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  • Versioni da Nuovo comprendere e tradurre

Caramella
Caramella - Erectus - 50 Punti
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Mi servono alcune versioni dal volume 1 del Nuovo comprendere e tradurre

pag. 101 n.1 Nettuno

A graecis et romanis neptunus, saturni filius, aquarum deus putatur.

pag. 121 n.1 La battaglia di salamina

Decem annis post pugnam apud Marathonem, qua Athenarum milites mira audacia

Pag 122
n.2 L'esercito di cesare


Caesar mira prudentia magnaque sollertia bellum Gallicum administravit.

n.3 La mosca e la mula

Fervido aestatis die misera mula onustum carrum magno cum labore trahebat.

Pag. 142 n.1 Il lupo e la volpe

Lupus, quia tempore aestivo multam praedam in cubili congregaverat

Pag. 143 n.3 Il gallo e la volpe

Olim gallus et canis una iter faciebant. Sub vesperum, itineris labore fessi, consistere statuunt


Grazie e spero che le parole che ho scritto bastino per trovare le versioni :move
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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a graecis et romanis neptunus, saturni filius, aquarum deus putatur.
neptunus enim non solum pelagi, sed etiam fluvorium rivorumque imperium habet. cum aliis deis in olympo habitat, sed sape de olympo in oceanum descendit: nam splendidum domicilium in oceano apud insulam euboeam(eubea) habet ibique(e lì) cum nymphis marinis in solio aureo sedet et fuscinam, imperii suis signum, tenet.cum(quando) pelagi undae ventorum violentia agitantur ac turbantur, nautae neptunum invocant. deus nautas pios audit et promptum auxilium fert: nam statim equis marinis per undas accurit ventos fuscina arcet, procellam placat et pelagus tranquillum reddit. neptunus praesertim ob oppidorum maritimorum insularumque incolis colitur: et tauri deo matino immolantur, templa et arae in oris aedificantur.
clara est neptuni et minervae controversia de athenarumm et totius atticae tutela.quia(poichè) neptunus et minerva athenis et in attica praecipue(in modo particolare) coli vulunt,pretiosa dona incolis parebent statuunt: deus equum donat,oleam dea.neptuni donum gratum est, se olea necessaria vitae existimatur: sic minerva neptunum vincit et incolarum gratiam sibi conciliat. tamen attici neptunum ut(come) deum bonum et generosum magna diligentia colunt.

Nettuno, figlio di Saturno, è ritenuto dai greci e dai romani il dio delle acque.
Nettuno infatti non ha solo il potere del mare ma ha anche quello dei fiumi e dei ruscelli.
Abita sull' Olimpo insieme ad altri dei, ma spesso scende dall' olimpo verso l' oceano: infatti ha uno splendido domicilio nell ' oceano presso l' isola eubea e li siede con le ninfe marine sul trono d' oro e tiene il tridente, simbolo del suo potere.
quando le onde del mare sono agitate e turbate dalla violenza dei venti, i marinai invocano nettuno.
il dio sente i marinai devoti e porta un immediato aiuto: infatti subito accorre con i cavallucci marini attraverso le onde, allontana i venti con il tridente, placa la tempsta e rende il mare tranquillo.
nettuno è soprattutto venerato dagli abitanti delle roccaforti marittime e delle isole: sono sacrificati cavalli e tori al dio marino, sono edificati templi ed altari sulle coste.
Famosa è la controversia di Nettuno e Minerva sulla tutela di Atene e di tutta l' Attica.
Poichè Nettuno e Minerva vogliono essere onorati in Attica e in particolar modo ad Atene, decidono di offrire agli abitanti preziosi doni: il dio offre un cavallo, la dea un ulivo. Il dono di Nettuno è gradito, ma l' ulivo è considerato necessario alla vita: così Minerva vince Nettuno e ottiene il favore degli abitanti.
Tuttavia gli attici onorano anche con grande diligenza nettuno come un dio buono e generoso.

Decem annis post pugnam apud Marathonem, qua Athenarum milites mira audacia summaquae virtute Peras superaverant, Xeres, Darei regis filius, bellum in graecos renovat et cum innumeris copiis graeciam invadit. Tum Athenieses consilio Themistoclis, viri magni ingenii summaeque actoritatis, Arhenas desertas relinquunt: senes. mulieres et pueri in insuli circa athenas aduntur, viri autem naves conscendunt et vela solvunt. Ita Persae sine ullo impedimento athenas atquae vestant. Paulo post in freto ante insulam Salaminam Atheniesis atquae Lacedaemonii, qui contra Xerxem societatem iunxerant, cum Persis confligunt, Graecorum triremes, leves ac rapidae, graves ac tardas Persarum naves lacessebant, illidebant, mergebant. sic graeci magnam ruinam Xerxi inferunt..

