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  • versione le imprese di augusto(lho scritta x facilitare)

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misspucca91
misspucca91 - Erectus - 60 Punti
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raga x favore aiutatatemi nn riesco a tradurla:
Annos undeviginti natus exercitum privato consilio et privata impensa comparavi,per quem rem publicam a dominatione factionis oppressam in libertatem vindicavi.Eo nomine Senatus in ordinem suum me adlegit et imperium mihi dedit.Populus autem eodem anno me consulem,cum consul uterque in bello cecidisset,creavit.Qui parentem meum necaverunt,eos in exilium exspuli et postea bellum inferentes rei publicae vici bis acie.Bella terra et mari civilia externaque toto in orbe terrarum saepe gessi victorque omnibus veniam petentibus civibus peperci.Milia civium Romanorum sub sacramento meo fuerunt circiter quingenta.Ex quibus deduxi in colonias aut remisi in municipia sua,stipendis emeritis ,milia aliquanto plura quam trecenta.Naves cepi sescentas.In consulato septimo senatus consulto Augustus appellatus sum.In triumphis meis ducti sunt ante currrum meum reges aut regum liberi novem.Consul fueram terdecies cum scribebam haec,et annum agebam septuagesimus sextum.

v prego rsp entro oggi nn stasera xfavore!!!vvb kiss
sbardy
sbardy - Admin - 22763 Punti
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A diciannove anni costituii un esercito con un’iniziativa e una spesa private; con tale esercito ho restituito la libertà allo Stato, oppresso dal potere delle fazioni. In grazie di ciò il Senato con decreti onorifici mi elesse al suo rango, sotto il consolato di Caio Pansa e Aulo Irzio, mi attribuì la dignità consolare di amministrare la giustizia e mi diede il comando assoluto. Lo Stato, per non subire alcun danno, stabilì che lo proteggessi associandomi ai consoli nelle mie funzioni di pretore con gli stessi poteri. Il popolo nello stesso anno mi elesse console, essendo morti entrambi i consoli in guerra, e inoltre triumviro per la ricostituzione dello Stato.
Con processi legittimi punii il loro delitto e mandai in esilio coloro che uccisero mio padre, e li vinsi due volte in battaglia quando mossero guerra allo Stato.
In terra e in mare diressi frequenti guerre sia civili sia contro stranieri, e vittorioso risparmiai tutti quei cittadini che si sottomettevano al mio potere. Preferii risparmiare e non distruggere i popoli stranieri, ai quali si poté perdonare con sicurezza. Cinquecentomila cittadini romani circa mi prestarono giuramento militare. Con costoro fondai colonie e, quando ebbero concluso il servizio militare, ne riassegnai ai loro municipi poco più di trecentomila, assegnando a ognuno di loro poderi o offrendo denaro come premio per la milizia. Catturai seicento navi, senza contare quelle più piccole di una trireme.
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