base della loro utilità, infatti il pugilato , il nuoto, la lotta, la scherma e le gare di tiro con tutte le armi erano giudicati sport fondamentali e “sport di guerra”.
Lo Sport in generale sembrò un ambito attinente all’educazione marziale e le vittorie sportive (occasioni di entusiasmi popolari e di orgogli nazionali) divennero perfettamente funzionali agli obiettivi del regime, il quale ritenne conveniente monopolizzare e strumentalizzare le loro potenzialità propagandistiche: ampia sottolineatura giornalistica veniva riservata ad avvenimenti come l’impresa dei calciatori universitari italiani vincitori dei mondiali del 1927 e 1928 a Roma e Parigi, senza dimenticare quella della conquista dei mondiali del ’34 da parte della nazionale maggiore. Alle olimpiadi di Amsterdam del ’28 la squadra italiana di scherma e pugilato ricevette la medaglia d’oro. Nel 1932 il prestigio sportivo dell’Italia raggiunge l’apice: alle olimpiadi di Los Angeles ottiene il secondo posto per numero di medaglie vinte subito dopo gli U.S.A. (paese assai più ricco e grande). I “ragazzi di Mussolini” , come vennero chiamati dai giornali americani, marciavano nell’arena di Los Angeles facendo il saluto fascista e cantando “Giovinezza” (inno trionfale del PNF).
Oltre che cercare il prestigio, il Fascismo aveva lo scopo più lodevole di migliorare la salute della nazione;un terzo dei giovani di leva venivano riformati per problemi di salute e lo stesso Mussolini, forse anche perché fu malato per gran parte della sua vita, mostrò grande interesse per l’educazione fisica;egli vedeva nello Sport un metodo efficacissimo per inculcare la disciplina e lo spirito di squadra in una società che riteneva troppo anarchica e individualista.
Il nuovo fascista italiano sarebbe stato più robusto, più serio, avrebbe passato meno tempo per divertirsi e avrebbe disprezzato i valori materialisti che si stavano diffondendo in America.
Mussolini associava allo Sport un forte Nazionalismo (carattere fondamentale del Fascismo): vi fu un tentativo di escludere allenatori e giocatori stranieri dalle squadre italiane;meno riuscito fu il tentativo di trovare sostituti italiani a parole straniere come goal, golf, club, yacht, tennis…Addirittura si avanzavano le ipotesi che sport come il golf e il cricket fossero di origine italiana, e come tali dovevano essere incoraggiati.
Una delle frasi preferite del fascismo era: “Tutto dentro lo Stato, niente fuori dallo Stato”, quindi una delle preoccupazioni maggiori fu portare tutte le attività sportive sotto l’immediato controllo del Partito Fascista, l’unico partito politico che avesse il diritto di esistere.








Foro Mussolini

La valorizzazione e la diffusione della pratica sportiva conduceva conseguentemente all’urgenza di fornire gli impianti adeguati allo svolgimento delle attività atletiche e portava alla necessità di realizzare tali luoghi per adunare gli spettatori che cominciavano ad assumere dimensioni notevoli come partecipazione. In questo vibrante clima di vitalismo sportivo ed efficientismo realizzativo si assiste all’edificazione dello Stadio dei Marmi all’interno del complesso architettonico e urbanistico del foro Mussolini a Roma.
L’architetto Enrico del Debbio, incaricato della progettazione dello stadio e dell’Accademia di Educazione Fisica previde di allestire una vera e propria cittadella dello sport corredandola di altri campi da gioco (tennis e rugby), di piscine e dello Stadio dei Cipressi (oggi chiamato Stadio Olimpico). Egli, pur non rinunciando ad un imperante archeologismo di impronta romana, riuscì ad esprimere compiutezza facendo rientrare gli aspetti formali all’interno di termini di essenzialità e in un impianto relativamente piccolo e semplice riuscì a raggiungere un equilibrata monumentalità.
Il foro Mussolini è uno dei più grandi e duraturi monumenti del regime fascista, esempio imponente del culto dello sport; Mussolini si vantava che il suo foro sarebbe stato più grandioso del Colosseo e avrebbe avuto più marmo di San Pietro, infatti, alla calda tonalità del travertino di tradizione romana, Del Debbio, preferiva la raffinatezza materica del marmo delle Apuane ma risolveva i delicati problemi di ambientamento del nuovo stadio proiettando con efficace contrasto il bianco anfiteatro con il fondale verde di Monte Mario e Macchia Madama.
Non appena si accede allo Stadio dei Marmi ci si avvede della presenza di 60 Ercoli statuari (raggiungono i 4 metri d’altezza) che fanno da corona sugli spalti di questo stadio e che danno (parere dell’architetto) un’ impronta di classica e romana grandezza: l’età evidente è quella fresca delle competizioni sportive durante il servizio militare mentre le fisionomie facciali toste e rudi sembrano riprese dalla Colonna Antonina e Traiana, non ripresi da una corporeità novecentesca, contemporanea, di soldati in libera uscita; se non risulta agevole individuare i criteri che guidarono la scelta dei soggetti sportivi da tradurre in marmo, resta facile accorgersi dell’omogeneità che connota le sculture; molti degli idoli che ornano lo stadio appaiono, per repertorio mimico ed imponenza culturistica, i diretti discendenti dei metafisici eroi di tanti monumenti ai Caduti.
Nei volti degli uni e degli altri si può riconoscere la stessa teatrale fierezza; nei corpi che esprimono un impacciato dinamismo, nelle muscolature inturgidite fino alla forzatura caricaturale, si possono riscontrare i medesimi atteggiamenti gladiatori.


