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Superstep9
Superstep9 - Habilis - 240 Punti
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TITOLO: Il sogno veritiero di Eudemo
AUTORE: Cicerone

Multis et doctis hominibus verisimile videtur somnios futura praedicere. Eudemus Cyprius, familiaris Aristotelis philosophi, iter in Macedoniam faciens Pheras venit, quae erat urbs in Thessalia tum admodum nobilis, sed ab Alexandro tyranno crudeli dominatu tenebatur. In eo igitur oppido in tantum morbum Eudemus incidit ut omnes medici iam de eius salute desperarent. Cum graviter in lectulo aegrotaret, ei visus est in quiete (nel sonno) iuvenis egregia facie dicens eum perbrevi tempore ad sanitatem reducturum esse, paucisque diebus interiturum esse Alexandrum tyrannum, ipsum autem Eudemum quinquennio post domum esse rediturum. Atque ita quidem prima statim consecuta sunt: et convaluit Eudemus et ab uxoris fratribus interfectus est tyrannus. Quinto autem anno exeunte, cum esset spes ex illo somnio in Cyprum illum ex Sicilia esse rediturum, proelians Eudemus ad Syracusas occidit. Ex quo ita illud somnium est interpretatum ut, cum animus Eudemi e corpore excessisset, tum domum revertisse videretur.

Ringrazio in anticipo
dj142
dj142 - Genius - 12048 Punti
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Due amici Arcadi facevano insieme un viaggio alla volta di Megara. Dopo essere arrivati in città, uno alloggiò presso un oste, l’altro da un albergatore. Ma a notte fonda uno, mentre dormiva tranquillamente a casa del suo albergatore, vide in sogno l’altro, che piangeva e così pregava l’amico: “ Amico, aiutami, perché l’oste prepara la mia morte per il mio denaro!”. Infatti l’uomo possedeva un notevole patrimonio ed egli con grande imprudenza aveva portato con sé molte monete per il lungo viaggio. L’amico, dunque, dapprima rabbrividì e si alzò, poi, dopo che il sogno era svanito, si calmò e si tornò a letto. Mentre dormiva, l’amico riapparve in sogno e disse: “Poiché non sei venuto in mio aiuto quando ero ancora vivo, ora vendica la mia morte! L’oste infatti mi ha ucciso, mi ha scagliato su un carro e sopra al mio corpo ha gettato sterco e terra. Domani, quando spuntò il giorno, l’assassino uscirà dalla città con il carro; tu, all’alba, recati alla porta e denuncia il fatto!”. Di mattina l’amico si recò alla porta e si trovò al cospetto dell’oste. Tirò fuori il cadavere dal carro e l’oste fuggì, ma il fatto fu scoperto e l’uomo infame (lett. scellerato) scontò la pena per il suo delitto.

presa da yahoo
Superstep9
Superstep9 - Habilis - 240 Punti
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mi dispiace dj142 ma la tua versione non centra nemmeno una parola con la mia ..cmq grazie lo stesso per l'impegno .
cmq l'ho trovata io è questa :
Eudemo di Cipro, suo intimo amico, durante un viaggio verso la Macedonia, arrivò a Fere, città della Tessaglia, assai rinomata a quei tempi, ma oppressa dalla feroce tirannide di Alessandro. In quella città, dunque, Eudemo si ammalò così gravemente, che tutti i medici disperarono della sua salvezza. Gli apparve in sogno un giovane di bellissimo aspetto, e gli disse che fra breve sarebbe guarito, che entro pochi giorni il tiranno Alessandro sarebbe morto, e che lui, Eudemo, sarebbe ritornato in patria dopo cinque anni. Scrive Aristotele che i primi eventi accaddero subito: Eudemo guarì, il tiranno fu ucciso dai fratelli di sua moglie. Verso la fine del quinto anno, poi, quando quel sogno dava a Eudemo la speranza che dalla Sicilia sarebbe ritornato a Cipro, egli cadde in combattimento sotto le mura di Siracusa. Il sogno, quindi, fu interpretato nel senso che l'anima di Eudemo, liberatasi dal corpo, era ritornata alla sua vera patria.
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