Dieci anni dopo la battaglia di Maratona, nella quale i soldati Ateniesi superarono con mirabile audacia e somma virtù i Persiani, Serse, figlio di Dario, rinnovò guerra contro i Greci e invese la Grecia con numerose truppe. Allora gli Ateniesi per consiglio di Temistocle, uomo di grande ingegno e somma autorità, lasciarono deserta Atene: i vecchi, le donne e i fanciulli (cerca auntur) nell'isola vicino ad Atene, gli uomini (conscendunt) navi e sciolsero le vele. Così i Persiani senza alcun impedimento devastano Atene. Dopo dopo nello stretto di fronte l'isola di Salamina i Greci e i Lacedemoni, che avevano stretto alleanza contro Serse, lottarono con i Persiani, le triremi dei Greci, leggere e rapide, (cerca lacessebant, illidebant, mergebant) le navi pesanti e lente dei Persiani. Così i Greci inflissero a Serse una pesante rovina
Caesar mira prudentia magnaque sollertia bellum Gallìcum administravit (=condusse). Per exploratores locorum naturam cognoscebat, castra opportune muniebat, praesidia stationesque disponebat, disciplinam milìtum severe regebat. In proeliis exemplo verbisque milìtum animos confirmabat et cum (=quando) pedìtes pugnae diuturnitate fessi erant, Caesar milites integros in eorum auxilium in aciem (=campo) immittebat. Caesaris milìtes magnum animi vigorem ostendebant, belli labores facile ferebant, ducum voluntati semper obtemperabant. Veterani tironum, imperitorum milìtum, temeritatem continebant et in peroculis commilitones incitabant. Imperatori centuriones maxime cari erant propter assiduitatem in laboribus et magnam virtutem in pugnis. Caesar cum (=quando) ad hostes (=nemici) appropinquabat, exploratores equitesque praemittebat, postèa ipse (=egli stesso) legiones expeditas ducebat. Cum (=quando) dux signum dabat, primum (avv.) equites in hostes irrumpebant, deinde sagittarii funditoresque tela coniciebant (=da conicio, "scagliare";), postremo pedìtes cum hostium peditibus proelium committebant.

Cesare con mirabile prudenza e grande abilità condusse la guerra gallica. Attraverso gli esploratori conosceva la natura dei luoghi, muniva opportunamente l'accampamento, disponeva presidi e stazioni, amministrava severamente la disciplina dei soldati. Nei combattimenti rafforzava con l'esempio e le parole gli animi dei soldati e quando i fanti erano stanchi per la lunghezza della battaglia, Cesare metteva in campo in loro aiuto soldati riposati. I soldati di Cesare mostravano grande vigore di animo, sopportavano facilmente le fatiche della guerra, ottemperavano sempre alla volontà dei comandanti. I veterani dei (tironum cercalo), soldati inesperti, contenevano la temerarietà e incitavano i commilitoni nei pericoli. I centurioni erano molto cari al generale per l'assiduità nelle fatiche e la grande virtù nelle battaglie.
Cesare quando si avvicinava ai nemici, mandava avanti esploratori e cavalieri, dopo lui stesso conduceva le veloci legioni. Quando il comandante dava il segnale, i cavalieri si scagliavano contro i nemici, infine gli arcieri e i (cerca funditores) scagliavano i dardi, infine i fanti si scontravano con i fanti dei nemici.

Un lupo, poichè nella stagione estiva aveva raccolto molto bottino nella tana, viveva in inverno nell'abbondanza di cibo con animo tranquillo. Una volpe, animale di astuto ingegno, avida di cibo, venne alla sua tana, finse una gran dolore e esclamò con subdole parole: " O lupo, come stai? non ti ho visto per tutto il mese, sono molto preoccupata per la tua salute". Ma il lupo, che conosceva l'invidia della volpe, con subdole parole biasimava la sua perfidia :" Vattene, bestia cattiva, infatti porti il pretesto della salute, ma in realtà vuoi afferrare con la menzogna e l'inganno il mio cibo". La volpe, piena d'ira, si allontanò e preparò la sua vendetta. Infatti si avvicinò ad un pastore di pecore e disse : " se sarai grato e memore del mio beneficio, oggi ti consegnerò un nemico del tuo gregge". Il pastore felice promise all'animale grandi premi. Allora la volpe condusse alla spelonca del lupo il pastore, che uccise con l'asta il lupo e consegnò alla volpe i beni di questo. Poco dopo la volpe si imbattè nei cacciatori e fu afferrata e uccisa dai cani. Mentre esalava il respiro, disse:" Pago con una morte tremenda la giusta pena di una terribile scelleratezza"

Scrivi la fine.

Questa risposta è stata cambiata da marios46 (30-07-07 13:36, 9 anni 2 mesi )
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Ci sono tutte, vero mario?
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Penso...ma se non scrivi la fine non so se sono complete...
Caramella
Caramella - Erectus - 50 Punti
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La mosca e la mula non è quella che hai scritto...

Inizio: Fervido aestatis die misera mula onustum carrum magno cum labore trahebat.

Fine: nam ille flagellum tenet et flagello temperat velocitatem meam.