Suggestive immagini raffiguranti lo Stadio Olimpico (una delle strutture più imponenti del complesso architettonico e urbanistico del Foro Mussolini)


Saba ed il gioco del Calcio

Saba nacque a Trieste (città prima appartenente all’impero austro-ungarico) nel 1883.
Le “Cinque poesie sul gioco del Calcio” sono da molti ritenute il vertice della poesia di Umberto Saba, infatti incarnano al meglio il concetto di “pratica quotidiana” come tratto peculiare dello scrivere poesie.
Saba si avvicina al calcio casualmente, entra per la prima volta allo stadio solo per accompagnarvi la figlia, desiderosa di vedere la squadra di casa: la Triestina; fino a quel momento il poeta non aveva dato molto peso al calcio, anzi, tutti quei tifosi che deliravano e si disperavano seguendo le evoluzioni di una sfera di cuoio lo irritavano, non riusciva a capirne il senso; ma da quel giorno tutto cambiò: dentro quello stadio Saba si sentiva perduto, avvolto dal calore della folla. Secondo Saba, la gente (e lui stesso) non si eccita tanto per il gioco in sé, quanto per tutto quello che, attraverso i simboli espressi dal gioco, parla all’anima individuale e collettiva; e queste cinque poesie sono nate in Saba da un ultima possibilità che gli veniva offerta di emozionarsi con gli altri, di essere una volta tanto come “tutti gli uomini di tutti i giorni”.

-Quel primo incontro col calcio è narrato in “Squadra Paesana”: è una bella giornata (proprio lo sfondo adatto per una poesia di Saba) e assiste ad una gara tra la potentissima Ambrosiana (l’Inter) e la vacillante Triestina che termina incredibilmente con quel “nessun’offesa varcava la porta” della poesia “Tre Momenti”, cioè con uno zero a zero:

Anch’io tra i molti vi saluto, rosso
alabardati,

sputati
dalla terra natia, da tutto un popolo
amati.

Trepido seguo il vostro gioco.
Ignari
esprimete con quello antiche cose
meravigliose
sopra il verde tappeto, all’aria, ai chiari
soli d’inverno.

Le angosce,
che imbiancano i capelli all’improvviso,
sono da voi sì lontane! La gloria
vi da un sorriso
fugace: il meglio onde disponga. Abbracci
corrono tra di voi, gesti giulivi.

Giovani siete, per la madre vivi;
vi porta il vento a sua difesa. V’ama
anche per questo il poeta, dagli altri
diversamente – ugualmente commosso.




-Mentre nella prima composizione aveva espresso il suo stupore personale, nella seconda, “Tre Momenti” descrive la gioia e la felicità dei tifosi, gli istanti che precedono il fischio d’inizio e il comportamento del portiere, che si rilassa quando i suoi compagni hanno il controllo del gioco ma che diventa guardingo appena lo perdono…

Di corsa usciti a mezzo il campo, date
prima il saluto alle tribune. Poi,
quello che nasce poi
che all’altra parte vi volgete, a quella
che più nera s’accalca, non è cosa
da dirsi, non è cosa ch’abbia un nome.

Il portiere su e giù cammina come
sentinella. Il pericolo
lontano è ancora.
Ma se in un nembo s’avvicina, oh allora
una giovane fiera si accovaccia,
e all’erta spia.

