• Latino
  • Versioni Latino (33625)

virgi_143
virgi_143 - Erectus - 52 Punti
Rispondi Cita Salva
Ciao A tutti!! Cercavo 2 versioni una che inizia "nocte ea, quae proxima fuit ante diem conloquio" e l'altra "cum Damocles commemoraret in sermone copias eius, opes"
Grazie in anticipo
Viking
Viking - Genius - 5352 Punti
Rispondi Cita Salva
E' Bellum Iugurthinum di Sallustio? Se sì dovrebbe essere questa.

Sed nocte ea, quae proxima fuit ante diem colloquio decretum, Maurus adhibitis amicis ac statim immutata voluntate remotis ceteris dicitur secum ipse multum agitauisse, uultu colore motu corporis pariter atque animo varius; quae scilicet ita tacente ipso occulta pectoris patefecisse. Tamen postremo Sullam accersi iubet et ex illius sententia Numidae insidias tendit. Deinde ubi dies advenit et ei nuntiatum est Iugurtham haud procul abesse, cum paucis amicis et quaestore nostro quasi obvius honoris causa procedit in tumulum facillimum visu insidiantibus. Eodem Numida cum plerisque necessariis suis inermis, uti dictum erat, accedit, ac statim signo dato undique simul ex insidiis invaditur. Ceteri obtruncati, Iugurtha Sullae vinctus traditur et ab eo ad Marium deductus est.

Ma nella notte che precedeva il giorno stabilito per il colloquio, il Mauro prima convocò gli amici e sùbito dopo, cambiato parere, li allontanò tutti. Si dice che meditò a lungo fra sé, mutando l'espressione del volto e degli occhi col mutare dell'animo e rivelando, anche nel suo silenzio, i pensieri più intimi. Alla fine, tuttavia, fa chiamare Silla e seguendo il suo consiglio tende un agguato al Numida. Quando poi venne il giorno e gli fu annunziato che Giugurta non era lontano, con pochi amici e col nostro questore gli va incontro come per rendergli onore e s'avvia verso un'altura ben esposta alla vista di quelli che erano in agguato. Il Numida, accompagnato da un gran numero di amici, senz'armi come si era detto, si reca nello stesso luogo; e d'improvviso, dato il segnale, gli uomini posti in agguato lo assalgono da tutte le parti contemporaneamente. Tutti gli altri sono trucidati; Giugurta, in catene, viene consegnato a Silla e da lui è condotto a Mario.



L'altra versione si chiama La spada di Damocle di Cicerone?
virgi_143
virgi_143 - Erectus - 52 Punti
Rispondi Cita Salva
Scusa ma nn mi faceva rispondere e ho dovuto aprire un nuovo topic; cmq la versione è quella di cicerone.
Grazie mille!
Viking
Viking - Genius - 5352 Punti
Rispondi Cita Salva
Dovrebbe essere questa, in caso controlla il testo.

La Spada di Dàmocle - Cicerone

Dionysius, Syracusarum tyrannus, cum quidam ex eius adsentatoribus, Damocles, commemoraret in sermone copias eius, opes, maiestatem dominatus, rerum abundantiam, magnificentiam aedium regiarum, negaretque umquam beatiorem quemquam fuisse: "Visne igitur" inquit "o Dàmocle, quoniam te haec vita delectat, ipsam eam degustare et fortunam experiri meam?". Cum se ille cupere dixisset, conlocari iussit hominem in aureo lecto, magnifics operibus picto, abacosque complures ornavit argento auroque caelato. Tum ad mensam eximia forma pueros iussit consistere eique diligenter ministrare. Aderant unguenta, coronae, mensae conquisitissimis epulis extruebantur: fortunatus sibi Damocles videbatur. In hoc medio apparatu fulgentem gladium e lacunari saeta quina aptum demitti iussit, ut impenderet illius beati cervicibus. Itaque nec pulchros illos ministratores aspiciebat nec plenum artis argentum nec magnum porrigebat in mensam. Denique exoravit tyrannum ut abire liceret, quod iam beatus nollet esse.

Dioniso, tiranno dei Siracusani, giudicò come egli stesso fosse beato. Infatti, poichè uno dei suoi adulatori, Damocle, ricordava in un suo discorso le sue milizie, l'autorità, la grandezza del regno, l'abbondanza delle ricchezze, la magnificenza della reggia, e diceva che non c'era mai stato qualcuno più beato: Desideri dunque -disse- oh Damocle, poichè questa vita ti piace, assaggiarla e sperimentare la mia fortuna?". Avendo egli detto che lo desiderava, Dioniso comandò che l'uomo fosse posto su un letto d'oro, con uno strato bellissimo di una coperta tessuta, ornato di magnifiche ricchezze , e ornò le molte tavolette di oro e di argento cesellato. Quindi comando che i servi scelti restassero alla mensa e li servissero diligentemente quando intuivano il cenno del suo capo. C'èerano unguenti, corone; erano bruciati odori, le mense erano preparati con squisitissime pietanze. Damocle si riteneva fortunato. Dioniso comandò che nel mezzo della tavolata fosse appesa una spada lucente attaccata con un crine di cavallo al soffitto, affichè sovrastasse le cervici di quel beato. Pertanto non guardava quei bei servitori nè l'abbondante argento delle opere d'arte nè porgeva la mano alla mensa, già le stesse corone si dileguavano; infine il tiranno lo pregò di andarsene poichè non desiderava più essere beato. Così Dioniso dimostrò che niente era felice per lui, sul quale pendeva sempre qualche paura.

Ciao :hi
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di novembre
Vincitori di novembre

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

tiscali

tiscali Tutor 22585 Punti

VIP
Registrati via email