noeemuccia
noeemuccia - Erectus - 52 Punti
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VERSIONE: I DANNI DELLE GUERRE CIVILI TRA MARIO E SILLA
Bella civilia magnae cladis causa Romanorum rei publicae fuerunt. Post consulatum Marii,exercitus iam non parebant senatus auctoritati et rei publicae magistratuum iussis,sed fidem praebebant solum duci,rei militari perito,spe mercedis et exuviarum. Sulla Multa opera publica egerat et plebis miseriam levaverat,sed tribunorum plebis auctoritatem minuerat:nam abolevit ius intercessionis et rogationem iniussu senatus. Novis legibus vim et scelera contra rem publicam punivit,sed etiam proscriptionis tabulae a Sulla edictae sunt. Propter bellorum civilium res adversas multi cives probi rem familiarem prediderant,multi flagitiosi autem bona sua auxerant. Cives probi de rei publicae salute desperabant;improbi studebant honoribus et divitiis,longam scelerum seriem committebant,iuventutis mores corrumpebant. Tantis malis nulla spes remediierat. In rebus adversis amicorum fides dubia et caduca erat,quia spe lucri propinqui quoque a propinqui denuntiatibantur. Dies infausti Romanorum rei publicae fuerunt.
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Le guerre civili furono la causa di grande rovina per lo stato dei Romani. Dopo il consolato di Mario, gli eserciti non obbedivano più all'autorità del senato e agli ordini dei magistrati dello Stato, ma obbedivano solo al loro comandante, esperto d'arte militare, con la speranza di uno stipendio e di bottino. Silla aveva fatto molte opere pubbliche e aveva attenuato la miseria della plebe, ma aveva sminuito l'autorità dei tribuni della plebe: infatti abolì il diritto di veto e la mozione senza l'autorizzazione del senato. Con nuove leggi punì la violenza e i crimini contro lo Stato, ma stabilì le tavole di proscrizione. A causa delle disgrazie delle guerre civili molti cittadini avevano perso il patrimonio, molti scellerati, invece, avevano accresciuto i loro beni. I cittadini onesti disperavano della salvezza dello Stato; i disonesti aspiravano a cariche e ricchezza, commettevano una lunga serie di crimini, corrompevano i costumi della gioventù. Per così tanti mali non c'era nessuna speranza di un rimedio. Nelle avversità la fedeltà degli amici era dubbia e precaria, poiché, per la speranza di un profitto, i parenti erano denunciati anche dai parenti. Furono giorni funesti per lo Stato dei Romani.
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