Festa è nell’aria, festa in ogni via.
Se per poco, che importa?
Nessun’offesa varcava la porta,
s’incrociavano grida ch’eran razzi.
La vostra gloria, undici ragazzi,
come un fiume d’amore orna Trieste.

-La Tredicesima partita non fu disputata a Trieste, ne vi partecipava la Triestina; in quel pomeriggio si disputava a Padova una partita di spareggio e il poeta si trovava li insieme a sua figlia; perderla avrebbe significato per il Padova la retrocessione in seconda categoria, si può immaginare lo stato d’animo dei pochi tifosi padovani presenti (pochi perché la partita si disputò durante un giorno feriale); prima che la partita cominciasse, il poeta e sua figlia si accorsero di suscitare i sospetti dei vicini: si pensava che, siccome non parlavano il dialetto padovano, non erano di Padova e quindi tifavano per la squadra avversaria, ma , una volta risolto l’equivoco, i tifosi regalarono con un atto di galanteria un mazzo di fiori di campo alla signorina.

Sui gradini un manipolo sparuto
si riscaldava di se stesso.

E quando
- smisurata raggiera – il sole spense
dietro una casa il suo barbaglio, il campo
schiarì il presentimento della notte.
Correvano sue e giù le maglie rosse,
le maglie bianche, in una luce d’una
strana iridata trasparenza. Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda.

Piaceva
essere così pochi intirizziti
uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l’ultima gara.

-Emblematico è invece il quarto capitolo della raccolta: l’unico momento in cui Saba mostra una sorta di disprezzo per i calciatori, che “odiosi di tanto eran superbi passavano là sotto” e “tutto vedevano, e non quegli acerbi”, gli acerbi erano i ragazzini, e infatti, specialmente a loro è dedicata la poesia “Fanciulli allo Stadio”, perché nelle loro speranze, puntualmente deluse, Saba crede di rivivere la propria infanzia (egli trascorse un’ infanzia piuttosto difficile e malinconica, infatti la madre fu abbandonata dal nobile marito veneziano Ugo Poli, un giovane insofferente dei legami familiari e ben presto verrà affidato ad una contadina slovena finché la madre austera e severa lo rivolle per sé).

Galletto
è alla voce il fanciullo; estrosi amori
con quella, e crucci, acutamente incide.

Ai confini del campo una bandiera
sventola solitaria su un muretto.
Su quello alzati, nei riposi, a gara
cari nomi lanciavano i fanciulli,
ad uno ad uno, come frecce. Vive
in me l'immagine lieta; a un ricordo
si sposa - a sera - dei miei giorni imberbi.

Odiosi di tanto eran superbi
passavano là sotto i calciatori.
Tutto vedevano, e non quegli acerbi.

-Infine c’è Goal, probabilmente la più famosa fra queste poesie di Saba a contenuto calcistico. Tema di questa lirica sono i sentimenti contrastanti dei due portieri nel momento di un goal, appunto: il vinto, che si dispera e “contro terra cela la faccia”, come a voler scomparire, e l’altro, che, obbligato a rimanere nei pali, lascia libera di vagare almeno la sua anima, alla ricerca della felicità insieme ai suoi compagni.

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
La faccia, a non vedere l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere,
l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch'io son parte....




mi rimane da inserire le olimpiadi di berlino, e altre kose su arte e propaganda.i kollegamenti + diff sn ingl e france???!kosa posso portare kollegato al fascismo???e ke riprenda anke lo sport??
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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ma solo delle manifestazioni sportive che si sono tenute in quelle nazioni nel periodo fasciata tipo il slauto della nazionale inglese a Mussolini o altre di queste cose....
darioxxx
darioxxx - Erectus - 60 Punti
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no anke altre kose la mia prof di inglese mi ha dtt di cerkare il ruolo nello sport durante quegli anni in inghilterra....e x francese mi hanno suggerito il mito di lacoste ke è nato negli anni 40
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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ottimo!
darioxxx
darioxxx - Erectus - 60 Punti
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x francese ho trovato!!pekkato x inglese ke ho cerkato su internet ma nn ho trovato niente!!!help me!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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prova a chiedere alla tua prof se ha del materiale da darti su quel periodo....
darioxxx
darioxxx - Erectus - 60 Punti
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dato ke in tedesko porto le olimpiadi di berlino del 36 la prof di inglese mi ha dtt di portare owens.x geografia mi servirebbe qlk sull aspetto geografiko ed ekonomiko della germania durante gli anni 30-40....nn sn riuscito a trovare mlt su internet...
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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neanche io ...mi spiace...chiedi alla tua prof dove puoi trovare il materiale che ti serve!
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