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EnjoyTheSilence*
EnjoyTheSilence* - Erectus - 50 Punti
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Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Si coprono il corpo con una veste lunga fino ai piedi; legano ai piedi dei calzari e delle bende di lino al capo; pietre preziose pendono dai loro orecchi; quelli che spiccano tra i popolo per nobiltà o per ricchezze adornano d’oro anche le intere braccia. Si pettinano più spesso di quanto si radano, il loro mento è sempre non rasato; rendono liscia ed uniforme la restante pelle della faccia. Tuttavia il lusso dei re, che essi chiamano magnificenza, supera i vizi di tutti i popoli. Quando il re acconsente ad apparire in pubblico, i servi portano dei turiboli d’argento, e riempiono di effluvi tutto il percorso attraverso il quale il re ha stabilito esser trasportato. Egli è sdraiato su una lettiga d’oro attorno alla quale pendono delle perle; le vesti che indossa sono adorne di oro e di porpora; soldati in armi e guardie del corpo marciano dietro la lettiga. In mezzo ad essi, su dei rami, sono sospesi uccelli, che hanno ammaestrato a distoglierlo, con il loro canto, dalle questioni serie. La reggia ha colonne dorate: tralci ornati d’oro le percorrono tutte, e sull’opera si distinguono figure d’argento di uccelli, della cui visione essi godono moltissimo. La reggia è aperta a chi vi giunge, quando il re si pettina e si adorna: allora egli dà le sue risposte alle delegazioni e detta le leggi al popolo. Dopo essersi tolti i calzari, i piedi vengono unti con balsami. Nella caccia la principale attività è di trafiggere animali racchiusi in un parco, tra i voti e i canti di cortigiane. Le frecce sono lunghe due cubiti, e le scagliano con più sforzo che risultato; infatti il dardo, nei cui leggerezza è riposta tutta la sua forza, è gravata di un peso poco maneggevole. Il re percorre a cavallo percorsi alquanto brevi: quando il tragitto è troppo lungo, degli elefanti tirano il carro ed essi ricoprono d’oro l’intero corpo di animali così grandi. E affinché non manchi qualcosa a tali corrotti costumi, una lunga schiera di cortigiane tiene dietro, su lettighe d’oro: tale schiera è separata da quella della regina, ma ne uguaglia lo sfarzo. Le donne approntano i banchetti; da esse viene servito il vino, di cui tutti gli Indi fanno largo uso.

infine fu sostenuta contro cartagine la terza guerra, nel seicentesimo anno dalla fondazione della città, sotto i consoli Manlio Censorino e Manilio, nell'anno 501 dopo che era stata affrontata la seconda guerra punica. Avendo i Romani assediato Cartagine, contro quelli lottava il comandante dei Cartaginesi Asdrubale; (famea), l'altro comandante, era a capo della cavalleria dei cartaginesi, allora Scipione, nipote di Scipione l'Africano, qui militava come tribuno. di quello presso tutti era grande timore e reverenza.
Infatti sia preparato grandemente alla battaglia sia aveva avuto (consultus). Essendo state fatte grazie a lui molte cose dai consoli, Asdrubale evitava (famea) di iniziare contro la parte dei romani, dove Scipione lottava.

Essendo i Cartaginesi giunti in vista delle Alpi, li invase una grande paura. Allora Annibale, convocata l'assemblea, incoraggiò gli animi dei soldati alla speranza. “Perchè –disse-un terrore improvviso ha pervaso i vostri cuori sempre impavidi? Tenete a mente che tutta la Spagna è stata occupata da voi, che il fiume Ebro è stato superato per annientare il nome dei Romani e liberare tutte le genti della terra. Quando inoltre superavate i monti Pirenei e il fiume Rodano, tra genti assai selvatiche/feroci, avevate per certo che anche le Alpi sarebbero state superate da voi. E ora, vinti così tanti popoli, mentre avete in vista le Alpi, delle quali l’altro versante appartiene all'Italia, perchè pensate che il vostro coraggio risplenderà meno che prima? Che cosa credete che siano le Alpi? Vi dico che le Alpi sono abitate, coltivate, sono accessibili agli eserciti, sono state superate spesso anche dai Romani. Un tempo le stesse dovettero essere superate dalle genti dei Galli, per assalire Roma e devastarla. Dunque o voi dovete essere inferiori per coraggio ai Galli, o Roma, capitale del mondo, deve essere ritenuta da voi la meta del viaggio.”

M. Postumio Pirgense era un pubblicano, a cui non possiamo trovare nessuno simile per inganno e avarizia in città eccetto Pomponio Veientano che i Cartaginesi avevano preso in Lucania. Postumio e Pomponio finsero falsi naufragi: infatti imposero nelle vecchie navi (fracta e vilia), e le immerseto dall'alto, chiesero (mercedem) di molte merci. Rivelarono quella frode al pretore M. Emilio, che la denunciò al senato. Ma il popolo fu il vendicatore più severo della loro frode. Subito i tribuni della plebe ascoltarono la cosa, dissero a Postumio il giorno, che da (vades), non (adest). Infine condussero in carcere quelli che non danno (vades), infine anche quelli che potevano darla : della cui cosa molti evitano il pericolo e fuggono in esilio.

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Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Prego ;)!
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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In internet...si cercano inserendo le prime e le ultime parole della versione, o il titolo e l'autore...oppure, se non si trovano da nessuna parte, quando ho tempo le posso tradurre io ;)
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74898 Punti
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si su internet, su siti che hanno già le traduzioni di parti delle opere dei + importanti autori
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Oppure a volte capita che non si trovano...ma in genere riesco trovare le vers....
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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:lol Prego
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