• Latino
  • Versione per domani! (23001)

AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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Salve a tutti, domani ho l'ultima interrogazione di latino, ma non riesco a tradurre ed analizzare la versione che la professoressa ci ha assegnato. :dontgetit:
Come da regolamento ho provato a cercarla nel sito ottenendo però nessun risultato.
La versione è questa:

Menandro e Filemone
In libro, qui Noctes Atticae inscribitur, Aulus Gellius de claris scriptoribus pluriba narrat; inter quae, digna neniratu, haec referenda existimamus.
Menander et Philemon comoediarum scriptores fuerunt, sed Menander a Philemone, nenquaquam scriptore pari, in certaminibus comoediarum saepe vincebatur, non vero arte excellenti sed ambitu gratiaque. Qua Re, cum Menander forte eum obviam habuisset, "Queso - inquit - Philemon, dic mihi: cum me vincis, non erubescis?". De Euripide quoque Marcus Varro ait eum, cum quinque et septuaginta tragoedias scripsisset, in quinque solis vicisse, cum eum vincerent saepe aliquot poetae ignavissimi.


Se riuscite inoltre a darmi una mano nel analizzare i vari periodi vi sono molto grato :satisfied
Grazie Mille
silmagister
silmagister - Genius - 25278 Punti
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ciao AlexD...benvenuto

scusa...controlla un attimo il testo e apporta delle correzioni ...mi sembra ci siano degli errori nel testo latino...

poi vedremo la trad e l'analisi..:hi
AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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Menandro e Filemone
In libro, qui Noctes Atticae inscribitur, Aulus Gellius de claris scriptoribus pluriba narrat; inter quae, digna memoratu, haec referenda existimamus.
Menander et Philemon comoediarum scriptores fuerunt, sed Menander a Philemone, nequaquam scriptore pari, in certaminibus comoediarum saepe vincebatur, non vero arte excellenti sed ambitu gratiaque. Qua re, cum Menander forte eum obviam habuisset, "Queso - inquit - Philemon, dic mihi: cum me vincis, non erubescis?". De Euripide quoque Marcus Varro ait eum, cum quinque et septuaginta tragoedias scripsisset, in quinque solis vicisse, cum eum vincerent saepe aliquot poetae ignavissimi.

grazie per l'immediata risposta =) ho corretto due o tre parole che avevo trascritto in modo sbagliato =) grazie ancora =)
e grazie per il benvenuto =)
cinci
cinci - Mito - 35782 Punti
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Nel libro che si intitola "Notti Attiche", Aulo Gellio narra qualche racconto sugli scrittori famosi, fra i quali (racconti) riteniamo degno di memoria questo che ci accingiamo a raccontarvi.
Menandro e Filemone furono autori di commedie, ma Menandro era sempre vintonelle gare poetiche da Filemone, che non era paragonabile a nessun'altro autore, non per la sua bravura, ma per i suoi eccellenti imbrogli. Per questo, quando menandro gli andò incontro per caso disse: "Per favore, Filemone, dimmi, quando mi vinci, perché non diventi rosso?". Marco Varrone parla anche di Euripide e dice che, dal mokento che compose 57 tragedie, vinse solo grazie a cinque sole, poiché era sempre vinto da poeti più furbi.

:hi
AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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grazie mille =) sei stato gentilissimo =) se ho qualche problema con l'analisi posso comunque chiedere aiuto?
:hi e grazie ancora
cinci
cinci - Mito - 35782 Punti
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Ma certo! Chiedi e non aver problemi. Se vuoi ti posso lasciare anche l'indirizzo MSN se vuoi qualche aiuto più istantaneo.

:hi
AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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grazie mille =) per il contatto msn se me lo puoi lasciare mi faresti un favore grandissimo =) grazie ancora :hi
cinci
cinci - Mito - 35782 Punti
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Guarda i messaggi privati...
AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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Con l'aiuto di Cinci ho fatto questo piccolo pezzo:

In libro qui Aulus Gellius de claris scriptoribus pluriba narrat = PRINCIPALE
Qui "Noctes Atticas" inscribitur = RELATIVA
Inter quae... existimamus= COORDINATA ALLA PRINCIPALE

con questa traduzione:
Nel libro che si intitola "notti attiche" Aulo Gellio narra dei più famosi scrittori; fra i quali riteniamo di riferire questa, degna di memoria.

E' tutto corretto finora?
Mi date una mano pure nel pezzo successivo
grazie =) :hi

ho fatto pure il pezzettino sotto

Menander et Philemon comoediarum scriptores fuerunt = PRINCIPALE
Sed Menander a Philemone in certaminibus comoediarum saepe vincebatur = COORDINATA ALLA PRIN.
Nequaquam scriptore pari = ???
Non vero arte excellenti sed ambitu gratiaque = ???

Traduzione: Menandro e Filemone furono scrittori di commedie, ma menandro veniva spesso vinto nelle gare di commedie da Filemone, in nessun modo uguale nello scrittore, in verità non di eccellente attività ma di vanità e benevolenza (???). Perciò, avendo avuto Menandro per caso quell'incontro disse ...

Qualcuno per favore potrebbe correggermi =)
Grazie :hi
silmagister
silmagister - Genius - 25278 Punti
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Menandro e Filemone
In libro,/// qui Noctes Atticae inscribitur, /// Aulus Gellius de claris scriptoribus plurima narrat; inter quae ( nesso relativo ), digna memoratu ( supino passivo ), haec referenda ( =sott. esse --> perifrastica passiva ) existimamus.
Menander et Philemon comoediarum scriptores fuerunt, sed Menander a Philemone, nequaquam scriptore pari, in certaminibus comoediarum saepe vincebatur, non vero arte excellenti ( compl. di limitaz.)sed ambitu gratiaque ( compl. di limitaz.). Qua re,/// cum Menander forte eum obviam habuisset,/// "Queso - inquit - Philemon, dic ( imperativo di "dico" )mihi: cum me vincis, non erubescis?". De Euripide quoque Marcus Varro ait eum,/// cum quinque et septuaginta tragoedias scripsisset, /// in quinque solis vicisse, /// cum eum vincerent ( con valore avversativo )saepe aliquot poetae ignavissimi.

principali
cum narrativi
relativa
temporale

Nel libro, che si intitola "Le Notti Attiche", Aulo Gellio racconta moltissime vicende a proposito degli scrittori famosi ; e fra queste , degne di essere ricordate, riteniamo di dover riferire queste.
Menandro e Filemone furono scrittori di commedie, ma spesso Menandro veniva sconfitto nelle gare di commedie da Filemone, per niente autore dello stesso livello ( pari ), non in realtà nella tecnica sopraffina, ma per ricercatezza e grazia. Per questo motivo, fattosi Menandro incontro a lui per caso, disse : « Di grazia, Filemone, dimmi, quando mi sconfiggi, non ti vergogni ? » Anche su Euripide Marco Varrone afferma che lui, pur avendo composto settantacinque tragedie, avesse vinto con sole cinque, mentre lo sconfiggevano spesso alcuni poeti di scarsissimo valore.


ciao aleXD
AleXD
AleXD - Erectus - 54 Punti
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grazie mille =) gentilissimo =)
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