Il gallo e la volpe

Inizio: Olim gallus et canis una iter faciebant. Sub vesperum, itineris labore fessi, consistere statuunt

Fine: Canis statim vulpem petit atque acutis dentibus lacerat
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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La mosca e la mula (controlla se è questa)

Una vil Mosca sul timone assisa
A la Mula: Sei pur, dice, tu pigra!
Vuoi che il collo col mio stilo ti punga?
E perchè non affretti il taro passo?
Cui l'altra: tue parole io nulla apprezzo:
Bensì temo colui, che in scanno assiso,
Le briglie tiene e con maestra sferza
A suo talento ogni mio passo regge.
Vanne, e tue folli ciance altrove arreca:
Io so quando posarmi, o correr deggia.
Così ridir tu puoi di quei, che privi
D'ugual valor, spargon minacce al vento.

Il gallo e la volpe l'avevo tradotta tempo fa io...(non è completa, cmq)

Olim gallus et canis iter faciebant. Sub vesperum, itineris labore fessi, consistere statuunt. Gallus in arborem ascendit et in alto ramo considit, canis in ima arbore accumbit, itaque totam noctem placidi quiescunt. Prima luce gallus, ut ei mos est, canit. Statim vulpes, quae in locis propinquis cubile habebat, accurri et galli animus blandis verbis sollicitat:< Quam suaviter canis, amice! Descende, quaeso, de arbore: nam vocem tuam melius audire volo>.

Un tempo un gallo e un cane facevano insieme un viaggio. Al tramonto, stremati dalla fatica del viaggio, decisero di fermarsi. Il gallo salì su un albero e si adagiò su un alto ramo, il cane, al contrario, stette al di sotto dell'albero, e così riposarono serenamente tutta la notte. All'alba il gallo, come è solito fare, canta. Subito accorrse una volpe, che aveva la tana nelle vicinanze, e con parole lusinghiere sollecita l'animo del gallo:<Come canti bene, amico! Scendi dall'albero, ti prego: voglio infatti sentir meglio la tua voce>.
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
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hai il mio stesso libro del biennio!....ma ce l'hanno un po tutti....
aryangel
aryangel - Sapiens - 490 Punti
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ciao....mi servirebbero alcuni esercizi dal libro "nuovo comprende e tradurre" volume II.
es.n11 pag 47-48
es.n12 pag 48
es.n18 pag 54
grazie in anticipo......
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
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ary..non puoi scrivere nei topics aperti da altri utenti! apri uno tuo! e poi metti inizio e fine delle versioni, non tutti gli utewnti hanno il tuo stesso libro...quindi sarebbe impossibile vedere le versioni che ti servono...
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Il titolo di questo topic è "versioni da nuovo comprendere e tradurre", quindi ary non ha sbagliato a postare qua le sue richieste visto che riguardano lo stesso libro...anche se sarebbe meglio aprire un proprio thread per evitare confusione e per avere maggior possibilità di risposta. Comunque, come detto da pukketta, devi scrivere il titolo, la prima e l'ultiga riga della versione, così che possiamo cercarla sul web. Ancor meglio se inserisci tutto il testo latino.
scuola
scuola - Erectus - 50 Punti
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io ho qlc frase
Es n 11a pari pag 47
2- nè l'esercito nè i tesori sono le difese del regno, ma gli amici, i quali non potresti procurarli nè con la forza delle armi nè comprarl con l'oro
4- le decisioni del senato furono utili alla cittadinanza
6- la mano degli arcieri aveva occupato il colle: avevano archi tesi8- I filosofi Greci insegnavano la filosofia in luoghi pubblici, sopratutto nel famoso portico, che era chiamato Gimnasio
10- la sola ragione non salverà ma comanda i sensi
12- l'udito, il gusto, l'olfatto, la vista, il tatto sono i sensi del corpo
14- dopo che Aristide ritornò ad Atene, gareggiò con temistocle per la supremazia
Thesuperman91
Thesuperman91 - Sapiens Sapiens - 1670 Punti
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io ho lo stesso libro di ary...aspe k guardo se le ho fatte
scuola
scuola - Erectus - 50 Punti
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potresti guardare ank se hai l'es n 12b pag 48 e l'es n 19b pag 55????grazie..
Giovanni92
Giovanni92 - Erectus - 70 Punti
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ciao a tutti..scusate il disturbo ma avrei bisogno delle versioni che si trovano nel libro "nuovo comprendere e tradurre volume terzo" riguardanti volo,nolo e melo,fero e i verba timendi..siccome non ho questo libro chi ce l'ha potrebbe essere così gentile da scrivermi il testo e la traduzione entro stasera?grazie mille in anticipo
supergab96
supergab96 - Ominide - 36 Punti
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ciao a me serve un solo esercizio, ma entro oggi...l'esercio e del volume 1 di nuovo comprendere e tradurre ed è a pag. 68 il n°20 b...quello dal latino all'italiano...se ce la fate mi fate un grosso favore =)
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